Conad-Auchan: troppi plaudenti, troppi silenzi, troppi interessi. Manca la trasparenza e la verità

Maggio 2020. I maggiori sociologi e consulenti dicono che adesso e dopo il #coronavirus serve trasparenza e verità nella comunicazione. Concordiamo e teniamo questo assunto di base per fare alcuni ragionamenti.

  1. Nell’acquisizione di Auchan da parte di Conad abbiamo più volte scritto che Conad avrebbe vinto, ci sono in ballo molti interessi, economici e sociali e politici. E nello scriverne siamo stati felici di questo, a patto che ci fosse trasparenza e verità
  2. La Cisl-Fisascat ha firmato al Ministero del Lavoro un accordo che il segretario Vincenzo Dell’Orefice definisce buono, come del resto i funzionari e politici del Ministero stesso. Dell’Orefice si è rammaricato più volte che Uil e Cgil non abbiano firmato congiuntamente in toto l’accordo.
  3. La pubblicità di Conad ha continuato per tutti questi mesi a ripetere il concetto di Comunità. Un concetto bellissimo a patto che la Comunità Conad si riconosca nel concetto di Comunità del Retail e quindi dell’economia del Paese, dove serve appunto verità e trasparenza nella comunicazione.
  4. La comunicazione dello sviluppo dell’acquisizione di Auchan è quasi nulla: i giornali di carta e on line e televisivi non la seguono (contrariamente ad altri casi) forse per paura di perdere gli investimenti pubblicitari e gli inviti rivolti a Francesco Pugliese per partecipare ai convegni. Forse, non sappiamo, però è un fatto strano.

Scrive la Fisascat: “Sono circa 900 i lavoratori ex Auchan che ad oggi hanno aderito ai percorsi di risoluzione non oppositiva ed incentiva dei rapporti di lavoro stabiliti dalle intese sottoscritte dalla Fisascat Cisl e dalla direzione di Margherita Distribuzione SpA. E’ quanto segnalato dalla direzione societaria nella riunione con la categoria cislina convocata in modalità videoconferenza in presenza, tra gli altri, del segretario nazionale Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice… Sulle fuoriuscite assistite economicamente del personale delle funzioni centrali e sulle prenotazioni degli incentivi da parte di quanti lavorano presso la rete commerciale – ha aggiunto il sindacalista – iniziano a scorgersi dei primi incoraggianti segnali in termini di gradimento, ma il mese di giungo ci dirà meglio quale sia effettivamente il livello di risposta delle lavoratrici e dei lavoratori». «Le ricollocazioni, nonostante la fase complessa che l’intero comparto sta affrontando, iniziano a concretizzarsi – ha concluso il sindacalista - non possiamo ancora ritenerci soddisfatti, molto è il lavoro ancora da fare per offrire una prospettiva credibile di continuità occupazionale… Dal versante delle ricollocazioni i primi 100 posti di lavoro resi disponibili dal sistema Conad sono da ascriversi al bonus di 5mila euro a titolo di sostegno economico per la rioccupazione a carico di Margherita Distribuzione”. “Pronti al confronto sulla #Cigd ma non si arretra su garanzie per i lavoratori”.

  1. Se su circa 800 persone delle sedi escono con incentivo in 200, Margherita-Conad dovrebbe aver risparmiato in incentivi e stipendi visto il ricorso alla cig. Conad, dice Dell’Orefice, assorbe 100 collaboratori, ma di quali siti, degli ipermercati, dei supermercati, delle sedi Margherita Distribuzione? Sono circa 760 i collaboratori di sede coinvolti nella cigd meno i 200 tra usciti o che usciranno prossimamente, rimarrebbero 560 addetti di varie funzioni e anche se fossero meno il ragionamento non cambia. Se Conad ne assorbe 100 è circa il 18% del totale. E gli altri?
  2. Dove saranno collocati i 100 di cui parla Dell’Orefice? Se ci fosse trasparenza e verità sia da parte di Conad e della Cisl, si dovrebbe sapere dove dovrebbero essere ricollocati, uno per uno. Ho letto comunicati, diversi articoli di giornali locali ma non sembra che ci siano indicazioni sulla ricollocazione. Conad su questo tace.
  3. Nel frattempo Conad riduce le metrature praticamente a tutti gli ex ipermercati Auchan e non fa cenno a una programmazione reale di ricollocazioni dell’ex personale Auchan verso i retailer terzi che affitteranno gli spazi lasciati da Conad e che sono già indicati dallo sviluppatore Collier International.

