L’arte dei formaggi sardi che non conosce età: Casearia Podda – Gruppo Granarolo

Ottobre 2019. Il comparto lattiero-caseario è una delle principali realtà dell’agroalimentare italiano: incide per il 9% sul valore totale della produzione agricola, per il 12% sul fatturato dell’industria alimentare e per oltre il 9% sull’export alimentare nazionale.

Circa il 49% della produzione italiana di formaggi si riferisce a prodotti di denominazione d’origine, con 530.000 tonnellate di prodotti (fonte: rapporto CRIBIS 2018)

Rispetto ad altri prodotti alimentari, il comparto lattiero-caseario registra una tendenza all’export inferiore alla media, attribuibile principalmente all’influenza della vendita di un prodotto deperibile come il latte alimentare, commercializzato soprattutto sul mercato interno.

Nei canali di vendita i negozi specializzati e la GDO risultano i principali canali, distribuendone circa il 71% solo nel 2017 per un giro d’affari pari a 6,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda la spesa media per famiglia, nel 2017 è stata pari a 52,6 euro in lieve aumento rispetto all’anno precedente. (Fonte: rapporto CRIBIS 2018)

La Sardegna in questo contesto vanta dei primati molto importanti, dove operano cooperative e aziende private di eccellenza. Una di queste è Casearia Podda, azienda nata nel 2012 con l’acquisizione del 65% da parte del Gruppo Granarolo.

Incontriamo nello stabilimento di Sestu il direttore generale, Gianfranco Alberi.

 

Casearia Podda nasce dalla tradizione della famiglia Podda unita all’esperienza di un gruppo industriale come Granarolo. Qual è lo stato di salute dell’azienda con l’ingresso in Granarolo e come siete organizzati?

L’acquisizione dell’azienda Ferruccio Podda nel 2012 ha permesso al Gruppo Granarolo di entrare per la prima volta nel settore dei formaggi duri, segmento ad alto valore aggiunto, fondamentale per accedere ai mercati esteri, e di confermarsi come primario operatore specializzato in Sardegna attraverso un brand conosciuto e apprezzato per la qualità dei suoi prodotti.

Da oltre 60 anni Podda è riuscito a fondere le immutate tradizioni sarde dell'arte casearia con le moderne tecnologie di produzione, rispettando sempre antiche ricette che ne caratterizzano la qualità.

Quali sono gli indicatori di produzione?

Mediamente lavoriamo circa 800 quintali di latte al giorno (conferiti da circa 300 allevatori sardi) di cui 500 di capra, 200 vaccino e 100 di pecora. Da questo latte vengono prodotti al giorno circa 100 quintali di formaggi, 30 quintali di latte fresco, 10 quintali di ricotta e 6 quintali di yogurt.

Nello stabilimento di Sestu lavorano 60 persone e venti mezzi per la distribuzione dei prodotti nell'isola.

Il concetto di territorialità è alla base di molte aziende agro-alimentari. Quali sono i punti di forza della vostra azienda?

L'utilizzo di latte proveniente da allevamenti sardi, la costante cura dedicata ai processi di lavorazione, la certificazione di qualità, sono i fattori vincenti che hanno permesso a Casearia Podda di posizionarsi, nel contesto del mercato regionale, tra le aziende leader del settore.

Al modello di business che tutela il territorio e le specificità locali, il Gruppo Granarolo ha aggiunto la propria capillare e solida rete logistica e di distribuzione che ha permesso di valorizzare i prodotti di eccellenza fatti a Sestu e tutelare le DOP Podda, esprimendo tutto il potenziale di una regione unica per uno sviluppo anche sul piano internazionale. Da poco il sito produttivo di Sestu ha ottenuto la certificazione internazionale BRC (British Retail Consortium), fondamentale per accedere al mercato europeo.

Quali sono le peculiarità distintive dei vostri prodotti?

Oltre a latte, yogurt e formaggi freschi, il marchio Podda è noto in tutta la Sardegna e non solo per i suoi formaggi stagionati e semi stagionati, prodotti che stanno registrando ottime performance anche fuori dall’isola, a cominciare dal Classico stagionato, il formaggio più venduto, frutto della combinazione di latte di alta qualità vaccino e latte intero ovino 100% sardo a cui vengono aggiunti caglio naturale, fermenti lattici naturali e sale, con stagionatura di almeno cinque mesi alle temperature di cantina.

Serviamo tutta la GDO locale e nazionale, che costituisce circa il 50% delle vendite, mentre il restante 50% è costituito dai canali normal trade e Ho.Re.Ca..

Podda è anche già presente, con i propri formaggi pecorini e caprini, in Regno Unito, Paesi Baltici, Svizzera, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Canada, Australia, Brasile ed Emirati Arabi.

Marco Cossu

Sono un appassionato di retail, nuove tecnologie e comunicazione, e ogni giorno cerco di di portare competitività, passione, entusiasmo e innovazione alle Imprese che vogliono confrontarsi, crescere e investire in conoscenza e approcciare il ...

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