Ecco il piano del Conad per la ristrutturazione della rete di Auchan

Ottobre 2019. Si è svolto oggi al MISE il previsto incontro tra Conad e le organizzazioni sindacali, alla presenza del Sottosegretario Alessandra Todde e del Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial, incontro che viene dopo l’interruzione del tavolo di confronto in sede aziendale alla fine di Settembre.

I rappresentanti di Conad hanno presentato l’aggiornamento del Piano Industriale, elaborato, sulla base delle “Linee Guida” già illustrate in sede Ministeriale prima del closing (a Luglio), a soli tre mesi dal completamento dell’acquisizione della rete di Auchan Retail Italia.

Lo stato della rete Auchan è di “grave crisi” che si è manifestata in modo significativo negli ultimi 3 anni con perdite accumulate per oltre 800 milioni nel triennio (1,1 miliardi di gestione caratteristica) e dovute a: calo delle vendite, disaffezione crescente della clientela, mancanza di investimenti, presenza di punti vendita di grandi dimensioni con costi insostenibili, costo del lavoro e affitti degli immobili molto al di sopra delle medie “di sostenibilità” del settore, scelte manageriali inadatte alle caratteristiche del mercato italiano.

Il deterioramento della rete e della relazione dell’insegna con i consumatori è così rapido che nel 2019 la situazione è peggiorata ulteriormente (-6,7% dei ricavi rispetto al progressivo di settembre 2018) e oggi la rete Auchan fa registrare perdite di esercizio per 1,1 milioni al giorno.

Per questa ragione Conad ha accelerato quanto più possibile la messa a punto della chiusura dell’acquisizione e la preparazione deli un Piano Industriale per il “salvataggio” dell’impresa e la salvaguardia e la tutela del lavoro nella rete Auchan. Il Piano, elaborato in  brevissimo tempo e che ancora deve accogliere le possibili determinazioni della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, offre all’azienda la reale possibilità di “invertire la rotta” e tornare a crescere, rilanciando le proprie attività ed offrendo alla grande maggioranza dei suoi dipendenti continuità di lavoro, inseriti in un modello operativo, quello CONAD,  che, negli ultimi anni, ha fatto registrare una crescita costante.

Il dato di partenza del Piano Industriale è quindi “la situazione di grave crisi aziendale” in cui ormai versa il Gruppo Auchan che può essere affrontata e superata solo con interventi organizzativi e di business a carattere straordinario, efficaci e tempestivi.

Il primo intervento è quello di “messa in sicurezza” della rete per la quale è prevista l’integrazione di gran parte della rete Auchan (60%) nella rete commerciale CONAD e della rimanente parte della rete Auchan (40%) presso le reti commerciali di altri primari operatori del settore. Il tutto da realizzare entro la metà del 2020.

Completano il Piano, per la rete integrata in CONAD, gli interventi sul “format” degli ipermercati attraverso una riduzione delle relative superfici in linea con il modello e gli standard di Conad.

Per la messa in sicurezza e l’integrazione della rete Auchan in quella CONAD sono previsti a Piano investimenti per circa 170 milioni di euro. Il Piano Industriale presentato prevede il ricorso a soli strumenti ordinari di gestione di crisi aziendali.

Nei primi tre mesi di gestione,  Conad è riuscita, con interventi strutturali e rilevanti investimenti, a fermare il veloce deterioramento della rete Auchan, riportando consumatori nei punti vendita e inserendone una prima parte nella propria organizzazione.

La prima tappa di integrazione è stata quella che si è chiusa a fine Settembre con il trasferimento di 109 punti vendita.

In questo modo Conad ha potuto dimezzare il possibile impatto della crisi aziendale sui dipendenti Auchan, che al momento dell’acquisizione erano 16.140.

Le elaborazioni dei dati disponibili ad Agosto avevano evidenziato come, al 31/07/19, ci fosse l’85% dei punti vendita Auchan con EBITDA negativo e il rischio di impatto sui livelli occupazionali e di costo del lavoro conseguente allo stato di crisi che riguardava 6.197 dipendenti.

