Per sostituire la plastica ci vogliono soluzioni che l’industria delle confezioni non ha. Per adesso

Settembre 2019. Questa intervista è stata realizzata nei primi giorni del luglio scorso, prima che Mario Gasbarrino lasciasse Unes/Finiper.

La pubblico lo stesso perché dopo una settimana di sciopero contro la GDO e l’IDM per lo scarso interesse verso i mutamenti climatici e la sostenibilità, le intenzioni del manager Mario Gasbarrino rimangono attive e positive all’interno della sua azienda e di tutto il sistema: si tratta di trovare sistemi e soluzioni per sostituire la plastica anche nel fresco e nel freschissimo.

Dirò anche, per onestà intellettuale, che Mario Gasbarrino non aveva proprio voglia di fare questa intervista. Della plastica ne aveva già parlato a RetailWach a proposito dei concentrati nell’igiene casa e persona (leggi qui). Ha accettato per, come dicono gli inglesi, committment personale.

Come avrete ascoltato nell’intervista qui sopra, dice Gasbarrino, il problema è complesso. Non si tratta soltanto di sostituire la plastica ma di trovare le soluzioni tecniche e materiali per garantire ai consumatori un imballo o un involucro sicuro e all’azienda la garanzia di non perdere fatturato.

Le soluzioni delle aziende a monte che studiano questo problema per il momento non ci sono. Speriamo che arrivino perché le chiede il pianeta e il consumatore e il business.

Musica da ascoltare per questo articolo: Antonin Dvorak, Danze slave, prima serie op. 46, n°1.


Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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