Ma gli assistenti vocali sono-saranno la prossima interfaccia per fare acquisti?

Ottobre 2019. Recentemente ho sostenuto in un seminario di Future Concept Lab che gli assistenti vocali saranno i nuovi influencer. Saranno silenziosi e incisivi, ricchi di indicazioni e di suggerimenti su alternative e complementarietà.

Giusto per capirci faccio un esempio:

“Alexa ho finito gli spaghetti 5 di Barilla, puoi ordinarne 2 kg?”. Alexa può rispondere affermativamente e procedere all’ordine o potrebbe suggerirmi: “Ci sono in offerta in Esselungaacasa gli spaghetti Rummo”. Alexa aspetta il mio consenso, sono distratto da altro e ordino gli spaghetti Rummo.

Lo stesso vale per la complementarietà: “Serve anche il sugo al basilico di Pegli? Quello di Barilla è in offerta”. Do l’assenso e mi ricordo del vino: “Che sauvignon possiamo acquistare, Alexa?”. Me ne propone uno troppo caro.

E via dicendo.

Alcune persone presenti allo speach mi hanno detto che stavo esagerando. Saranno sempre le persone a decidere anche sull’algoritmo e su Alexa o Google. Ho risposto ironicamente che per il momento è così ma entro breve cambieranno molte cose: l’influencer Alexa sarà sottilissima e garbatissima nei suoi suggerimenti guidati. Ho consigliato ai più critici di leggere Homo Deus di Yuval Harari (del quale avevo già fatto una recensione, leggi qui), un filosofo della storia e uno che ne sa più di me. Visti i sorrisini mi sono messo a mangiare per scaricare la tensione.

In questi giorni ho riflettuto su quell’intervento e sulla mia posizione. E ho provato a metterla in discussione. Ho cercato anche altra documentazione e ho ragionato sull’evoluzione di WhatsApp da scritto a parlato.

Ho letto anche il Conversational Commerce Survey di Cap Gemini del quale vi dò conto con alcuni numeri:

Per onestà bisogna dire che la ricerca è stata fatta negli Usa. Detto questo concentriamoci sull’ultima batteria di item di domande-risposte e sull’ultima domanda soprattutto: interessa anche il food? Si, interessa soprattutto lo scatolame e la drogheria chimica? Si.

Se non siete convinti è in utile andare avanti.

Se siete d’accordo, invece, questo sarà un ulteriore touch point che si aggiungerà al customer journey. Uno dei tanti che emergerà. Una nuova possibilità di fare la spesa. Perché si? Perché il contesto sociale è in linea con questa opzione, come il contesto tecnologico, pure le strategie commerciali delle grandi piattaforme e commerce e dei motori di ricerca.

Approfondiamo.

In quali touch point il consumatore vorrebbe interagire con un assistente vocale?

Bene, ci fermiamo qui, le evidenze non mancano. Riprenderemo il discorso fra qualche anno, non sulla piattaforma ma sul suo ruolo di influencer.

Fonte: Un anno di tendenze GS1 Italy, Cap Gemini

Musica da ascoltare per questo articolo: Arnold Schonberg, concerto per pianoforte e orchestra, Op. 42


Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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