AmazonGo: tecnologia ma anche soluzioni per pranzare velocemente. I modelli

AmazonGo: tecnologia ma anche soluzioni per pranzare velocemente. I modelli

Ottobre 2018. Se digitate AmazonGo su Google e guardate le immagini proposte sembra che l’innovazione sia solo tecnologica e dovuta massimamente alla possibilità di abolire la coda alle casse. Certamente quest’ultimo è un passaggio chiave della superette di Jeff Bezos.
 
Ma oltre all’impatto tecnologico c’è un aspetto che i giornali americani e non solo hanno indagato con leggerezza: l’offerta di prodotti.
 
Visto che nei giorni scorsi Bloomberg ha scritto che Amazon starebbe esaminando la possibilità di aprire 3.000 Amazon Go negli Stati Uniti, è il caso di rifletterci, visto che i prodotti sono al pari della tecnologia importanti nella vendita.
 
I costi di una simile espansione sono proibitivi e pochi potrebbero permetterseli, visto che il flagship di Seattle è costato qualcosa come 450.000 $.
Dopo aver ottimizzato costi e tecnologie utilizzate nell’AmazonGo di Seattle, il gruppo si appresterebbe a investire 1,2 mld di$. Capite bene che sono cifre impossibile per qualunque retailer.
 
I modelli considerati
I modelli di assortimento presi in considerazione da Amazon sono
. 7-Eleven, superette di piccola dimensione, 200 mq con 6,7.000 referenze, aperti 24h, 7gg,
. Pret a Manger, un ristorante, originario dello UK, basato su cibi freschi, ma legati al fast food, da consumare nel pdv o da asportare.
. Whole Foods, la catena che ha comprato lo scorso anno, e che ha già rivisto le presentazioni, obbligatorie, dei corner dei produttori e di tutte le produzioni instore.
 
Il problema allora è tutto organizzativo e logistico.
 
Serve una cucina centrale che fornisca contemporaneamente diverse decine di negozi. La logistica non è un problema, ma l’assortimento si, soprattutto dei freschi pronti da mangiare. Alcuni analisti pensano che la soluzione sia a metà strada fra l’offerta di Pret a Manger e Whole Foods con una sorta di fast-casual restaurant, unito, ovviamente a una robusta offerta di prodotti grocery confezionati, bevande e vini.
 
Tradotto: un restormarket.
 
Sarà interessante vederlo.

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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