Perché Conad mette in Cigs un 560 mq che faceva più di 20.000 euro al mq prima del #coronavirus

Aprile 2020. Ieri abbiamo pubblicato un articolo nel quale Conad-Margherita ha annunciato al Ministero del Lavoro e ai Sindacati e alle Regioni coinvolte (leggi qui) la messa in Cigs straordinaria dovuta al #coronavirus di 15 negozi e 1.060 persone.

La motivazione è il mercato durante il #coronavirus.

I sindacati avevano firmato un accordo, applaudito dai più (leggi qui) prima di Pasqua. RetailWatch ha sottolineato i se e i ma di questo accordo, soprattutto lo svarione di aver indicato la Ancd, il braccio politico di Conad che nulla può nell’operatività delle cooperative. Nessuno ha ribadito nulla, né Conad, né i Sindacati né il Ministero.

Il tempo di celebrare la Settimana Santa e la Pasqua ed ecco un nuovo scenario per i 15 negozi e i 1.060 lavoratori coinvolti, ai quali è necessario aggiungere una quota delle persone delle Sedi che se i negozi vanno in cassa integrazione per #coronavirus serviranno sempre meno.

Siccome non ci sono comunicati, né trionfanti né oggettivi di Conad e dei Sindacati e dei simpatici osservatori osannanti, scriviamo queste note al buio ma con su un esempio:

Il MyAuchan, da pochi mesi ristrutturato, di Piazza Bologna a Roma, un negozio di 560 mq che a RetailWatch risulta fatturasse prima del #coronavirus 20.000 euro il mq.

Perché anche questo (ed altri ancora) sono stati messi in Cigs? I 15 negozi escono dalla trattativa firmata prima di Pasqua. Possibile che i Sindacati non avessero sentore anche di questa nuova mossa? Cos’è successo così di improvviso? Gli ipermercati indicati ieri ovviamente vanno male, come tutti gli ipermercati in Italia, così dicono Nielsen e IRi, ma i negozi di prossimità che tutte le società di ricerche indicano con incrementi importanti di vendite durante il #coronavirus?

Il blocco dei 15 negozi doveva passare, o avrebbero dovuto passare nella riconversione in Conad. Le singole cooperative hanno di fatto rinunciato a convertirli. Va bene per gli ipermercati, c’è una logica, ma per i negozi di prossimità? Perché anche quel Piazza Bologna 60 di Roma?

La piantina dei supermercati adiacenti al MyAuchan di Piazza Bologna segnala alcuni indipendenti di vicinato, 1 Pam Local, 1 Coop in una zona fortmente residenziale, dove il vicinato e la prossimità oggi e domani giocheranno un ruolo importante: possibile non interessi più presidiare questa zona?

I 15 pdv coinvolti

PdV Formato Regione Provincia Dipendenti (31/3/20)
Pescara Cepagatti Iper Abruzzo Pescara 120
Montesilvano Supermarket Abruzzo Pescara 22
Silvi Marina Superstore Abruzzo Teramo 41
Romano Supermarket Bergamo Lombardia 31
Giugliano Iper Campania Napoli 236
Nola Iper Campania Napoli 141
Roma Minucciano Supermarket Lazio Roma 20
Roma Bologna Proximity Store Lazio Roma 39
Roma Re di Roma Proximity Store Lazio Roma 33
Milano Monti Proximity Store Lombardia Milano 12
Mi Mariani Superstore Lombardia Milano 39
Pesaro Robbia Proximity Store Marche Pesaro e Urbino 12
Bari Modugno Iper Puglia Bari 140
Misterbianco Iper Sicilia Catania 161
Verona Piazzetta Pescheria Proximity Store Veneto Verona 13

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

11 commenti
  1. Da operatore del settore, confermo che le vendite delle cosiddette superette stanno letteralmente esplodendo, e non credo si tratti di un fenomeno temporaneo.
    E’ veramente una scelta incomprensibile.

  2. Salve,
    vorrei porle alcune domande:
    1) sulla base di che cosa dichiara che solo 15 pdv vanno in cassa integrazione quando è stato chiarito e comunicato che tutta la rete di margherita distribuzione andrà in cigs?

    2) sulla base di che cosa dichiara che questi pdv dopo la cassa integrazione verranno chiusi, soprattutto l’ipermercato di nola,visto e considerato che fa parte della lista dei 33 pdv presenti nella delibera agcm nella quale l’autorità dichiara che gli stessi,tra cui nola, dovranno essere venduti ad operatori primari entro una certa data (omissis) senza la quale vendita l’operazione non verrà autorizzata.

    1. Sig Ciccio 84 questi 15 pdv non rientrano nella cassa integrazione richiesta per gli 8036 dipendenti.
      Sono altri 1060 collaboratori per cui non era stata richiesta la CIGS ma adesso sono stati inseriti nella richiesta ci covid-19 per almeno 6 settimane iniziali
      Singolare come procedura per pdv che dovrebbero passare ad altri imprenditori.
      Pura Ristrutturazione a carico dei contribuenti?
      Il sospetto c’è
      Buon proseguimento

    2. Sig Ciccio 84 questi 15 pdv non rientrano nella cassa integrazione richiesta per gli 8036 dipendenti.
      Sono altri 1060 collaboratori per cui non era stata richiesta la CIGS ma adesso sono stati inseriti nella richiesta ci covid-19 per almeno 6 settimane iniziali
      Singolare come procedura per pdv che dovrebbero passare ad altri imprenditori.
      Pura Ristrutturazione a carico dei contribuenti?
      Il sospetto c’è
      Mentre per i dipendenti delle sedi era stata avviata solo la procedura licenziamento collettivo
      Adesso inseriti anche nella ci covid-19
      Buon proseguimento

