Uniqlo è il system dei particolari, un flagship dal quale imparare tanto

Ottobre 2019. Per fare questo articolo sono tornato due volte in Uniqlo-Pzza Cordusio. Troppi clienti e soprattutto troppa voglia di acquistare con accompagnamento di “Scusi, devo prendere… Scusi si può spostare…” e qualche volta arriva anche un piccolo spintone. Fa parte del gioco…

La location

Pzza Cordusio, di fronte a Starbucks, più centrale di così!

Sviluppo del layout: 3 livelli 1.500 mq, con equilibri diversi di gestione dello spazio e dell’ergonomia, francamente non sempre agevoli, soprattutto il sabato e la domenica.

Il posizionamento

Innovazione, funzionalità e sostenibilità (leggi qui) per costruire un nuovo valore.

L’offerta e la comunicazione

Uniqlo è un brand di industrial design più che di fast fashion, lo si percepisce bene dai testimonial e dalla comunicazione di Heattech, forse il brand più tecnico di Uniqlo. Ma lo si vede bene dai propri marchi. Uniqlo, come in tutti i paesi più che seguire trend li costruisce, magari in forma ridotta, ma sono trend propri (Parigi, leggi qui). Offerta: misto marchi internazionali e italiani per valorizzare il nuovo ingresso in Italia: Maruni. Medea, Rossignoli e Seletti.

Diverse installazioni artistiche e naturali, come il muro di argilla misto riso giapponese.

Un po' troppa plastica nei blister, della quale anche Uniqlo può fare a meno, dopo i sacchetti alle casse. Le informazioni di prodotto usate nelle sottocategorie e unite alle fotografie che distinguono categoria e sottocategoria sono esaustive sia per le materie prime utilizzate, sia per la funzione d’uso e la manutenzione del prodotto esposto.

In diversi prodotti e categorie interessante l’uso di testimonial, italiani, che dichiarano la prova e la bontà del prodotto. Uniqlo si distingue anche nella complementarietà: in diversi capi il cliente è avvisato che prodotti simili si possono trovare anche in altre aree del negozio di pzza Cordusio.

Il pricing story telling

Interessante l’uso del pricing e della formulazione del prezzo con un pricing story telling che non ha eguali nell’abbigliamento, anche questo rende più riconoscibile il brand dai competitor.

Il visual merchandising

È una costruzione molto sofisticata e complicata, dipende dai reparti e dal sistema di comunicazione, comunque è lecito parlare di visual moderno più che tecnologico, sia nelle greche mobili sia nel digital signage, sono quasi sempre passivi o comunque statici. Murali altissimi dove si alternano display e manichini senza interferenze. Molto netta, ad esempio, la presentazione dei jeans con differenti funzioni.

L’illuminazione

Molto interessante l’alternanza di illuminazione ambiente e focalizzazione del prodotto. Ma l’architetto che ha curato la ristrutturazione dei 3 livelli non ha disdegnato il recupero della luce naturale, in particolare al livello terra e al primo.

Le casse fra ergonomia e servizio

Molto innovative, con ausilio di tablet rivolti verso il cliente, con diversi livelli di approfondimento dell’acquisto, uniti alla tecnologia di pagamento scelta dal cliente. Ergonomia molto elevata, come la funzionalità.

Spazio del click&collect molto visibile.

La sostenibilità di Uniqlo, pzza Cordusio, Milano

Coerenza fra il posizionamento e la sua realtà                    5
Distintività e rilevanza versus i competitor                        5
Rapporto experience-prezzo                                              4
Sostenibilità                                                                        4
Attenzione alle nuove tecnologie e all’innovazione            5
Attenzione ai millenials                                                      4
Attenzione ai senior                                                            3
Creazione di una community                                              5
Trasparenza                                                                                                          5

Scala di valori da 1 a 5, 1 basso, 5 elevato

Musica da ascoltare per questo articolo: Richard Wagner, La cavalcata delle Walkirie


Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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