Gli interventi e gli investimenti già effettuati seppur non abbiano ancora riportato in equilibrio i conti dei punti vendita (nei primi tre mesi dall’acquisizione i negozi con EBITDA negativo sono diventati circa il 90%) hanno comunque portato una soluzione occupazionale stabile e garantita da tutti i diritti previsti dalle leggi vigenti a 3.092 dipendenti, mettendo quindi in sicurezza il lavoro di 13.035 dipendenti.

Il Piano Industriale prevede che da oggi siano avviate iniziative per offrire soluzioni occupazionali diverse a 3.105 dipendenti. Viene quindi proposto un vero e proprio Piano per il Lavoro, inteso come salvaguardia del lavoro e tutela dell’occupazione.

Per questo Conad ha già elaborato Piano di Solidarietà occupazionale, che prevede:

  • Ricollocazioni in Conad
  • Ricollocazioni presso terzi (altre reti commerciali)
  • Ricollocazioni presso terzi (spazi ipermercati)
  • Ricollocazione presso i fornitori
  • Outplacement.

Il Piano Industriale prevede inoltre:

  • mobilità “incentivata”
  • sostegno al reddito/occupazione (CIGS, etc.)
  • salvaguardia del lavoro vs flessibilità
  • imprenditorialità di ex dipendenti Auchan nel sistema Conad: avviamento alla professione di Soci Imprenditori.

Conad è pronta a continuare il confronto in sede aziendale per proseguire la strada del risanamento per la salvaguardia dell’impresa e delle persone che ci lavorano.

Eros Casula

Lavora nel mondo IT da quasi 22 anni, dal 1998 al 2002 ha lavorato per multinazionali IT e caseari ricoprendo il ruolo di project manager, dal 2002 a oggi è libero professionista.

10 commenti
  1. Gran bel pezzo….. sembra scritto da Conad, altro che storie.
    Quello che non è detto è importante:
    1. La perdita di 800 milioni nell’ultimo triennio è riferita al Gruppo Auchan Mondo e non ad Auchan (Italia) s.p.a..
    2. Dal bilancio societario risulta per Auchan (Italia) s.p.a. una perdita nel 2018 di 87 milioni circa che non sono affatto pari a 1,1 milione al giorno ma a circa 238mila euro al giorno.
    3. Non è affatto vero che la crisi di Auchan riguardasse tutti i suoi punti vendita; ce ne erano e ce ne sono molti con i conti in attivo.
    4. E’ ridicolo pensare che in assenza dell’arrivo di Conad fossero a rischio tutti i 16mila e passa posti di lavoro di Auchan. Questo sarebbe avvenuto soltanto nell’ipotesi – puramente teorica – in cui Auchan avesse dalla sera alla mattina chiuso tutti i punti vendita e messo in mobilità tutti i dipendenti. Ipotesi appunto puramente teorica. C’erano da sistemare le situazioni dei parchi commerciali, degli affittuari, delle gallerie, degli appaltatori, dell’indotto. Non sarebbe potuto avvenire.
    5. Se il “salvataggio” di Conad – la messa in sicurezza – si risolve nel destinare il 60% degli esercizi Auchan alla sua rete di piccoli imprenditori ( fittiziamente) autonomi (che non possono fornire nessuna garanzia nè di mantenimento in futuro dei livelli occupazionali, nè di rispetto delle condizioni contrattuali in atto) e nel liberarsi del restante 40% come meglio può, aprendo per di più una procedura di mobilità per oltre 3105 dipendenti, allora si tratta di un rimedio peggiore del male e che sarebbe potuto essere attuato anche da Auchan.
    Altro che salvataggio: questa è una mera operazione da raider, fatta per rafforzare la presenza nell’area Nord, in cui il posizionamento di Conad era scarso, e liberarsi alla meglio del resto. A Conad non interessa affatto il Centro Sud. Andatevi a riascoltare le dichiarazioni del segretario generale di ANCD Imolesi al convegno FIDA del 24.5.2019. E del resto Conad si è associata con Mincione che appunto è un raider.