  3. In genere non rispondo ai nomi di fantasia, caro Ciccio84. Io ci metto la faccia e mi firmo con nome e cognome e facilmente può arrivare anche al numero di telefono. Tuttavia:
    . se ai negozi toglie personale è logico che il cliente troverà meno assistenza e gli scaffali non saranno riforniti come dovrebbero,
    . non conosco bene l’ipermercato di Nola, l’ho visitato anni fa, ma come ho scritto Nielsen e Iri dicono che gli ipermercati vanno malissimo, immagino anche quello di Nola. Il documento dell’Agcm parla della vendita come Lei ricorda, non prende in considerazione il fatto che potrebbe essere chiuso perchè in perdita.
    . La mia non è una previsione, è una considerazione: fino a quando punti di vendita che continuano a essere in perdita possono rimanere aperti?
    La prossima volta che scrive metta nome e cognome per favore, almeno so con chi parlo.

  4. Alcuni dei 15 negozi passeranno in Conad o con altri operatori solo che non vogliono farlo in questo momento quindi approfittano della Cigs per prendere tempo…..sempre con i soldi dello stato, quindi nostri. Poi alcuni forse ne chiuderanno…..ma la cosa importante da sottolineare è che la Cigs è stata richiesta per tutti i pdv della intera rete e per tutte le sedi. Quindi non hanno fatto alcun pensiero tranne quello del super profitto. Hanno preso tutti gli aiuti possibili dello stato e basta. Trovo strano che gli vengano concessi. Anzi lo trovo assurdo. Grazie sig. Rubinelli di affrontare questi argomenti. L’altra stampa non ne parla….. strano no? Grazie ancora.

  5. Salve,sono il caposettore del MyAuchan di piazza Bologna. Non capisco le sue perplessità riguardo questa situazione. Potrebbe argomentarle meglio?Cordialmente. Massimo

  6. Massimo grazie. Non ho perplessità su un singolo negozio come il suo, ci mancherebbe altro. Sono perplesso sul fatto che Margherita-Conad chieda la cassa integrazione straordinaria #coronavirus per negozi che non ne hanno necessità, cioè vanno bene, come dimostrano le vendite di questo periodo e le rese al mq. Se la cassa integrazione fosse applicata e sarà applicata, distogliere persone dalla vendita e dagli allestimenti degli scaffali significa disporre di un negozio con meno possibilità dei concorrenti e alla fine della fiera potrebbe diventare meno appetibile per gli imprenditori Conad.
    Le auguro una buona serata e spero che il suo negozio sia all’altezza, come sempre, degli impatti futuri del #coronavirus e della riconversione che spero davvero avvenga il più presto possibile.

  7. Buonasera dottore ,le premetto che reputo la sua una eccellente testata. Devo farle notare però che il covid19 ha cambiato già le nostre vite. Non sarebbe professionale dichiarare qui il nostro fatturato attuale, ma le assicuro che la botta è stata avvertita forte. Gli ingressi contingentati,la mancanza di promozioni e l’assenza di un parcheggio stanno facendo la differenza adesso,è sacrosanto avere degli aiuti che tra l’altro utilizzano tutti. Detto ciò, finita l’emergenza sono sicuro che torneremo a fare con passione il mestiere che piu amiamo. Cordialmente. Massimo 0

    1. Massimo non voglio polemizzare, soprattutto in questo momento e soprattutto per persone che sono in mezzo al guado ai quali auguro, a lei e ai suoi colleghi, una sistemazione stabile e duratura. Io cerco di fare il mio mestiere e ho dei dubbi e li dico: 20.000 euro al mq sono tanti, anche se sono diminuiti, come dice lei, e mi sembra strano perchè tutte le ricerche di mercato dicono che le vendite dei negozi di prossimità sono aumentate e non di poco, penso che la cassa integrazione, cioè i soldi di chi paga le tasse, non debbano andare alle aziende e ai negozi che non sono stati oggetto di chiusura e che non abbiano perdite importanti. Altrimenti tutta Italia sarebbe in cassa integrazione, anche nelle aziende che hanno continuato a lavorare durante il #coronavirus. Il mio è solo un giudizio personale e non vuole prendere di mira nessuno, tantomeno i lavoratori di Auchan-Conad ai quali va tutta la mia simpatia e il mio plauso per come stanno reagendo sul doppio fronte #coronavirus e trasferimento di proprietà. E non solo a Roma-Bologna, ma in tutta Italia. In bocca al lupo a lei e ai suoi colleghi.

  8. Buongiorno condivido pienamente il suo articolo; in generale è veramente da sciacalli approfittare dell’emergenza per tuffarsi a recepire finanziamenti da parte dello Stato; il
    Settore sta si soffrendo sul lato Ipermercati soprattutto se periferici, per le limitazioni imposte, ma per quanto riguarda i super o negozi di prossimità gli incrementi sono a 2 cifre; nel caso di Conad o Margherita come dichiarava in un post il Cavaliere qualche giorno fa viaggiavano a +44 Conad e +19 Margherita (tot ex Auchan, fatto da un +50 nei super e un -19 negli Iper); pertanto ritengo assurdo che lo Stato possa in questo momento concedere un CGIS ad aziende che non solo stanno continuando a lavorare (con tutte le difficoltà) ma oltretutto incrementando i fatturati.

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