Il parere di retailWatch

L’acquisizione di Auchan da parte di Conad e Wrm non è un fatto privato fra alcune aziende. È un fatto pubblico che riguarda l’economia italiana per gli interessi economici in gioco e per il numero di persone coinvolte. Ci vuole trasparenza e verità. Non basta dire che ha ragione la sottosegretaria del Ministero Francesca Puglisi che ha siglato gli accordi e che ben si guarda di entrare nel dettaglio. La Comunità di Conad riguarda ovviamente i soci di Conad e i dirigenti nazionali e locali, il personale di tutti i livelli, sedi e negozi, i fornitori e i sub fornitori, le aziende dei servizi, la politica. Ma mi permetto di dire che riguarda anche i giornalisti che devono fare il loro mestiere e non hanno informazioni di contesto e particolari per seguire lo sviluppo. A tutta la Comunità allargata serve verità e trasparenza. Che, dispiace dirlo, non c’è affatto. I public relation diretti e indiretti messi in campo da Conad stringono le spalle alle domande, come del resto l’Ad Francesco Pugliese. Non sarebbe meglio rispondere alle domande piuttosto che ritwittare comunicati stampa di parte?

Alla fine della fiera, cioè quest’anno, Conad avrà inglobato gli Auchan e annessi. Abbiamo tifato per una soluzione finale che tenesse conto degli interessi di tutti, lavoratori compresi. Ma se non c’è trasparenza come si fa ad essere felici di questa conclusione?

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

21 commenti
  1. …che triste epilogo…..una unica considerazione: ma quei simpaticoni dei francesi che hanno massacrato una bellissima azienda..ne escono indenni?

  2. Con preghiera di pubblicazione

    Gentile Dott. Rubinelli,

    ho letto con attenzione, come sempre, il suo articolo apparso su Retailwatch dal titolo “Conad-Auchan: troppi plaudenti, troppi silenzi, troppi interessi. Manca la trasparenza e la verità” di oggi, 28 maggio 2020, dal quale mi permetto di dissentire, in quanto offre una ricostruzione, per quanto legittima, eccessivamente scollegata dalla realtà, quantomeno rispetto alla parte relativa all’andamento delle fuoriuscite – con incentivazione – del personale di Margherita Distribuzione SpA e delle disponibilità “assuntive” dichiarate dal mondo Conad.

    In particolare, ritengo scorretto il riferimento volto a far intendere che la condotta della mia organizzazione non sia trasparente (“… e ci fosse trasparenza e verità sia da parte di Conad e della Cisl, si dovrebbe sapere dove dovrebbero essere ricollocati, uno per uno”) in relazione alla ricollocazione di parte del personale ritenuto in esubero presso Conad.

    I primi 100 posti messi a disposizione da Conad saranno oggetto del lavoro della cabina di regia (costituita da esperti di R.U. sia di Margherita Distribuzione che di Conad) che dovrà riunirsi nei prossimi giorni e, in quella sede, si opererà il primo matching fra tale domanda e le disponibilità in termini di profili professionali espressa da MD.

    Come Fisascat-Cisl abbiamo chiesto ai rappresentanti di Margherita Distribuzione SpA non solo di conoscere a breve dove siano ubicati questi primi 100 posti (e speriamo che altri ne arrivino presto), ma anche le condizioni orarie e contrattuali che coloro i quali si sono dichiararti disponibili ad assumere proporranno ai lavoratori: variabili, queste, come immaginerà, non proprio trascurabili per i dipendenti interessati.

    Le ricollocazioni presso Conad, almeno per la mia O.S., sono un elemento essenziale per contribuire a relativizzare il più possibile le ricadute sociali negative di questa complessa operazione, che è, insieme, di cessione e di ristrutturazione; non siamo stati e mai saremo “plaudenti” ed acritici tifosi di alcuno, ma esclusivamente attori negoziali solleciti, soprattutto, nel richiedere coerenza a chi, sottoscrivendo con noi le intese, si è impegnato a ricercare delle soluzioni occupazionali alternative per quanti, altrimenti, verrebbero lasciati soli di fronte al rischio certo della disoccupazione involontaria.

