Margherita-Conad/Auchan: accelerazione nelle uscite. Ma c’è il problema anche dei quadri e la loro età

Febbraio 2020. La questione Conad-Auchan sembra aver avuto una accelerazione. Da fonte sindacale fanno sapere che l’incentivo all’esodo volontario sarà graduato nel tempo, più tempo passa meno il lavoratore prenderà da Margherita-Conad.

Appaiono oggi più scoperti i quadri delle sedi con una età alta e una Ral di 80.000 euro all’anno e un’auto aziendale. Sarà difficile per loro trovare una nuova occupazione o essere inquadrati nuovamente in Conad o in società terze, anche pubbliche.

Forse converrebbe che Margherita guardasse con attenzione anche a questi casi che numericamente sono inferiori ai numeri degli occupati della rete ma che hanno una storia e una professionalità da preservare.

 

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

28 commenti
  1. Qui il problema non è solo dei quadri ma di tutti i lavoratori degli uffici.
    Trattativa ancora tutta da discutere
    Cordialmente

  2. Ovviamente, Cinzia, ho scritto diversi articoli sulla questione Auchan-Conad, e su tutti i lavoratori, rete e sedi. Questa volta l’ho fatto sui quadri, che sono, forse, i meno sindacalizzati ma anche il gruppo più fragile, per i motivi che ho evidenziato

  3. Gentile Rubinelli vero scrive sempre in modo obiettivo
    I quadri come sa non sono sindacalizzati per loro scelta e cmq gli accordi sono per tutti
    In difficoltà maggiore sono i lavoratori dei livelli minori e più fragili con un cv più basico e operativo a differenza dei quadri con un profilo più alto quasi direttivo più ricercato nel mondo del lavoro.
    Cordialmente
    Cinzia

    1. Ciao Cinzia, purtroppo oggi anche i livelli più alti il lavoro non lo trovano perché della professionalità non se ne fa niente nessuno se hai superato i 50 anni .
      Anzi il fatto che hai una alta professionalità è oggi un problema perché dicono che sei troppo professionale per occupare posizioni tipo direttore di negozio .

  4. Gentile Rubinellli i quadri in questa società erano circa 400, ora ne sono rimasti 315 circa. Non le sembrano un po’ troppi in un’azienda di 1.000 impiegati? Il costo del lavoro al 18% non penso sia riferito ai livelli dal 6° al 1°.
    Inoltre tutti questi quadri avranno fatto il loro dovere in questi anni? Ne dubito.

    1. Caro Riccardo,un vecchio adagio dice che è meglio dar l’impressione di essere scemi piuttosto che aprire bocca (o scrivere) e togliere ogni dubbio.
      Spero che prima o poi potrà capitare ad un fenomeno come Lei di trovarsi in questa situazione dopo aver fatto sempre il proprio dovere,spesso con pregiudizio del tempo da dedicare alla famiglia.

  5. Riccardo, inutile scatenare una guerra fra poveri. In un’azienda verticista come Auchan ai quadri non rimaneva che rispondere oui, come tutti i lavoratori di Auchan. Le scelte erano fatte da pochissime persone, senza discutere verticalmente progetti e contenuti. Il costo del lavoro era alto, come le strategie commerciali erano opinabili. Il problema è che pagano sempre le fasce deboli. Per rispondere alla sua domanda: immagino che quadri, dirigenti, cassiere e impiegati abbiano fatto il loro dovere. Lo ripeto le guerre fra poveri non servono a nessuno. Se mi dice che lavoro fa, faceva e i suoi riferimenti in Auchan, mi è più chiaro il suo post.

  6. Buongiorno ma per i dipendenti dei negozi faranno la proposta dell’esito volontario? O riguarda solo le sedi. E cmq nella ditta Auchan Simply i quadri parlavano tanto ma lavorare proprio no.

  7. Egregio Rubinetti, da un alto dirigente io mi aspetto che in caso di disaccordo con le scelte del vertice ci siano anche i no. Comodo accettare passivamente tutto e rimanere nel “confort”. Mi spiace ma credo che per il ruolo, e sulla base dei risultati, non avrebbero diritto a nulla. Altro che incentivo. Dovrebbero loro risarcire la rete di vendita, per non avere ascoltato i feedback che quotidianamente giungevano dai pdv. Purtroppo non è così. Grazie

  8. Risposta a Riccardo: non so chi tu sia e che storia tu abbia, ti rispondo solo che ho cominciato da allievo gerebre di super a 12 ore al giorno retribuito per 8 s s arrivare camion e portare mezzene (se sai cosa siano) sulle spalle. Ho gestito super e parti di iper per 25 anni lasciando vita privata e affetti per strada. Ho accettato ogni tipo di trasferimento e oggi sono qui. Si, il mio dovere l’ho fatto, magari non a 38 ore al giorno senza timbrare e senza responsabilità. Mi dispiace ma la mia esistenza lavorativa ha paragone limitato

  9. Che strano non avevo mai visto un quadro fare uno sciopero e ora che la pistola l’hanno puntata verso di loro si sono accorti che da fastidio

