Quanto vale e a cosa serve il 20% dei fornitori a Auchan-Conad? Ci vuole trasparenza e sostenibilità sociale

Ottobre 2019. In un precedente articolo (leggi qui) abbiamo dato conto alla business community delle modalità con cui Auchan-Conad stanno chiedendo il 20% sullo scaduto di giugno e luglio 2019. Il motivo è: ripianare le perdite di Auchan e permettere la fusione con Conad, come sottolineato da Francesco Pugliese all’Assemblea di Centromarca del mese scorso.

Aggiungiamo che nel frattempo:

. Centromarca non prende posizione, di fatto, sulla richiesta del 20% e lascia che i suoi aderenti decidano autonomamente come comportarsi. È chiaro che le grandi multinazionali, anche se aderiranno al 20%, avranno una forza negoziale per ottenere altri benefici, cosa che le PMI non potranno ottenere,

. Conad ha chiesto di equiparare in Agecore (la centrale internazionale alla quale aderisce anche Colruyt (Belgique), Coop (Suisse), Edeka (Allemagne), Eroski (Espagne) et Intermarché (France), gli stessi benefici di Auchan a quelli dei soci, e quindi Conad. Questo passaggio, invece, è stato contestato da Centromarca. E Conad è tornato sui suoi passi.

. Negli anni ’80 venne chiesto dal Gruppo Migliarini il 2% degli acquisti ai fornitori per permettere di lanciare il gruppo Végé guidato da Marco Bitetto e nel 1999 Carrefour chiese ai fornitori l’1% dell’acquistato per inglobare Promodes-Continent. Ma erano altri contesti e i bilanci di IDM e GDO erano floridi.

. Il socio nella BDC, con il 49%, è Raffaele Mincione, un finanziere che non ha nulla a che vedere con questo business, vorrà sicuramente essere remunerato e potrebbe interessargli solo la parte immobiliare, vedremo come.

In questo articolo, oltre ad alcune considerazioni, calcoliamo quanto vale e a cosa serve, o meglio, a cosa potrebbe servire il 20% dei fornitori. Ovviamente sono opinioni di RetailWatch.

Alcuni lettori ci segnalano che:

. si ipotizza che il 20% dopo aver interessato luglio-agosto del 2019, potrebbe estendersi anche ad agosto. Il problema del prolungamento è che il creditore non sarebbe più Auchan, ma BDC, quindi Conad,

. probabilmente nel tentare di ridurre il peso e il costo della Centrale Nazionale di Auchan si sarebbe mosso ManagerItalia che ha sollecitato i dirigenti ad accettare una buona uscita di 2,5 mensilità. La cifra, come si capisce, è ridicola, ma è una base di partenza e afferma il ruolo di interlocutore di ManagerItalia. Agirebbe per conto proprio o per conto di terzi?

. le singole cooperative di Conad starebbero chiedendo un aumento degli obiettivi per il 2020 ad alcune PMI che sarebbero restie a versare il 20% ad Auchan.

(NB: i 3 punti qui sopra hanno tutti e tre il condizionale).

Ancora alcune considerazioni necessarie per arrivare al calcolo del 20%.

Il ruolo di Auchan France e del Gruppo Mulliez

. Mario Sassi ha scritto recentemente: “… C’è poi un convitato di pietra, Auchan, che ha delle pesantissime responsabilità sulle “sue” persone e che non dovrebbe essere  considerata, come sembra oggi,  fuori dalla partita solo perché ha chiuso un accordo sul business propedeutico alla sua ritirata  dal Paese. C’è un carico morale, economico e sociale che grava su quell’intesa che coinvolge  persone in carne e ossa (queste si, oltre le cose) che vanno spiegati, capiti e condivisi. E questo passaggio non è ancora stato compiuto né con le organizzazioni sindacali né con le istituzioni. E nemmeno con i diretti interessati”. Dispiace dirlo ma va ripescata anche Auchan France che non può uscire di scena e ripulirsi l’immagine per aver dato a Conad 500 mio di euro per affrontare la fusione. Auchan France e la famiglia Mulliez hanno dei doveri etici e sociali, oltreché economici. Dovrebbero per sensibilità andare anch’essi al tavolo delle trattative al Mise e ripensare al loro ruolo sociale in Italia e di Auchan Italia. Come si sa Il Gruppo Mulliez ha molte attività nel nostro paese: Ceetrus per le gallerie commerciali, Decathlon, Leroy Merlin e altri.