    Le intese sindacali da noi sottoscritte con Margherita Distribuzione SpA e con ANCD-CONAD, anche in ordine ai percorsi di ricollocazione, non prevedono riti esoterici, né parti opache e neanche sono state stese con inchiostro simpatico, provano, modestamente, a dare qualche soluzione ad una vertenza che, se gestita altrimenti e in maniera unilaterale da parte dell’azienda, avrebbe comportato per le lavoratrici ed i lavoratori che noi rappresentiamo condizioni peggiorative rispetto a quelle oggi praticate in forza di esse (un esempio probabilmente banale: prima dei nostri accordi, dalle sedi, chi voleva fuoriuscire si vedeva corrispondere come incentivo 7,5 mensilità; in forza di quanto abbiamo sottoscritto come Fisascat-Cisl, chi esce oggi se ne va con importi ben più onorevoli).

    Sappiamo che va fatto ancora tanto, anzi tantissimo, che ci si potrà dichiarare soddisfatti unicamente quando e se, sede per sede e negozio per negozio, si sarà fatto di tutto per dare risposte (quelle realistiche, però) alle lavoratrici ed ai lavoratori coinvolti; proprio per questo nessuno può accostarci alla categoria dei plaudenti: noi siamo soliti stare in campo e fare la nostra partita.

    Cordialmente,

    Vincenzo Dell’Orefice – Segretario Nazionale Fisascat

    1. Caro Dell’Orefice, la ringrazio per la sua garbata lettera. Deve sapere che sin dall’inizio ho parteggiato per un accordo leale e fattivo e l’ho scritto più volte, leale verso il Conad e Francesco Pugliese e il sindacato, che apprezzo a prescindere. Secondo me c’è un problema di comunicazione, scarsa e non continua, da parte sia di Conad sia vostra. Eppure leggo tutti i vostri comunicati. Non c’è traccia di come farete in pratica a risolvere il problema di ricollocamento di 3.000 persone (il tavolo comune non credo sia sufficiente), soprattutto adesso che il retail non food è in crisi nera. Sarà difficile affittare le parti di ipermercato di Conad in affitto e soprattutto sarà difficile, parere personale, che i retailer non food si prenderanno in carico i lavoratori ex Auchan, visto che ne avranno loro stessi in esubero. La domanda che rivolgo a lei e a #FrancescoPugliese è questa: come farete, cosa farete, quando lo farete, visto che avete un tavolo comune? Non sarebbe meglio ritrovare l’unità sindacale con Uil e Cgil, visto il brutto momento. Ecco, mi scusi Dell’Orefice, queste sono le domande e le risposte non arrivano nè da lei nè da Pugliese. Lo so che non ho nulla a che fare con il sindacato, ma faccio il giornalista e il mio compito è fare domande indagare e scrivere, non faccio parte dei plaudenti. Con stima Luigi Rubinelli

  3. Il “gradimento” citato da Dell’Orefice nasconde una verità più scomoda. I lavoratori più fragili destinati ad una disoccupazione cronica “non gradiscono” ma “subiscono” l’assenza di un piano di ricollocazioni e nessuna alternativa concreta all’accettazione del licenziamento.

  4. La mancanza di informazioni sull’eventuale piano di ricollocazioni genera sconforto nelle persone e di conseguenza l’accettazione del licenziamento diventa una soluzione penalizzante ma liberatoria.
    Bisogna avere la capacità di leggere la vicenda con due viste diverse. Una è la realizzazione di un piano imprenditoriale, l’altra sono le conseguenze sulle persone e le loro famiglie.

    1. Concordo, giusto. E’ quello però che dovrebbe fare anche Conad nel promulgare il suo concept di Comunità. Non le pare? Pensi un pò che anch’io faccio parte della Comunità di Conad, visto che sono cliente da diversi anni. E, francamente, è quello che mi aspetto che Conad faccia: trovare una soluzione giusta ed equa, che vada oltre l’acquisizione e il conto economico, che tenga conto della comunità degli ex Auchan, adesso Comunità Conad a tutti gli effetti. Altrimenti che senso ha la comunicazione di questi mesi?

      1. Le sue parole sono di conforto per la dignità calpestata di chi si è trovato involontariamente in questa tempesta. Purtroppo lo stesso concetto lo abbiamo espresso più e più volte, probabimente non con i modi e con le leve giuste, ma inutilmente. Le aggiungo che per me è sempre stato fastidioso fare riferimento ai principi sbandierati nei claim. Perché hanno un obiettivo esclusivo di marketing e non di principi fondanti ed etici dell’azienda. E’ quindi quello che rimane importante è non fare diventare invisibili chi appartiene alla parte più debole di questa vicenda mantenendo su di loro i riflettori accesi. E per farlo bisogna spostare il focus dalla realizzazione dei progetti Conad e puntarlo sulle scorie che sta lasciando nella comunità. Mi dirà che sono un idealista e che le aziende e l’economia non vanno avanti così, eppure io continuo a credere che un azienda è tanto più forte quanto più riesce a tutelare le sue risorse, senza abbandonare nessuno. Perché avrà sempre il sostegno dei lavoratori e quello delle comunità in cui opera. Grazie sempre per la sua attenzione e sensibilità.

  5. Sono un quadro aziendale di sede che opterà per l’ uscita volontaria incentivata anche perché non c’è altra alternativa .
    La responsabilità del crollo di Auchan – Sma è chiaramente del gruppo francese guidato dalla famiglia Mulliez, che in tutta tranquillità ha lasciato l’ Italia senza assumersi alcun onere del disastro commesso .
    Sono francesi, per loro eravamo territorio di conquista, come è tipico loro, sono arrivati con baldanza e sicumera, prendendo legnate sui denti e ritirandosi in modo non dignitoso lasciando sul campo la zavorra, cioè noi persone.
    Il governo zitto !!!
    Conad è arrivata, molte persone delle sedi sono state assunte dalle cooperative, sono state impegnate nella conversione dei negozi e qualche giorno prima dello scadere dei 6 mesi di prova lasciate a casa con la scusa che non avevano capito il mondo Conad .
    Personalmente sono molto deluso da questo comportamento, ma si sa, il denaro viene prima dell’etica, anche se a parole si lancia il messaggio opposto.
    Trovare chi è stato meno chiaro ha poco senso ormai, siamo italiani , e in questa vicenda ognuno ha dato il peggio di sé, sono emerse non le virtù ma i nostri atavici vizi .

  6. Faccio parte di quella rete ex Auchan, oggi MD, che nei prossimi mesi si appresta a passare sotto il controllo di qualche cooperativa Conad. In questi 12 mesi ho letto di tutto su questa vicenda, ma mi amareggia non aver letto nemmeno 2 righe sul sistema illegale Conad, ossia su come questa azienda faccia lavorare risorse 12h al gg per 6 gg alla settimana, anche 7 gg a volte, su come si eludono controlli di tipo sanitario in barba a qualsiasi norma. Tutto ciò e’ gia’ una realtà nel mondo Conad, e sta diventando una brutta scoperta per alcuni colleghi che hanno cambiato casacca ultimamente. Quando ci e’ stato detto che il ns gruppo avrebbe passato il testimone ad un gruppo Italiano, ci sembrava la fine di un incubo durato anni di strategie non andate a buon fine, ma non ci aspettavamo tale amara realtà. Dietro Conad ci sono una miriade di piccoli imprenditori, ex bottegai, come dice Pugliese, che continuano a lavorare con lo stesso stile, al limite della legge. E questa sarebbe la grande azienda che ci riempie la testa di pubblicità ogni minuto? Mi domando, dove sono i sindacati? Dov’e’ lo stato? Tutti sanno e fanno finta di non vedere, perché forse è meglio questo ad una compravendita che non va a buon fine. Dire che Conad metta le persone al centro del proprio sistema mi sembra inverosimile, le mette al centro, sia dipendenti che fornitori, ma per spremerli per bene, l’unico interesse di questa azienda è il dio Denaro, a qualunque costo.

  7. Vorrei cogliere l’occasione per fare un ‘ amara riflessione. Infatti la vertenza Auchan-Conad mi ha offerto la possibilità di realizzare quanto la Stampa italiana e il Giornalismo siano asserviti ai poteri economici e politici.
    Infatti, da quando a questione Auchan-Conad è diventata di dominio pubblico si è assistito ad un aumento (sospetto) esponenziale dei messaggi pubblicitari sia sulla carta stampata che sulle reti televisive pubbliche e private da parte di Conad((il famigerato “Le persone oltre le cose” sembra quasi uno sberleffo) a cui è seguito un silenzio tombale, a parte qualche giornale locale, da parte delle grandi testate giornalistiche (Repubblica, Corriere della Sera ecc. ecc.) delle trasmissioni televisive “di denuncia” dove venivano pubblicate o trasmessi i messaggi pubblicitari . E’ stato sicuramente più semplice e di maggiore impatto emotivo e mediatico rivolgere l’attenzione alle vertenze, meritevoli anch’esse di attenzione, Whirlpool(300dipendenti ca.) o Jabil(150 dipendenti ca.) piuttosto che la questione Auchan (quasi 15000 dipendenti) a causa degli interessi economici in ballo. Tutto ciò mi fa pensare che i dipendenti ancora in esubero di Auchan si trasformeranno in desaparecidos grazie anche alla complicità del libero giornalismo.

