Non ci siamo: i Ceo delle multinazionali dicono che si fa poco per la sostenibilità

Settembre 2019. I leader aziendali di tutto il mondo sostengono che il contributo delle imprese non è sufficiente per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) definiti dall’Agenda 2030. È quanto emerge da uno studio di Accenture Strategy e da United Nations Global Compact.

Presentato alle Nazioni Unite a New York, lo studio  The Decade to Deliver: A Call to Business Action rileva che solo il 21% dei CEO ritiene fondamentale il contributo delle imprese per la realizzazione degli Obiettivi Globali e meno della metà (48%) sta gestendo il proprio business in un’ottica di sostenibilità. Nonostante alcuni progressi e innovazioni messi in atto dal 2015 - anno in cui sono stati concordati gli Obiettivi Globali - le incertezze socioeconomiche, geopolitiche e la discontinuità tecnologica degli ultimi quattro anni hanno distolto l’attenzione dei CEO dalla sostenibilità.

Lo studio analizza le riflessioni di più di 1000 CEO delle principali organizzazioni mondiali. Insieme allo UN Global Compact Progress Report, che ha passato in rassegna circa 1600 imprese in più di 100 paesi, rappresenta lo studio più approfondito mai svolto sul contributo delle imprese all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Anche le aziende italiane sono rappresentate in modo significativo: sono circa duecento le piccole e grandi aziende che aderiscono al Global Compact in Italia, testimonianza di interesse crescente del business per il tema della sostenibilità.

A meno di quattromila giorni dal 2030, i leader delle imprese non sono soddisfatti dei progressi realizzati e chiedono all’’intero settore e ai loro colleghi di fare quanto necessario per trasformare l’impegno in azioni concrete”, ha affermato Lise Kingo, CEO e Direttore Esecutivo di United Nations Global Compact. “Si tratta di una sfida cruciale e richiede che tutti gli stakeholder – vale a dire governi, policymaker, capi d’azienda, investitori, azionisti, membri della società civile e accademici – lavorino insieme per accelerare il cambiamento.”

Un decennio per realizzare gli Obiettivi Globali  

Nei quattro anni trascorsi dal momento in cui sono stati concordati i 17 SDG (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) ci sono stati alcuni progressi quali il miglioramento della vita della popolazione globale e il calo della mortalità infantile al di sotto dei cinque anni.  Tuttavia, per quanto riguarda la maggior parte degli Obiettivi Globali, i progressi sono stati lenti e, in alcuni casi, la situazione è addirittura peggiorata. Oggi ci sono 700 milioni di persone che vivono in uno stato di estrema povertà, più di 170 milioni di persone che non hanno un lavoro e più di 70 milioni di rifugiati. Carestia, eventi climatici estremi, sovrappopolazione, carenza idrica, violenza fondata sul genere e un aumento dei conflitti armati e dell’estremismo continuano a influire sulle vite degli esseri umani in tutto il mondo.

Il contributo delle imprese alla sostenibilità

Le imprese globali di tutto il mondo devono fare la propria parte nel promuovere la sostenibilità ed è il mercato stesso che lo chiede: i consumatori e gli stakeholder sono sempre più attenti alla sostenibilità ambientale dei prodotti e all’impatto sociale delle diverse operazioni di business.

 “La sostenibilità è ormai parte integrante della strategia di ogni impresa, in un’ottica di agilità competitiva volta a massimizzare gli investimenti nel nuovo e riallineare le risorse per la crescita. Si tratta di un asset sempre più importante per ottenere la fiducia dei consumatori e accrescere il business. Il raggiungimento degli Obiettivi Globali diventa, quindi, una priorità per la leadership”  ha commentato Peter Lacy, Senior Managing Director di Accenture Strategy. “La tecnologia può essere la chiave per realizzarli: le innovazioni continueranno a susseguirsi a ritmi sempre più veloci e, se le aziende sapranno realizzare investimenti in linea con le esigenze mondiali, potranno minimizzare l’impatto del business sull’ambiente e contribuire a valorizzare la società in cui è inserita.”

