Le code on line in tempo di Coronavirus: Ocado (GB), Esselungaacasa, Carrefour e…

Marzo 2020. L’on line del food vale il 2% di tutte le vendite dell’e-commerce. Le richieste con il Coronavirus, stimate, sono del 15%, opinioni degli operatori. L’on line non è pronto ad assorbire la domanda. Mancano i magazzini dedicati, gli addetti, la logistica.

Il Coronavirus, purtroppo ha messo a nudo il ritardo. Ma questo ritardo è scusabile, la peste del 2020 ha colto tutti di sorpresa, non è vero?

È una lezione e una riflessione per il dopo Coronavirus.

Oggi è inutile prendersela con gli operatori dell’on line, come si legge in molti social media.

Abbiamo già pubblicato un altro articolo sugli acquisti on line, leggi qui.

Ci permettiamo solo una osservazione sulle code on line.

Domenica mattina, 22 marzo.

In Esselungaacasa.it il sito non risponde

Non posso vedere le code che ci sono e capire quanto posso aspettare. Così per tutta la mattina.

Va meglio in Carrefour.it

Sono in coda virtuale e devo aspettare 1 ora prima di accedere alla spesa sul sito. La comunicazione è rispettosa. Mi avvisano che potrei trovare problemi nelle consegne e nelle fasce orarie.

Provo a vedere cosa fanno in Gran Bretagna, sito di Ocado.com

Il sito mi dice dei problemi dell’alta domanda.

Però mi invita a restare on line perché quando sarà il mio turno verrò ammesso nell’area di vendita.

Coop Lombardia il drive, vai e ritiri comodo ed eviti i contatti, non va o meglio di giorno prepari il carrello e la sera dopo le 00.00, provo a selezionare un gg ….se ti si apre la pagina e se ti carica il carello e se se se...(sono tutti collegati di notte) e non c’è data (3gg e basta da scegliere dalla data successiva all’entrata) …tra errori di login, time out e anche impossibile fare uno screen delle date.

Non vogliamo far polemiche per nessun motivo in questo momento.

Solo un suggerimento: le file dei negozi fisici, sappiamo quali sono. Chi si mette in coda deve poter ricevere suggerimenti, indicazioni e soprattutto deve essere valorizzata al massimo la comunicazione. Oggi più che mai importantissima. Il retail, i supermercati hanno un ruolo sociale, non più bottegai ma agenti sociali, sviluppatori di relazioni in tempi di ansie e paure.

Fatelo nel nei negozi fisici e fatelo nell’on line. Così si costruisce empatia e branding e fiducia. Serve a tutto il sistema.

 

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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