Il ruolo di Conad e il tesoretto da 1,2 mld e più di euro

Come RetailWatch ha documentato, Conad sta iniziando a ristrutturare parte della rete di Auchan. E questo è un bene, anche se c’è qualche incongruenza, come nel caso di Milano, dove è Cia (Commercianti Indipendenti Associati) di Forlì e non Conad Centro Nord a subentrare negli ex Auchan.

I costi di Auchan da raddrizzare, analizzando i bilanci:

. complessivamente arrivano al 33%, contro una media della GDO del 26%,

. in Conad sono del 24%, in alcuni casi anche del 22%,

. i canoni di locazione, che saranno rivisti, sono in Auchan del 5%,

. in Conad sono del 2%

. il fatturato di Auchan negli ultimi 5 anni è negativo in media per il -5%,

. in Conad è del +2,2%.

Francesco Pugliese, Ad di Conad, dice che le perdite di Auchan sono di 1,1 mio di euro al dì, superiori a quelle preventivate di 1 mio. Se lo dice, non c’è motivo di non credergli. Da qui nasce una urgenza economica e sociale per chiudere velocemente l’operazione di fusione.

Però Conad ha un tesoretto di 500 mio di euro versati da Auchan e altri 700 mio di altri benefici dell’operazione (immobili). Ai quali si aggiungeranno i 96,3 mio del 20% (la stima del calcolo è prudenziale, potrebbero essere anche di più, fino a 137 mio) ai quali si aggiungono i Premi di Fine Anno (PFA) di altri 113 mio, come risulta dal calcolo qui sotto fatto da RetailWatch. Stiamo parlando quindi di circa 1,2 mld di euro. Ai quali si aggiungeranno altre decine di milioni prodotti dalle vendite di diversi negozi Auchan a terzi. MF ha scritto recentemente che Esselunga è interessata a una ventina di negozi e Unes-U2 ad altrettanti pdv. Ma anche Lidl e Aldi e Gruppo Végé e Carrefour potrebbero essere interessati ad acquistare negozi o affiliati Auchan.

Quanto vale il 20% dei fornitori Auchan

Acquisti di 2 mesi: Acquisti in bilancio, considerando che giugno e luglio sono due mesi con un’incidenza complessivamente media.

Auchan e SMA non indicano in bilancio i Premi di Fine Anno (PFA), abbiamo creato una colonna addizionale per stimare gli acquisti al lordo dei PFA (Premi Fine Anno): poiché i PFA sono sconti differiti, il reale fatturato è al netto ma in caso che Auchan chieda il “contributo” senza dedurre i PFA abbiamo stimato il valore al 15% e ricalcolato il 20% sui 2 mesi incrementato della stima dei PFA. Il valore richiesto ai Fornitori nel complesso è 96 mln su acquisti di bilancio e 113 mln con stima 15% PFA non dedotti.

Abbiamo riportato anche il fatturato per prestazioni promozionali verso i Fornitori, pari a 461 mln nel 2018.

Dati in €/mln.

Fonte: bilanci Auchan 2018 e stime RetailWatch.

Se volete un conto più semplificato e alternativo:

. togliete a 3,7 mld del fatturato 2018 il 12% di iva. Si parte da 3,3 mld di euro di vendite nette. Dividetelo per 2 e poi per 12 mesi dell’anno e otterrete 137 mio, comprensivi di Premi di fine anno (PFA).

Cosa farà Conad dei 1,2 mld e più in cassa?

Francesco Pugliese scuserà anche questa domanda e le considerazioni che l’accompagnano.

. 1,2 mld e più sono una bella cifra. In parte andranno impiegati nella ristrutturazione delle perdite, altri nella ristrutturazione della rete:

. rimarranno a disposizione diverse centinaia di mio di euro, forse 1 mld di euro, a seconda dei costi che vorranno affrontare,

. è chiaro che il modello a succursali, cioè di reti dirette, è estraneo a Conad, come del resto il franchising; il suo modello, semplificando è: un negozio un socio, riunito poi nella cooperativa del territorio di appartenenza. Probabilmente Pugliese e il Consiglio di amministrazione del Conad non si sono neppure posti il problema di governare, anche attraverso BDC, una catena diretta di una rete di superette, supermercati e ipermercati, per di più con una sede centrale ingombrante, e questo è un problema insormontabile perché di modello di business,

. il problema, ahinoi, sono i 18.000 dipendenti Auchan. Secondo stime sindacali 10.000 saranno, grosso modo, reimpiegati, per altri 8.000 si apre la possibilità di piani di uscita volontaria o di cassa integrazione (pagata con i soldi della collettività e questo non va bene).

