L’Antitrust dice che le vecchie divisioni per tipologia non servono più. E conteggia anche i discount

Gennaio 2020. L’AGCM, l’Autorità garante della concorrenza ha stabilito che per calcolare le quote di mercato nelle diverse zone bisogna inserire anche i discount e i negozi di stretto vicinato a partire da quelli di 100 mq. Per deciderlo ha fatto un lungo e articolato studio, leggi qui, in occasione all’istruttoria delle concentrazioni in Sicilia, ma ha poi allargato, come metodologia, lo stesso ragionamento a tutti Italia.

La platea di calcolo delle quote di mercato si allarga di un altro 20% circa, l’attuale quota di mercato dei discount.

I più maliziosi pensano che questo sia stato fatto per agevolare l’integrazione di Auchan da parte del Conad. In realtà l’AGCM ha tenuto conto di:

. un mercato diverso della distribuzione, e l’avanzata dei discount e della prossimità stretta,

. i cambiamenti dei comportamenti di acquisto prima e di consumo poi.

Riportiamo la base di ragionamento dell’AGCM che ha preceduto con una decisione equilibrata l’annullamento delle vecchie tipologie di vendita a favore di ragionamenti più pratici e quotidiani rispetto a vecchie classificazioni.

… In relazione al grado di sostituibilità tra diverse tipologie di punti vendita (ovvero superette, supermercati, ipermercati etc.), la survey, sia a livello nazionale sia a livello locale, ha consentito di verificare la propensione dei consumatori a sostituire la tipologia di punto vendita preferito con una tipologia diversa. La survey ha confermato che il rapporto di sostituibilità percepita dai consumatori tra le tipologie di punti vendita ha, in primo luogo, una natura asimmetrica (con un livello di sostituibilità generalmente maggiore dai punti vendita più piccoli verso i punti vendita di maggiori dimensioni), che assume valori diversi a seconda della tipologia di punto vendita preferito per la propria spesa abituale e del potenziale sostituto.

… Come si evince dalla Tabella 1 che segue – nella quale si rappresentano le relazioni di sostituibilità tra le principali tipologie di punti vendita sia per quanto riguarda il territorio nazionale sia per la sola Sicilia – i consumatori italiani sono molto propensi a considerare i supermercati quali sostituti degli ipermercati (97% di risposte “molto sostituibile” e “abbastanza sostituibile”) e viceversa (77%). Un elevato livello di sostituibilità si riscontra tra supermercato e superette e viceversa (rispettivamente 60% e 90%). I discount rivestono un ruolo particolare all’interno delle preferenze rilevate dei consumatori, rappresentando un’alterativa sufficientemente valida a ipermercati (56%), supermercati (55%) e superette (54%)31. Non si registrano differenze di rilievo rispetto ai dati nazionali per ciò che riguarda la Sicilia con riferimento agli ipermercati e ai supermercati, mentre risulta più ridotto, per i clienti abituali delle superette, il grado di sostituibilità delle altre tipologie di punti vendita, specialmente nel canale tradizionale.

… In conclusione, i mercati rilevanti della GDO in relazione all’operazione di concentrazione in oggetto sono perciò definiti come segue:

  1. per i supermercati (400-2.499 mq), il mercato rilevante comprende le superette, i supermercati, gli ipermercati e i discount all’interno di una isocrona di 15 minuti;
  2. per gli ipermercati (da 2.500 mq in su), il mercato rilevante comprende tutti i supermercati (400- 2.499 mq), gli ipermercati e i discount all’interno di una isocrona di 15 minuti.

Un ragionamento condivisibile.

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

1 commento
  1. Sulla base delle medesime evidenze raccolte nel corso della citata istruttoria – e in particolare
    di una survey condotta sulle abitudini di consumo nel settore della GDO11 – è ragionevole ipotizzare
    un ampliamento merceologico anche per il mercato delle superette12 (ossia i punti vendita compresi
    tra 100-399 mq), volto a includere, in prima approssimazione, anche i discount e i supermercati di
    dimensioni maggiori (1.500-2.499 mq). Tale ampliamento del mercato delle superette sarà in ogni
    caso oggetto di approfondimento nell’ambito della presente istruttoria.

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