La rivoluzione della panna cotta: il caso Fusero

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In Piemonte, un’azienda specializzata nella produzione di latte ha deciso di mettersi in gioco con un dolce tradizionale: la panna cotta. La sua selezione di gusti, che comprende grandi classici come pistacchio, crème caramel, zabaione con amaretti, caffé e crema pasticcera sta conquistando la GDO, macinando vendite senza sosta. Ne parliamo con Alessandro Fusero, l’imprenditore dietro l’ambizioso progetto.

Il Piemonte, negli anni, ne ha sfornate di storie imprenditoriali che meritano di essere raccontate. A tal proposito, recentemente abbiamo approfondito quella di Emanuele Bossolasco, imprenditore classe 1992 che ha deciso di rendere la propria zona, il Saviglianese, famosa per la pasta secca di qualità, investendo su un nuovo stabilimento di produzione e sulla filiera locale.

Alessandro Fusero

Oggi torniamo nella nota regione del Nord Italia, casualmente sempre a Savigliano, per intervistare Alessandro Fusero, altro giovane produttore che ha allargato l’attività di famiglia, incentrata sul latte, scommettendo sulla panna cotta e, nello specifico, su una ricca selezione di gusti del famoso dolce che sta vendendo con successo presso la grande distribuzione e non solo.

Dove e come nasce l’azienda agricola Fusero?

L’azienda agricola Fusero nasce in Piemonte, in provincia di Cuneo, da una tradizione familiare legata alla zootecnia da latte. Fin dall’inizio il nostro obiettivo è stato produrre latte di alta qualità, con una filiera controllata e un’attenzione costante al benessere animale e alla gestione agricola. Oggi rappresentiamo un esempio di azienda che unisce radici solide e una visione moderna del prodotto alimentare.  

Il vostro core business è il latte. Quando e come si arriva all’idea di produrre tanti gusti di panna cotta?

Il latte è sempre stato il cuore dell’azienda. L’idea della panna cotta nasce quando abbiamo capito che potevamo trasformare una materia prima eccellente in un prodotto ad alto valore aggiunto, capace di parlare direttamente al consumatore finale. Da lì è iniziato un lavoro di sviluppo ricette e gusti, con l’obiettivo di portare nel banco frigo un dessert artigianale ma adatto al retail moderno. 

In Italia ci sono circa 500.000 prodotti alimentari. Come si differenziano le vostre panne cotte?

In un mercato enorme come quello alimentare, la differenza la fanno tre cose:

  • Qualità reale della materia prima
  • Ricette curate e riconoscibili
  • Capacità di innovare senza perdere autenticità

Le panne cotte Fusero sono pensate per essere qualitativamente premium ma accessibili: un prodotto semplice, pulito, ma con gusti che creano curiosità e fidelizzazione.

Da anni ormai la parola d’ordine è “materia prima”: Da dove proviene il latte alla base delle produzioni Fusero?

Il latte proviene direttamente dall’azienda agricola di famiglia: questa è una delle nostre più grandi forze.
Gestiamo internamente l’allevamento e gran parte dell’alimentazione degli animali, garantendo controllo totale sulla filiera. Per noi “qualità della materia prima” non è uno slogan: è il punto di partenza di tutto. 

Avete cominciato ad approcciare il Retail. Qual è il feedback da parte della GDO?

Il riscontro è molto positivo. La GDO oggi cerca fornitori capaci di portare innovazione, qualità, rotazioni e affidabilità produttiva, ovvero esattamente gli elementi che garantiamo con le nostre panne cotte. Infatti, stiamo macinando vendite significative in contesti diversi e presso negozi di tutti i cluster dimensionali, dalla prossimità agli ipermercati. Pensiamo questo successo dipenda dal fatto che i nostri prodotti intercettano un consumatore alla ricerca di dessert freschi sicuramente tradizionali ma, allo stesso tempo, disponibili in un range di gusti più ampio rispetto al passato.

Al Marca abbiamo visto come l’MDD continui a crescere. Voi operate in questo segmento?

Sì, operiamo anche nel segmento della marca del distributore, oggi sempre più centrale. Lo facciamo costruendo progetti su misura insieme ai retailer con l’obiettivo di garantire sempre qualità massima e flessibilità produttiva. Per noi è un canale strategico perché consente di lavorare volumi importanti e stabilire partnership di lungo periodo. D’altronde, come si è detto proprio durante la fiera, le industrie che producono MDD tendono ad essere più futuribili delle altre poiché, invece di subire la crescita della quota di mercato del comparto private label, la cavalcano traendone grandi opportunità.

Oltre alla GDO, quali canali di vendita presidiate e come?

Oltre alla grande distribuzione lavoriamo su più canali:

  • Retail specializzato
  • Ho.Re.Ca. selezionata
  • Negozi indipendenti

L’obiettivo è costruire una presenza solida sul territorio senza perdere identità.

Parliamo di territori. A quali regioni siete più interessati per lo sviluppo?

Sicuramente il Nord Italia è il nostro mercato naturale, ma stiamo lavorando per crescere anche nel Centro e in alcune aree del Sud dove vediamo grande attenzione verso prodotti qualitativamente premium e da filiera 100% italiana. La priorità è consolidare la presenza con partner distributivi seri e con i quali si possano creare legami di lungo periodo.  

È risaputo che il Made in Italy, nonostante i dazi, continua a funzionare nel mondo. Voi puntate sull’export?

Assolutamente sì. Il Made in Italy nel food continua ad avere una forza straordinaria anche all’estero, soprattutto quando si propone un prodotto autentico e ben posizionato. Stiamo valutando mercati europei e internazionali dove il dessert italiano è percepito come eccellenza. A breve, potremo dare più dettagli.

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