  10. Corrado, a parte che mi chiamo Rubinelli e non Rubinetti, lo dico per l’ultima volta poi non pubblicherò post inutili: la guerra fra poveri in Auchan assomiglia a quella del Coronavirus, dove tutti sono dottori e i problemi sono degli altri, ma poi vanno a fare razzia di prodotti al supermercato credendo di essere i più furbi

  11. Solo per precisare che non mi riferivo a tutti i quadri di ex Auchan Sma. Ma e’ chiaro a tutti che un numero cospiquo di questi 400 ha percepito un salario troppo alto per il lavoro svolto. Non direi che sia giusto chiamare “poveri” chi ha un cud di 80k;
    piuttosto si pensi a coloro che hanno passato 30-35 anni al 3° e 4° livello nel silenzio, senza avera ad personam, che ha percepito meno di un terzo dei loro capi e adesso Margherita vuol dare loro un incentivino di 25k. Non e’ una cosa equa.

  12. Gentile Dottor Rubinelli, vorrei attirare la sua attenzione sulle figure professionali altamente qualificate presenti in Auchan come i farmacisti, che in questo particolare momento vorrebbero avere la visibilità e l’ attenzione che meritano. I recenti fatti legati alla sanità non sono altro che uno dei fattori di rischio che la loro professione comporta. Meritano essere sollevati dal limbo dell’irrilevanza e tutelati in questo delicato passaggio di consegne.

  13. Parlo da quarto livello dopo 20 anni di azienda….I dipendenti dal 1′ al 4 ‘ livello valgono quanto i quadri…hanno anche loro una storia e vanno preservati allo stesso modo .abbiamo sempre dato tanto anche noi per ricevere il nulla….Leggere quanto ha scritto e’ discriminatorio nei nostri confronti, non stiamo parlando di dirigenti ma di quadri che sono tutelati quanto noi dai sindacati e non vedo il motivo x cui a loro debba andare un occhio di riguardo in più! La guerra dei poveri e’ quella che noi dipendenti di livelli più bassi abbiamo sempre subito in azienda in tutti questi anni, in questo momento più che guerra stiamo vivendo una sorta di “affondamento lento e agonizzante” dove ne usciremo tutti sconfitti perché ci riitroveremo in mezzo a una strada .Lei dice di aver trattato altre volte il nostro caso…ma non credo sia entrato nello specifico menzionando noi che non siamo quadri.

  14. Alba, oggi ho parlato anche dei farmacisti e incredibilmente, su Twitter, Pugliese ha risposto tranquillizzandoli. Con sincerità: non conosco in modo approfondito i singoli livelli, le singole funzioni e le singole operatività di ciascuno. Come potrei altrimenti? Sto solo cercando di sensibilizzare tutti gli ambienti a cercare una soluzione equa, per tutti, senza eccezioni, per i lavoratori. tutti, e per l’azienda, che, si voglia o no, deve continuare a lavorare.

    1. Ribadisco il concetto….siamo tutti uguali ..abbiamo dato tutti quanti molto….e visto che ammette di NON conoscere tutte le varie situazioni e soprattutto i livelli….sarebbe opportuno nel RISPETTO DI TUTTI non entrare nello specifico…..GRAZIE.

  15. Egr Andrea
    Sarebbe interessante sapere con quale criterio si determina “chi è utile” e può andare avanti..
    Sinceramente non mi è chiaro cosa si intende con “gli altri è meglio che si rendano utili”.
    Ritengo che i lavoratori degli uffici, dal 4° livello al Q sono tutti sul Titanic, dovrebbero fare fronte unico.
    Inoltre non è certo una guerra tra “poveri” con un CUD di 80k
    Cmq in questi anni il comportamento di diversi Q insieme a molti dirigenti ha determinato questa situazione
    Da non dimenticare che il risultato al tavolo dei sindacati, uniche associazioni preposte legalmente a gestire il licenziamento collettivo, è per TUTTI sia iscritti che non.
    Mentre grave è il comportamento dei Signori Conad che ad ogni incontro cambiano le carte al tavolo..
    Devono avere più rispetto ed etica oltre ad essere correnti con il loro slogan
    Devono mettere in campo il tesoretto ricevuto da Auchan per tutti i lavoratori coinvolti nella procedura e impegnarsi nei ricollocamenti.
    Non possono lasciare tutto il peso alle casse pubbliche anche perché Imolesi nell’ultima audizione alla Camera ha riferito di viaggiare con una media del +15%

  16. Gentile Rubinelli In riferimento ai cari farmacisti delle parafarmacie nel mondo ex Auchan sono di proprietà mentre ex Sma sono di terzi.
    Speriamo che in entrambi i casi sia mantenuto il servizio da parte del Gruppo Conad e dei loro gestori locali come da tweet di Pugliese al suo articolo