Secondo RetailWatch Conad dovrebbe:

. forte del suo posizionamento “La Comunità, Un supermercato non è un’isola, Persone oltre le cose”, fare un piano di rientro sensato con il Mise, il ministero competente, con, perché no, Auchan France, e mettere al riparo anche gli altri 8.000 addetti (e le loro famiglie) per farli lavorare, non vivere di sussidi, o peggio di finti corsi di formazione. E’ una occasione d’oro che si presenta a Conad per fare branding, trasparenza e sostenibilità economica e soprattutto sociale,

. il brand Conad ne avrebbe un beneficio immenso e si sdoganerebbe per sempre dal concetto deteriore di bottegai, che accompagna da sempre il commercio italiano e la cooperazione di dettaglianti in particolare,

. se non imboccasse questa via di sostenibilità sociale (della quale i consulenti riempiono i power point) dovrebbe cambiare posizionamento, Persone oltre le cose non sarebbe più adatto in un sistema economico e di vendita, di tipo speculativo, diverso da quello appena indicato,

. sarebbe un vero peccato, innanzitutto per gli investimenti fatti e poi perché in molti, compreso RetailWatch, ci credono (credevano) davvero. Non deluderci Francesco Pugliese, non deludere la sostenibilità sociale che è cosa seria e le migliaia di famiglie coinvolte.

Alcuni lettori ci hanno invitato a contattare l’Antitrust. A loro abbiamo risposto in via privata, ma lo vogliamo dire anche pubblicamente: RetailWatch è un’associazione giornalistica, non uno studio legale, a nostro rischio pubblichiamo articoli e opinioni e approfondimenti. Non è nostro compito contattare l’Antitrust. Il nostro lavoro inizia e finisce, ad esempio, con questo articolo che state leggendo. E scusate se è poco per i nostri mezzi e la nostra competenza e la nostra storia.

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

2 commenti
  1. Conad ha mandato ai giornali (e anche a RetailWatch) il comunicato che pubblichiamo qui sotto. Lo facciamo per etica professionale. Purtroppo Conad evita di entrare nel merito, parla di speculazione e sottolinea che è normale dialettica. RetailWatch ha fatto il suo dovere pubblicando l’articolo sopra. Facciamo solo notare che servirebbe più coraggio e più trasparenza, contestando a RetailWatch quanto scritto e dando una propria versione dei fatti e dei numeri. E’ un vero peccato che un grande gruppo e un dirigente come Francesco Pugliese non capiscano l’utilità del confronto. Oltretutto il comunicato è stato redatto da una nuova agenzia, BM, che non conosce forse tutta la storia della quale tratta nel comunicato. Ci auguriamo che in futuro ci sia più spazio per la dialettica e che gli articoli di RetailWatch non siano indicati come speculazioni, cosa che una agenzia di PR dovrebbe evitare.

    Ecco il comunicato di Conad:

    In merito ad alcune speculazioni apparse su alcuni organi di stampa di settore, la Direzione Generale di Conad precisa che la lettera inviata nelle scorse settimane da Auchan Italia ai propri fornitori per chiedere un incontro fa parte della normale dialettica commerciale tra le parti.

    Precisa, inoltre, che nel corso di questi incontri Auchan Italia ha in molti casi chiesto ai propri fornitori un intervento “una tantum” straordinario, in forma di contributo o sconto commerciale, facente parte dell’ attività che la nuova gestione ha avviato per rilanciare e riportare in positivo l’andamento dei propri punti vendita. Tale intervento è ben lontano dalle supposizioni e dai valori apparsi in alcune fonti giornalistiche.

    Arrivano infatti in questi giorni i primi dati che evidenziano come, grazie a queste attività, il trend si sia invertito e come Auchan sia passata da un andamento fortemente negativo fino alla chiusura mese di settembre ( -5% vs. andamento del totale mercato ) ad uno sostanzialmente analogo all’andamento nazionale del totale mercato ( +0,9% alla settimana 41 ).

    Quanto discusso nel corso di questi incontri non ha in alcun modo cambiato o condizionato i rapporti esistenti tra le aziende: ogni illazione in tal senso non risponde a verità. La continuità dei rapporti commerciali, l’accordo sulle condizioni in essere e ogni aspetto delle trattative tra aziende variano in funzione del piano di rilancio programmato.

    L’integrazione dei punti vendita di Auchan nella rete Conad e l’acquisizione di Auchan Retail Italia sono operazioni che porteranno a nuove trattative con le aziende fornitrici, laddove non esistano già accordi di collaborazione con Conad per il prossimo anno 2020.

    Mai e in nessun caso le trattative con le aziende fornitrici saranno improntate a valori diversi da quelli che Auchan, attraverso filosofia della gestione Conad, segue nella sua attività e che sono improntate al massimo rispetto del lavoro e delle attività di ogni azienda.

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