    1. Complimenti Feliciana, analisi lucida e priva di qualsiasi visione di parte.
      Davvero complimenti. Grazie per aver scritto il commento.

  2. Perché tutto questo non viene ripreso da testate giornalistiche televisive e cartacee ..
    C’è forse sotto ingerenze politiche che insabbiano tutto questo , per fare emergere una verità filtrata a suo piacimento.
    Credo che il solo fatto che testate giornalistiche , vedi Sky canale 5 ecc. Non menzionino mai queste notizie, ma anche testate così dette di pubblica utilità vedi le iene oppure report di Rai tre , nonostante siano state messe al corrente di cio che sta accadendo in una aziende con più di 15.000 dipendenti , non si siano mosse per fare almeno un servizio …
    Non ci sono parole questa è la ns Italia fatta solo di verità che non diano fastidio ai poteri forti

  3. Sig.ra Feliciana Iaccio commento all’articolo prefetto.
    Condivido in pieno
    Ma gli opinionisti esperti della GDO hanno letto ogni parola sillaba virgola del piano industriale?
    Se le sono poste un po’ di domande?
    Ne dubito.
    Non si fa un copia incolla del comunicato Conad
    Buona vita
    Cinzia

  4. Non è un articolo, è il comunicato stampa del sito Conad. Non si vuol parlare dell’operazione di acquisizione

  5. Lo dico a tutti a scanso di equivoci: un giornale ha l’obbligo di riportare le versioni di tutti, come in questo caso quella di Conad sulla vicenda Auchan, che abbiamo commentato più e più volte. Noi facciamo il nostro dovere e cerchiamo di non essere di parte. Ci vorrà tempo per vedere se Conad manterrà le sue promesse, inutile scaldarsi prima del tempo.

  6. Più di una volta questa testata e pseudo opinionisti “del salviamo il salvabile” hanno pubblicato articoli o comunicati legati a Conad … non è normale.
    Se si esamina una notizia occorre analizzare tutti gli aspetti; come dice Feliciana Auchan non era fallita, ha soltanto preso la palla al balzo per uscire da un paese che non produceva più dividendi.. Conad o meglio Pugliese e Mincione pensavano di aver fatto l’affare del secolo… un’azienda regalata, con una dote per coprire le perdite… a tal proposito fondano una bad company; si sentono così forti e strafottenti che le danno un nome che è tutto dire BDC; un acronimo caro a Mincione (aveva una barca con questo nome) che sta per Botta Di Culo…
    Dopo pochi mesi piangono miseria e vorrebbero:
    – prendere solo un terzo dei negozi
    – all’interno di questi mandar via un 30% del personale
    – vendere al primo acquirente i restanti negozi
    – ha bloccato tutti i pagamenti di tutti i fornitori sia di beni che servizi chiedendo uno sconto del 20% pena l’esclusione dagli assortimenti; inoltre l’altro 80% dilazionato in 6 anni
    – flessibilità salariale del personale
    – per il personale della sede centrale si chiede addirittura l’intervento della regione Lombardia
    Fantastico

  7. Sig.Giuseppe e Sig.ra Feliciana, perfetta analisi sull’andamento dell’azienda ex Auchan e le posizioni di Conad.
    Nello stesso tempo ritengo corretto sottolineare che la presente testata giornalistica ha sempre seguito e riportato le informazioni, di questo dramma sociale, in modo puntuale, in questo caso pubblicando il comunicato stampa (discutibile) dell’azienda che ha acquisito Auchan Retail Italia, a differenza di tanti altri media sempre di parte o assenti come le tv. soprattutto le tre principali reti RAI che dovrebbe fare servizio pubblico d’informazione.
    Cordialmente
    Cinzia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato