Monini pianterà 1 milione di olivi nell’Italia centrale. 25 milioni per la sostenibilità e la CSR

Maggio 2020. Cento anni di storia, dieci per scrivere un nuovo futuro. Questa l’ispirazione con cui Maria Flora e Zefferino Monini, terza generazione della famiglia alla guida dell’omonima azienda, presentano il “Piano di Sostenibilità 2020 – 2030”, cuore delle iniziative con cui l’impresa spoletina, che ha fatto conoscere l’extravergine all’Italia, celebra il suo primo secolo di vita.
Un piano corale, che parte dalla terra e arriva all’educazione alimentare, concreto e tangibile anche sotto il profilo economico: già investiti oltre 10 milioni di euro, che diventeranno circa 25 milioni entro il 2030.

NEL SEGNO del 10

  • Creare un “polmone verde” nel cuore dell’Italia da 1 milione di olivi. Un'operazione "eco" (assorbimento 50 mila tonnellate CO2), ma anche produttivo-economica, perché aumenta la disponibilità di olio di qualità realmente italiano.
  • Coltivare il 100% degli oliveti italiani di proprietà ad agricoltura integrata o biologica, con sistemi di irrigazione di precisione.
  • Adottare nell’anno del Centenario 100 mila api e rafforzare progressivamente l’impegno per la salvaguardia di queste sentinelle della biodiversità.
  • Certificare il 100% dei suoi prodotti di origine italiana secondo i criteri del Consorzio Alta Qualità CEQ, che definiscono regole precise per tutte le fasi di produzione, garantendo una qualità superiore del prodotto, in primis sotto il profilo nutraceutico.
  • Tracciare il 100% dei suoi extravergine italiani grazie alla tecnologia blockchain.
  • Affiancare all’utilizzo di materiale riciclato per il 100% delle bottiglie in vetro verde una ricerca sul packaging per la creazione di una confezione innovativa, leggera e sostenibile.
  • Garantire un sostegno di 10 anni alla ricerca scientifica.
  • Educare 1 milione di studenti a una corretta cultura alimentare.
Eros Casula

Lavora nel mondo IT da quasi 22 anni, dal 1998 al 2002 ha lavorato per multinazionali IT e caseari ricoprendo il ruolo di project manager, dal 2002 a oggi è libero professionista.

2 commenti
  1. Una cosa bellissima se effettivamente è fatta come descritto. La mia bella Umbria ne ha bisogno e spero tanto possa realizzarsi al meglio.

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