La nuova normalità nell’Horeca? A HostMilano è già tutto pronto per il post #coronavirus

Maggio 2020. Dati incoraggianti per il ritorno all’Away From Home: 8 Italiani su 10 vogliono tornare a frequentare bar e ristoranti

La “Nuova Normalità” sarà all’insegna di consumi individuali e di una socialità più intima, da trascorrere in locali conosciuti

Allo studio soluzioni e format capaci di rispettare distanze e iperpersonalizzazione del servizio

Come durante l’emergenza, Hostmilano mantiene la sua vocazione di hub dell’equipment globale, partner a 360°di tutta la filiera Ho.Re.Ca.

Per l’universo Ho.Re.Ca è arrivato già il momento di ripartire. Tra mille ipotesi e una certezza. Quali che saranno i protocolli da rispettare, gli spazi da riformulare o le attività da riprogettare, le sfide da affrontare per arrivare alla “Nuova Normalità” non potranno fare a meno di due parole chiave: qualità e innovazione. Proprio quelle che da sempre formano il dna di Hostmilano, la manifestazione in programma a fieramilano (dal 22 al 26 ottobre 2021), che durante le ultime settimane non solo è stata in grado di confermare il suo ruolo di piattaforma leader a livello mondiale per l’ospitalità professionale, ma anche di porsi al fianco degli operatori del settore come un partner a 360°.

Fuoricasa: 8 Italiani su 10, vogliono tornare a frequentare bar e ristoranti

Secondo un’indagine di Tradelab 8 Italiani su 10 ritengono che torneranno a frequentare bar e ristoranti, anche se con cautela e in totale sicurezza. Del resto, per i nostri connazionali la voglia di normalità è tale che oltre 7 italiani su 10 sono disposti a rinunciare alla propria privacy, almeno nella fase iniziale di “restart” (con picchi di consenso nelle fasce della popolazione più colpite dall’emergenza Covid-19, oltre che naturalmente tra Gen Z e Millennials).

All’interno di quella che sarà il “New Normal”, cambieranno alcune abitudini di consumo. Ad essere premiati saranno i locali in grado di garantire la presenza di pochi avventori in contemporanea (75%), una perfetta pulizia (59%), il rispetto delle norme (53%) e la distanza tra i tavoli (50%). Risultato: nella fase di riapertura ci sarà un Away From Home più intimo, fatto di consumi individuali o di gruppi ristretti, dove si sceglieranno locali conosciuti o già frequentati in passato

Una voglia di normalità che accende qualche luce di speranza sull’effetto Covid-19 sulle diverse filiere dell’ospitalità professionale che a causa del lockdown ha visto mandare in fumo un quarto del giro d’affari annuo dell’intero settore dei consumi fuori casa; un mercato che nel 2019 ha superato quota 86 miliardi di euro, frequentato da circa 40 milioni di Italiani.

Arriva l’epoca della distanza

L’epoca della distanza. La chiamano così i sociologi, l’era del post-pandemia. Quando ad affermarsi sarà un nuovo paradigma, composto da valori che vanno dalla sostenibilità alla competenza, passando per una nuova qualità del tempo e dello spazio.

In questo contesto, sarà la città a dover essere ripensata nel suo complesso, locali e spazi pubblici compresi. Per i designer però, il compito non sarà tanto di progettare il distanziamento, ma piuttosto di immaginare oggetti e ambienti diversi, in linea con la nuova vita della fase 3, e la sua inevitabile tendenza al decongestionamento.

Dal punto di vista architettonico, lo sottolineano in molti, diminuirà il numero delle superfici, perché tutti avremo meno cose intorno, e saremo molto attenti a non sprecare quelle risorse che, in altri momenti, potrebbero risultare fondamentali. Con il risultato che si tenderà a privilegiare la pulizia - reale e metaforica - degli spazi, anche di quelli che condividiamo con gli altri. E gli oggetti? Quelli che sopravviveranno alla pandemia saranno per forza di cose “intelligenti”, in grado di svolgere funzioni diverse a seconda dell’esigenza; proprio come i sistemi domotici, capaci di sfruttare la tecnologia per evitare i contatti non necessari.

Attenzione al cliente e sicurezza: le nuove regole per i locali di domani

Nella nuova era - aziende e professionisti sono tutti d’accordo - a cambiare saranno anche, se non soprattutto, le strutture dedicate all’ospitalità. A cominciare dagli hotel, dove la distanza sociale condizionerà la ri-organizzazione di hall, aree comuni e perfino di procedure come check-in e check-out. Spazio dunque all’automazione e all’Internet of Things, per favorire le comunicazioni con gli ospiti in modo diretto, oltre che alla ricerca di materiali nuovi che possano essere igienizzati velocemente e senza rovinarsi.

Nei punti vendita invece, al posto delle tracce sul pavimento che indicano la distanza da mantenere, domani potrebbero arrivare schermi o superfici trasparenti attraverso cui dialogare, con la giusta distanza. Al ristorante poi, oltre a separare i tavoli con pareti leggere in plexiglass, andrà rivoluzionato anche il servizio; e addirittura potrebbe cambiare anche la forma stessa dei piatti, per evitare ogni possibilità di contatto tra il cameriere e la pietanza da portare in tavola.

Anche sul fronte dei format, le ipotesi allo studio sono molte: dalle casse automatiche per la gestione del menu e del pagamento, all’elaborazione di tunnel che, oltre alla sanificazione di persone e cose, misurano la temperatura corporea e verificano la presenza di mascherina e guanti. Per non parlare della possibilità di inserire murali caldi all’interno del locale, ideali per mantenere i cibi alla giusta temperatura in attesa che siano gli stessi clienti a ritirarli, riducendo al contempo gli spazi dedicati agli arredi.

Tutte da esplorare, infine, le opportunità di sviluppo per il mondo del packaging, grazie alla realizzazione di prodotti ecosostenibili sia per il consumo in loco che per il delivery. Perché nella fase della ripartenza, anche i bar e non solo i ristoranti, dovranno integrare la propria offerta con la consegna a domicilio. Il tutto all’insegna dell’iper-personalizzazione del servizio, per dei consumatori che durante il lockdown hanno imparato ancora di più ad apprezzare l’home delivery, spesso affidandosi a quello svolto dagli esercizi vicini a casa e già conosciuti.

A Host 2021 va in scena la manifestazione leader mondiale dell’hospitality

Sarà ancora una volta la vocazione all’internazionalizzazione a fare di Hostmilano 2021 l’appuntamento irrinunciabile a livello mondiale per tutti gli attori della filiera Ho.Re.Ca. Un ruolo, quello di hub dell’equipment globale, che la manifestazione di Fiera Milano ha confermato una volta di più con l’edizione chiusasi lo scorso ottobre.

 

Eros Casula

Lavora nel mondo IT da quasi 22 anni, dal 1998 al 2002 ha lavorato per multinazionali IT e caseari ricoprendo il ruolo di project manager, dal 2002 a oggi è libero professionista.

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