VG-IlViaggiatorGoloso/Unes Milano2: è pronto il concept di vicinato?

Novembre 2018. Benvenuti nell’enclave-club-trincea di VG IlViaggiatorGoloso di Milano 2, appena trasformata così da uno dei più anziani Unes della catena risalente addirittura a Nespoli padre. Qui tutti si conoscono sia i clienti con i clienti (Come va Giulia a scuola?), sia i commessi con i clienti (Come sta la mamma? Sei tornato dalle vacanze?).

Mario Gasbarrino, l’Ad di U2-Unes/Finiper dice che in 370 mq è riuscito a farci stare il concept per il futuro. No, non quello de IlViaggiatorGoloso, ma quello del vicinato del futuro, quel concept che tutti i retailer stanno cercando per posizionarsi in attesa che la popolazione italiana di città diventi ancor più anziana e glorifichi, con gli acquisti, il vicinato (cosa che per il momento accade poche volte).

RetailWatch è meno di parte di Mario Gasbarrino, ovviamente, e sta ai fatti. La superficie è di 370 mq con qualche plinto in più e reparto per forza inamovibile (siamo in edilizia residenziale e nemmeno tanto funzionale, commercialmente parlando, come a CityLife il Carrefour Market dal layout a triangolo). 4.300 referenze delle quali 1.600 MDD, marchio del distributore (1.100 VG e 500 Unes alle quali molti clienti sono affezionati): questa è già una bella incidenza per parlare di negozio MDD, più di 1 referenza su 3 è MDD. L’incidenza delle vendite delle MDD par di capire che voglia arrivare al 35%, anche se nessuno lo dice. Ma vedere schierato quasi tutto il catalogo VG è un bel vedere, soprattutto nelle etichette elettroniche che invitano a votare sul sito il prodotto preferito VG (80.000 votazioni in un paio di mesi… fate voi…).

Il layout

È stato completamente stravolto per poter dire che adesso i freschi e i freschissimi ci sono eccome: 11 vasche nuove di pacca e 17 ml a parete non sono pochi. Addirittura sono state spostate le casse e ne ha risentito anche lo spazio del direttore, giusto all’uscita del negozio, negli spifferi di aria della porta scorrevole. Ma, si sa, lo spazio costa…

Una prima constatazione: nonostante le 4.300 referenze, durante la visita i corridoi sono abbastanza agibili, soprattutto nello scatolame, dove le altezze sono decisamente basse, soprattutto al centro (1,70 mt) dove non si ha la sensazione che le scatolette possano arrivare in testa da un momento all’altro, soprattutto in qualche negozio di franchisee riempito all’inverosimile). Se lo spazio costa, ed è vero, bisogna poi regolarsi con ciò che il consumatore vede. E cosa vede?

Tanto bianco che sarà sporchevole finchè volete voi, ma porta un senso di leggerezza e di apertura e di tranquillità che, davvero, non guasta. E poi non bisogna dimenticare che qui le promozioni e i tagli prezzo proprio non ci sono e anche questo contribuisce a una pulizia e a un certo ordine.

L’unico reparto che è rimasto al suo posto è la gastronomia a servizio, al banco della quale è stato incollata una lunga vasca per prodotti a self service, in attesa di essere serviti. Francamente lo scaffale del pane, subito sulla sx, è un po’ debole, anche se il bio e le specialità arrivano dal forno di vle Belisario. Forse bisognerebbe rinforzarlo…

Ma torniamo alle MDD e al VG e allo sforzo di arrivare al 35%. Nei freschi e in gran parte dello scatolame i passi avanti in quest’ultimo anno sono stati notevoli. Un po’ meno il passaggio si è visto nel chimico casa-persona, dove è però stato lanciato il brand Green Oasi. A parere di RetailWatch questa è un po’ una trincea da superare e come tutte le guerre di trincea è logorante per chi aspetta.

Riassumendo: è pronto un simile concept per diventare il concet di vicinato che soffre poco l’e-commerce? Si: bisognerebbe arrivare al 50% di referenze MDD in assortimento e almeno al 60% di incidenza delle vendite delle MDD (oggi l’incidenza totale è quasi del 60%, quota della quale VG ha il 35%). Si può fare? Si può fare. Poi mancheranno le location in centro città, visto che tutti stanno occupando di tutto e pagando la qualsiasi, ma questo è un altro discorso.

Il fatturato

Secondo RetailWatch e vista la particolarità della location, anche se il primo Esselunga di Lavanderie di Segrate non è lontanissimo, il fatturato al quale questo VG può ambire dovrebbe essere di 3,5 mio di euro, pari 9.400 euro di vendite al mq. Cosa volete di più?

La sostenibilità di VG-IlViaggiatorGoloso Milano 2 Segrate (Mi)
Coerenza fra il posizionamento e la sua realtà                    4
Distintività e rilevanza versus i competitor                        5
Rapporto experience-prezzo                                              4
Sostenibilità                                                                        4
Attenzione alle nuove tecnologie e all’innovazione            3
Attenzione ai millenials                                                      3
Attenzione ai senior                                                            5
Creazione di una community                                              4
Trasparenza                                                                        4

Scala di valori da 1 a 5, 1 basso, 5 elevato

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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