I leader aziendali sono consapevoli di quanto sia importante gestire il proprio business con un approccio sostenibile: il 99% dei CEO intervistati ritiene che sia fondamentale per il successo futuro della propria impresa e l’81% si sta attivando per realizzare gli Obiettivi Globali. Più di 200 società analizzate hanno approvato le loro attività sulla base di presupposti scientifici che minimizzano l’impatto in termini di cambiamento climatico mondiale, mentre un numero analogo si è impegnato a ridurre a zero le proprie emissioni di gas serra entro il 2050. Inoltre, il 63% vede la tecnologia come un acceleratore critico dell’impatto socio-economico delle aziende di cui sono leader. Anche I CEO intervistati in Italia hanno testimoniato con estrema convinzione come il tema della sostenibilità non sia più qualcosa di cui comprendere il valore per decidere se agire, ma un elemento di competitività parte integrante della strategia aziendale. La sostenibilità sarà uno dei driver di cambiamento del mercato più forte nei prossimi anni.

D’altro canto, però, questi impegni non si traducono nelle azioni concrete necessarie a realizzare gli Obiettivi Globali. I CEO affermano che le azioni intraprese non sono sufficienti per vincere questa sfida: più di un quarto (28%) cita “l’assenza di uno stimolo di mercato” come una delle maggiori barriere alle attività sostenibili mentre più della metà (55%) avverte l’esigenza di realizzare un equilibrio fra un’attenzione estrema ai costi e la necessità di investire per realizzare obiettivi strategici di lungo periodo. Il 44% dei CEO, inoltre, non crede ad un futuro di zero netto per le aziende sotto la propria guida nei prossimi 10 anni.

L’avvio di un decennio di realizzazioni

Quasi tre quarti (71%) dei CEO ritiene che, grazie a un maggiore impegno e ad azioni concrete, le imprese possano svolgere un ruolo cruciale nel raggiungimento degli Obiettivi Globali.

Per imprimere un’accelerazione al processo, però, sono tre i fattori cruciali. Innanzitutto è necessario che la sostenibilità e il raggiungimento dei 17 SDG diventi una priorità per tutta l’azienda; inoltre, serve stabilire una collaborazione fra imprese, governi, enti regolatori e organizzazioni non governative per lo sviluppo di soluzioni realistiche, basate su conoscenze scientifiche e sull’utilizzo della tecnologia. Infine, è necessario ridefinire una leadership responsabile che sia in grado di portare le imprese a raccogliere il testimone nella corsa verso gli Obiettivi Globali.

Il futuro della leadership responsabile

Affinché le aziende possano procedere verso un futuro più sostenibile, i leader aziendali hanno evidenziato le qualità che una leadership deve possedere per avere successo:

  1. Promuovere il profitto attraverso la definizione di obiettivi condivisi con gli stakeholder: le crescenti aspettative dei consumatori, dei dipendenti e della pubblica opinione si stanno imponendo all’attenzione dei leader affinché questi ultimi antepongano l’interesse generale, perseguendo un futuro sostenibile. I CEO dovranno essere capaci di guardare al di là dei profitti a breve termine per promuovere in maniera intelligente la sostenibilità e per favorire una cultura di responsabilità e trasparenza, ripensando la propria strategia, gli investimenti e le attività in un’ottica di sostenibilità.
  2. Valorizzare gli ecosistemi: I leader aziendali devono interagire all’interno di un ecosistema più ampio per trovare soluzioni condivise per il raggiungimento SDG. Data la natura e la complessità di questi temi, una leadership basata su presupposti scientifici svolgerà un ruolo fondamentale in termini di azione e impatto, così come sarà fondamentale l’applicazione delle tecnologie per attivare il cambiamento.
  3. Impegnarsi personalmente nei confronti della sostenibilità: Un leader responsabile si impegna in prima persona per la sostenibilità e promuove attivamente l’economia circolare, chiede conto dei progressi verso gli obiettivi di sostenibilità, stabilisce un dialogo con gli investitori e guida il cambiamento con autenticità e integrità.
Eros Casula

Lavora nel mondo IT da quasi 22 anni, dal 1998 al 2002 ha lavorato per multinazionali IT e caseari ricoprendo il ruolo di project manager, dal 2002 a oggi è libero professionista.

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