  17. L’unica cosa che posso capire è la difficoltà che può creare l’età nel trovarsi senza un lavoro. Bisognerebbe solo avere una coscienza, a certi livelli, e farsi un mea culpa. La nostra azienda non è affondata dall’oggi al domani. I segnali sono evidenti da anni ma chi doveva fare è ascoltare non ha fatto è non ha ascoltato. I colleghi quadri hanno fatto la bella vita mentre agli addetti non venivano date nemmeno le briciole. Ci hanno sempre trattati a pesci in faccia, per cui, egregio giornalista, non venga a parlarci delle difficoltà di chi ha guadagnato 80000 euro all’anno, ha avuto la macchina aziendale ed un sacco di premi. Per favore! Si ricordi che la parte lesa dell’azienda siamo noi, addetti vendite, che abbiamo mandato avanti la baracca sempre, domeniche e festivi, con molti sacrifici e quando i quadri dovevano ascoltarci, perché il contatto con il cliente siamo noi ad averlo, dall’alto delle loro scrivanie non ci calcolavano proprio. Noi siamo solo addetti vendite, senza qualifiche! Ed oggi non abbiamo più la nostra azienda, e nemmeno sappiamo cosa succederà con Conad, non per mano nostra, ma loro. Per scelte sbagliate, per costi di personale esagerati, per uscite esagerate che ovviamente non abbiamo scelto noi! Per cui ci faccia il favore di non farli passare come parte lesa, in difficoltà e senza futuro. Siamo stanchi di queste cose!

  18. A mio parere in questo momento dividere i lavoratori ex Auchan in bravi e cattivi non giova a nessuno. Se poi sono gli stessi lavoratori che cercando le divisioni vuol dire che questa crisi aziendale ha insegnato poco o nulla. Chiedo a tutti, però, di avere rispetto per il mio lavoro di giornalista, che già mi provoca non pochi problemi con Conad, soltanto a pubblicare quello che ho pubblicato da settembre 2019 in poi

  19. Gent.mo sig. Rubinelli, io rispetto e apprezzo da sempre il suo ruolo ed il suo lavoro, anche se a volte non concordo con alcune idee.
    Bisognava però esserci in azienda, da 20 o 30 anni, e sperimentare direttamente, per capire realmente cosa è stata la “sede” per tutta la rete Auchan.
    Una parte a se stante dell’azienda, slegata dai pdv, non per nostro volere. Dice che se ci disuniamo offriremo il fianco alla sconfitta…non siamo mai stati uniti, perché noi non eravamo degni di essere accostati a loro. Quando nei pdv si parlava di difficoltà, le soluzioni che si prospettavano erano sempre di tagli alle spese alla periferia del sistema, mai nella unità centrale…
    E non sono del tutto sicuro che ogni Q presente nelle varie sedi svolgesse mansioni proprie di quel livello,
    Quindi se legge commenti poco entusiasti su questi colleghi non è per i motivi che lei ha potuto immaginare.
    Buona serata

  20. 80k L’anno pero credo lordi + benefit per fare da Yes Man…
    poi pero alla fine ………modello …Schettino ne o visti tanti…..
    poi il massimo rispetto per la professione di giornalista, ma quando si fa seriamente si diventa “scomodi”. e li che si dimostra che si sa fare il propio lavoro!

    https://it.wikipedia.org/wiki/L%27ultima_minaccia

    Ps: gran bel film

  21. Fabiano, grazie per il suo post. Dopo averlo letto sa cosa ho fatto? Ho aggiunto al titolo, anche, nel senso che non ci sono solo i quadri, ma tutti i lavoratori, senza eccezioni. Non sto tenendo bordone ai quadri, come non l’ho tenuto ai farmacisti, o alle cassie, o ai lavoratori delle sedi. Ho solo detto che ci sono anche i quadri e la loro età e il loro stipendio, Ral, che sono un impaccio al ricollocamento. Cercate di non dividervi, anche se è difficile.

  22. Gentile Rubinelli, sono esterrefatto nel leggere così tanta acredine tra “colleghi” che, ricordo, hanno remato sempre dalla stessa parte in ogni circostanza.
    Gli 80 k€ cui lei si riferisce sono appannaggio di qualche sparuto caso che, le garantisco, si può contare sulle dita di una mano.
    Io sono un quadro iscritto al sindacato e ,francamente, non mi sono mai sentito in dovere di rappresentare una singola categoria di lavoratori in quanto é contraria a ciò che mi ispira.
    Comprendo comunque che noi quadri abbiamo avuto un ruolo che spesso é stato sottovalutato anche in termini economici ( in 18 anni di ruolo la mia ral non É MAI CAMBIATA!) e garantisco che, per quanto di mia conoscenza e competenza, non siamo mai stati yes men, anzi, ma purtroppo siamo spesso stati inascoltati.
    Quindi “alzare la testa” adesso sembra venir letta come una “rivincita ” ma che non avrà un seguito come auspicato o sperato da alcuni.
    Dico solo che le sigle sindacali che tratteranno questa dolorosa questione hanno ben chiaro il quadro completo sia dei desiderata che delle reali possibilità.
    Lasciamoli lavorare!

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