Whole Foods scommette sul grab&go con Whole Foods Market Daily Shop a NY

Febbraio 2020. Whole Foods è da sempre monoformato, come Esselunga (ma quest’ultima ha rinnovato il format del superstore con Brescia Triumplina, leggi qui, e ha inaugurato un nuovo format di vicinato realmente omnichannel, La Esse, leggi qui), è però alla ricerca di nuovi formati per adattarsi all’omnichannel e ai cambiamenti di acquisto e di consumo.

Abbiamo già parlato dell’esperimento non andato bene di Whole Foods 365, leggi qui, dovuto anche al posizionamento di prezzo alto dei Whole Foods tradizionali e alla non credibilità, in questa situazione di mercato, di un simile, conveniente, formato.

Ecco che allora, si cimenta sul grab&go. La modalità d’uso è ben spiegata nelle vetrine del negozio che è accostato a un altro Whole Foods, tradizionale. L’insegna (Daily Shop) da fuori non c’è e forse faticherete a trovarla se ancora non l’hanno messa.

La location

Whole Foods Daily Shop, 250 7th Ave, è a Chelsea, quartiere questo si affluente e promettente per il reddito detenuto, la visibilità sulla 7th è ottima.

Il grab&go e l’offerta

Il negozio misura circa 250 mq ed è stato aperto dopo Pasqua dello scorso anno. I freschi e i freschissimi, come l’ortofrutta che è sciolta, sono monoporzione, adatti a un consumo immediato e non troppo procrastinato nel tempo. Conta circa 4.000 referenze.

La scontistica è applicata solo per gli abbonati a Amazon Prime in forme diverse, come il filmato di Retail Watch dimostra.

Come negli altri negozi i riferimenti al local, ai prodotti locali, con tanto di fotografia del produttore, si sprecano. Si vedono un po' meno e sono più ragionate, le presenze delle MDD. Le marche del distributore della casa, 365. Non a caso i prodotti confezionati dello scatolame qui sono ridotti.

Ortofrutta sciolta all’ingresso e cafeteria, immancabile, sul fondo. Oltre alla pasticceria normale anche qualche prodotto salato, un mezzo frigo di macaroni simil La Durèe, ma più economici e la possibilità di comporre la propria bowl di insalata di acai, una delle tante mode alimentari della grande mela.

Interessante il doppio banco refrigerato dei Remedies, entrando sulla sx,  una collezione di microcategorie, alcune inventate per la bisogna, che si offrono a chi di troppa ansia vive e lavora nella grande mela. La trovata è tutt’altro che di marketing, e fa leva sulla salute e sul benessere della persona. Buone le estensioni del banco.

Difficile mangiare all’interno, anche una semplice insalata o la vaschetta del sushi, visti i pochi posti a sedere disponibili, tutti in linea e addossati alla parete. Rimane il grab&go, appunto, anche se alcuni siti newyorkesi insistano ad usare il termine convenience store, ormai presidiato dall’omni presente Seven Eleven. E infatti Whole Foods Daily Shop fa lo stesso orario.

Toilette: nemmeno a chiederla.

Formato tipico per Manhattan, difficile da replicare se non con cambiamenti importanti, nella struttura e nell’assortimento.

La sostenibilità di Whole Foods Daily Shop, Manhattan, New York

Coerenza fra il posizionamento e la sua realtà                    4
Distintività e rilevanza versus i competitor                        3
Rapporto experience-prezzo                                              3
Sostenibilità                                                                        4
Attenzione alle nuove tecnologie e all’innovazione            3
Attenzione ai Millennial                                                      4
Attenzione ai senior                                                            3
Creazione di una community                                              3
Trasparenza                                                                                                          4

Scala di valori da 1 a 5, 1 basso, 5 elevato

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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