Con la pasta Tosca, UniCoopFi lancia un’altra filiera corta, sostenibile e trasparente

Gennaio 2020. Il grano nasce su 150 ettari di una ventina di fornitori sulle colline livornesi, lungo il litorale della costa di Baratti, nel comune di Piombino, e nella zona di Grosseto. La cooperativa Terre dell’Etruria fa da capofiliera per la produzione della pasta La Tosca, autenticamente e completamente toscana, venduta nei Coop.fi.

La Tosca, infatti, è una pasta di grano solo toscano, coltivata senza l’uso di glifosato, trafilata al bronzo ed essiccata lentamente, attenta alla salute, all’ambiente e a quel gusto ruvido e pieno che contraddistingue la pasta della tradizione. Da inizio anno si trova in tutti i punti vendita di UnicoopFirenze, che ha collaborato al progetto fin dalla sua nascita.

Il ruolo della filiera

La filiera della pasta La Tosca è breve e pulita, perché segue un disciplinare rigido che individua non solo le zone di coltivazione, ma anche varietà e sementi utilizzabili, criteri attenti alla biodiversità e alla valorizzazione del suolo, regole di concimazione e diserbo, divieto di utilizzo di prodotti che contengono glifosato su tutta la superficie dove cresce il grano destinato a questa pasta in ogni fase della coltivazione. Il grano coltivato fra Livorno e Grosseto viene lavorato in un molino della zona della costa e il passaggio dalla dalla semola alla pasta avviene in un pastificio della zona di Lucca. Sugli scaffali diUnicoop Firenze la pasta La Tosca arriva nei cinque formati più comuni: spaghetti, penne, fusilli, farfalle e rigatoni.

La filiera è sostenibile per l’ambiente e per l’economia del territorio, perché, oltre ad eliminare il glifosato, riconosce ai produttori un giusto prezzo e un’equa remunerazione. Pasta La Tosca è anche  tracciabile: basta infatti “sparare” il codice QR di ogni confezione con il proprio smartphone per visualizzare aree di provenienza, lista dei produttori, ettari impegnati, quantità di grano fornite da ogni produttore e persino le immagini dei campi da cui viene il grano.

Valorizzare la Toscana

Per Francesca Gatteschi, direttore acquisti di Unicoop Firenze, «Pasta La Tosca è un altro traguardo della nostra azione per valorizzare la Toscana, in tutti i suoi aspetti: economici, ambientali, produttivi. E perché no, culturali, visto il ruolo che un piatto di pasta riveste nella nostra tradizione e identità. Un semplice pacco di pasta può contenere molto: Tosca è semola e tradizione, Toscana e dignità del lavoro, filiera locale e cibo sicuro, frutto di un ambiente tutelato con i criteri di un’economia sostenibile».

Per Massimo Carlotti, presidente della cooperativa Terre dell’Etruria «investire sulla filiera toscana significa dare valore tanto al prodotto quanto ai nostri produttori agricoli che hanno terreni, esperienza e competenze. Il nostro progetto garantisce a chi coltiva il giusto prezzo, offrendo così i mezzi per investire e una prospettiva per il futuro. Si può fare, a piccoli passi, ma potenziale ce n’è».

La strada verso un’agricoltura sostenibile è stata tracciata da Coop Italia, che a maggio 2019 ha annunciato la progressiva eliminazione dai propri prodotti di 4 molecole controverse (tra cui il glifosato) per il loro impatto ambientale, dopo aver eliminato nel tempo altre 10 molecole chimiche spesso anticipando la normativa di riferimento.

Questa la definizione macro e micro di pasta Tosca:

  1. Alleanza di valore e accordo valoriale,
  2. Filiera corta e efficienza,
  3. Trasparenza, eticità e sostenibilità
  4. Trasparenza con il QRCode sulla confezione per info su dove, chi, come e quanto produce, fino al singolo appezzamento di produzione
  5. Attenzione al disciplinare, zone vocate, sementi adeguate, avvicendamento colturale, senza glifosato per una rigenerazione della terra,
  6. Giusta remunerazione della filiera intiera, più valore per la comunità.

Il giudizio di RetailWatch

Progetto interessante che si inquadra più di tutte le altre paste (grano italiano) nei nuovi trend di consumo. Il prezzo a nostro giudizio poteva essere leggermente più alto.

Musica da ascoltare per questo articolo: Tosca, Puccini


Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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