Mega-Unicomm/Selex: un format americano per il Veneto e per tutto il Nord e Centro Italia

Marzo 2019. Probabilmente quando il direttore commerciale di Unicomm, Giancarlo Paola, è andato da Marcello Cestaro, il presidente di Unicomm, a presentare questo concept, la discussione deve essere stata lunga e spigolosa perché questo formato esce dalla storia del gruppo, nonostante la presenza dei cash and carry.

Un po' discount, un po' cash and carry, un po' ipermercato, un po' Cub anni ’90, un po' Costco anni ’00, guarda a diverse categorie di utenti, le grandi famiglie fino alle comunità e alla ristorazione, ma anche a chi vuole fare la spesa pensando al risparmio e al servizio e alla velocità. Fare un’offerta e farci stare dentro tutto questo è un esercizio tutt’altro che facile, come immaginerete. Ma il concept funziona, visto che in questi giorni è stato aperto un altro negozio a Padova.

Il filmato di RetailWatch qui sopra termina dicendo che:

. ridurre i prezzi dei brand dell’IDM e tenerli costanti,

. abbinare la qualità al prezzo,

. permettere una spesa veloce,

è un risultato raggiunto. Adesso vi spieghiamo perché.

La location

Siamo a San Donà di Piave e qui e in tutti i comuni limitrofi la concorrenza di canali di vendita e di insegne è massima. Farsi strada non è semplice. Il Mega confina con una Farmacia sul piazzale del parcheggio.

L’offerta

Il layout, su 2.500 mq, inizia con le promozioni e il taglio prezzi dei brand dell’IDM, quindi niente ortofrutta, tanto per far capire il formato, prezzi che poi proseguono in tutto lo scatolame. Ogni 15 giorni cambiano le referenze in-out, quando i quantitativi sono terminati non vengono più sostituiti.

Impressionante la vendita per cassette, cluster e faldoni vari, sia nel secco sia nello scatolame, come i grandi formati, trasversali a fresco e secco e surgelati.

L’assortimento è di circa 23.000 referenze totali, delle quali 18.000 sono continuative.

Gli equilibri da vedere sono:

. nei freschi a servizio e libero servizio nelle gondole antistanti,

. nei formati di prodotto,

. nelle scale prezzi,

. nella costruzione del valore seppur nella spartanità delle presentazioni (rack industriali metalsystem).

Correttamente l’ortofrutta arriva alla fine del percorso di spesa e quindi i prodotti fragili sono posti dal cliente nella parte superiore del carrello, anche se più avanti c’è il reparto dei grandi formati con packaging molto ingombranti e pesanti.

Come riferito nel titolo il Mega è un nuovo formato, trasversale di Unicomm ed è il tentativo di toccare più target, anche professionali, degli altri concept del gruppo (leggi qui per l’ipermercato Emisfero e leggi qui per il superstore Famila). A giudizio di RetailWatch questo format, stando attenti ai territori dove svilupparlo, può andar bene soprattutto nel Nord Italia, ma anche nel Centro.

La toilette

All’ingresso, in ordine durante la visita.

Le vendite

Il fatturato di questo Mega dovrebbe essere  di circa 32 mio di euro, che vuol dire una produttività di 12.800 euro al mq. Un’occhiata ai carrelli potrebbe portare a uno scontrino medio di 40 e più euro.

La sostenibilità di Famila Mega, via Unità d’Italia, San Donà di Piave

Coerenza fra il posizionamento e la sua realtà                    4
Distintività e rilevanza versus i competitor                        5
Rapporto experience-prezzo                                              3
Sostenibilità                                                                        4
Attenzione alle nuove tecnologie e all’innovazione            3
Attenzione ai millenials                                                      3
Attenzione ai senior                                                            4
Creazione di una community                                              4
Trasparenza                                                                                                          4

Scala di valori da 1 a 5, 1 basso, 5 elevato

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato