Perché dite torniamo alle radici e non torniamo alle origini?

Settembre 2019. L’essere umano non ha radici ma origini, gli alberi hanno le radici, le persone, invece, origini.

L’importanza delle parole deve imporci di riflettere prima di scrivere dei luoghi comuni, torniamo alle radici è, appunto, un luogo comune.

Dice Luce Irigaray, psicologa, filosofa e linguista: “Non ci sviluppiamo dalle radici come un pianta e non siamo neppure autosufficienti: dobbiamo assumerci la responsabilità della nostra esistenza e del nostro destino. Occorre progettare un futuro che corrisponda all’evoluzione del nostro essere globale e non soltanto alla tecnologia. Coltivando il nostro respiro”.

“Questo pensiero è davvero importante nell’evoluzione sociale che stiamo vivendo -sottolinea Linda Gobbi, direttore del FutureConceptLab. Le imprese hanno guardato quasi esclusivamente alle radici  delle persone e dei gruppi sociali, che non ci sono, e molto poco alle origini, che, invece, sono e devono essere un punto fermo, non solo nelle ricerche sociali, ma nella comunicazione, nelle strategie di marketing”.

All’uomo rimane il DNA, allora, che si scioglie nella complessità del mondo che stiamo vivendo. Come il respiro, come dice Irigaray.

Ricordare l’uso delle parole, della lentezza delle parole, forse appare un po' asimmetrico nell’epoca della velocità e della tecnologia, ma è necessario farlo per:

. analizzare il contesto,

. le relazioni umane,

. la dinamicità dell’azione,

. il cambiamento.

D'altronde il futuro si può intravvederlo partendo sia dal contesto sia da singoli particolari

Interessante la spiegazione del Particolare che da Il Nuovo Treccani:

  1. “Che è proprio di una singola persona, di una singola cosa o di una categoria di persone e di cose, quindi non è comune a tutti. Caratteristico, specifico, tipico”.

I consumi e i commerci producono segni particolari che spesso danno vita a costruzioni culturali come gli stereotipi.

  1. “Che è rivolto a un singolo gruppo di persone, più che ad altre”.

Ad esempio le attività no profit rivolte a target svantaggiati, ma anche le proposte rivolte alle esigenze sempre più specifiche degli anziani o dei ragazzi.

  1. “Che è addetto a una persona. Privato”.

Ad esempio il segretario particolare, il coach, ma anche il barbiere che va a casa del cliente.

  1. “Speciale, che ha caratteri propri, distintivi. Ben preciso, determinato. Un particolare punto di vista”.

Riguarda fenomeni che si contrappongono ad altri: ad esempio il fenomeno dell’alimentazione vegana o quelle proposte tagliate su misura di specifiche necessità (abitative, mobilità, ecc.).

  1. “Originale o anche bizzarro, strano, insolito, che è diversi da ciò che è ritenuto normale”.

Ad esempio i servizi di nicchia rivolti a specificità di genere o il commercio rivolto a gusti particolari, fino a contemplare i fenomeni esoterici e paranormali.

  1. “Ciascuno dei dettagli che formano l’insieme di un fatto, di un’opera, di un oggetto”.

Ricadono in questa dimensione l’artigianato che si distingue per la sua attenzione ai dettagli così come il mondo dei servizi attento ai particolari nella offerta della merce e nella relazione con la clientela.

D'altronde non diciamo sempre che Retail is Detail?

La cura delle parole (e non dei luoghi comuni) permetterà a tutta la business community un ulteriore passo in avanti: origini, non radici.

Fonte: Future Vision Workshop, Future Concept Lab, Il consumo.

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato