Verso un accordo Sindacati-Margherita/Conad sulle sedi ex Auchan

Marzo 2020. Prosegue il confronto Margherita-Conad/Sindacati per arrivare ad un accordo che riguarda le sedi ex Auchan-Simply.

Questo che segue è un estratto delle osservazioni Cisl/Fisascat fatte alla fine dell’incontro di ieri, 5 marzo:

a) di esplicitare in maniera univoca che quello della non opposizione al licenziamento sia l’unico criterio,

alternativo a quelli di legge, per poter effettuare le risoluzioni dei rapporti di lavoro, in quanto

nell’ipotesi di intesa sottopostaci ciò non emerge;

b) di stralciare la macchinosissima parte relativa alle procedure per manifestare la volontà/intenzione di

accettare la risoluzione del rapporto di lavoro, in quanto la soluzione caldeggiata dall’azienda di poter

posticipare (per esigenze tecnico-organizzative non meglio specificate) l’uscita del lavoratore appare

contraddittoria rispetto al quadro prospettatici relativamente alle significative riduzioni di attività cui le

sedi andranno incontro e, comunque, eccessivamente formalistica;

c) di rivedere la parte relativa alla deroga ai 120 giorni previsti dalla L. 223/91 per effettuare i

licenziamenti, prevedendo una durata specifica e non, com’è nella prospettazione aziendale, generica

e incondizionata (se accettassimo la formulazione proposta da controparte, Margherita Distribuzione

SpA, a conclusione del periodo di CIGS, che dovrebbe costituire parte delle pattuizioni in seno

all’accordo sindacale per la procedura di licenziamento collettivo, potrebbe disporre la risoluzione dei

rapporti di lavoro senza aprire un’ulteriore procedura);

d) di estendere la base di calcolo per la quantificazione dell’incentivo all’esodo anche alle altre voci

retributive che determinano la RAL dei lavoratori (ad personam comunque denominati ed eventuali,

indennità di funzione, ecc.) e non solo a quelle indicate dall’azienda nella bozza di intesa sottopostaci;

e) pur apprezzando la disponibilità data da Margherita Distribuzione SpA ad adottare quale base di

calcolo i trattamenti in essere al 31 dicembre 2019 (quindi rendendo neutro per l’incentivo l’effetto

della disdetta del CIA), di incrementare l’attuale proposta di incentivo all’esodo (come si ricorderà,

attualmente l’incentivo consta di 12 mensilità con l’aggiunta dei relativi ratei di 13° e 14°, più il valore

corrispondente al mancato preavviso), ampliando le mensilità lorde da erogare;

f) di rivedere il meccanismo del cosiddetto décalage dell’incentivazione, in quanto estremamente

penalizzante per i lavoratori che non dovessero scegliere a stretto giro di risolvere il proprio rapporto

di lavoro;

g) di escludere la riduzione dell’incentivo all’esodo per i pensionandi, in quanto tale previsione ci appare

del tutto discriminatoria e, perlopiù, di impatto non sostanziale sul piano economico per l’azienda

(oltreché di incerta praticabilità, visto che il diritto alla pensione non sempre può essere agevolmente

verificato da parte del datore di lavoro);

h) di irrobustire la dote finalizzata alle ricollocazioni dei lavoratori (il valore proposto dall’azienda, 4.000 €,

appare non in linea con l’obiettivo dello strumento), possibilmente intensificando l’istituto per le aree

nelle quali è maggiore la difficoltà nel trovare occupazioni alternative.

Le parti torneranno ad incontrarsi per giungere ad un esito equilibrato della trattativa l’11 marzo.

 

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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