  8. Complimenti a Dell’ Orefice che ha ancora il coraggio di parlare di “cabina di regia”.
    Adesso che l’azienda è già stata spolpata? Adesso che centinaia di seri professionisti non hanno scelto hanno DOVUTO accettare l’ incentivo e quindi la mobilità VOLONTARIA, visto che per loro non c’era alcun futuro lavorativo. Ma basta con questa farsa, basta parlare in politichese…siete in perfetta linea con la nostra politica: DILETTANTI ALLO SBARAGLIO!!!
    Grazie Vincenzo Dell’ Orefice.

  9. Il titolo dell’articolo (e il suo relativo contenuto) sono ineccepibili, quindi tanto di cappello al Dott. Rubinelli che ci mette la faccia. E’ evidente che gli interessi in ballo siano molti, questo spiega il motivo per cui i mass media abbiano sorvolato la questione esuberi di Auchan. Sicuramente i francesi negli ultimi 8 anni non hanno più azzeccato una strategia commerciale giusta, vuoi dal fallimento del progetto Simply, vuoi dalla ridefinizione del no food negli Auchan, vuoi per la comunicazione poco efficace. Dispiace per la private label Auchan perché era ben studiata e calibrata a mio avviso.
    Considerando che sono ancora presenti in Italia con Leroy Merlin, Decathlon e Ceetrus, probabilmente avrebbero potuto decidere diversamente, anziché mandare al macero Auchan Retail Italia.
    Ricordo la situazione Billa/Standa, Rewe decide di chiudere Billa Italia, vende tutto a Conad, alcuni mesi dopo la riconversione alcuni PdV cessano l’attività.

  10. Sono andata questa settimana all’ex Auchan di Vimodrone…. che tristezza, scaffali semivuoti, reparti chiusi, vedi pescheria, salumeria, panetteria, oltre al reparto riguardante la tecnologia, telefonia ecc. Veramente desolante. Esperienza che sicuramente non ripeterò

  11. Hanno già iniziato di spostare i dipendenti da un punto vendita in un altro. Calcolando perfidamente che la distanza non supera i 50 km. Cosi 15 persone sono state trasferite il 26. maggio 2020 da Roncadelle (BS) a Lumezzane (BS) se tutto va bene 50 minuti con l’auto! Come hanno fatto questi subdoli personaggi, gli hanno chiamati a fare la visita medica e poi gli hanno presentato la lettera per il trasferimento. Notare, sono tutte persone con la residenza abitativa più lontana possibile da Lumezzane. Sistemi anni 70, vergognoso!

  12. Grazie Dott Rubinelli …. “l’operazione è perfettamente riuscita ma il paziente è morto” questo il senso di quando sta accadendo al dipendente Auchan liquidato con incentivo. Tutti vantano lo sforzo profuso per salvare Auchan … CISL #1 e in silenzio al suo fianco il mitico Pugliese che ha pianificato nei minimi particolari l’operazione curandosi di massificare spot pubblicitari (quanti milioni di€ sono stati spesi a riguardo?) per ammansire qualsiasi TV dal riportare un po’ di notizie su quanto stava accadendo e glorificare agli occhi di clienti ignari la santità la benevolenza la bontà di Conad. Se vogliamo parlare di TRASPARENZA si potrebbe cominciare da qui. Non le pare? E stiamo ancora aspettando delucidazioni da parte di Pugliese!

  13. https://www.retailwatch.it/2020/05/28/retail/conad-auchan-troppi-plaudenti-troppi-silenzi-troppi-interessi-manca-la-trasparenza-e-la-verita/

    Condivido al 100% il pensiero di Rubinelli, che conosco personalmente per i miei 25 anni di lavoro nella GDO……
    Nella vicenda Conad / Auchan ci sono molti “lati oscuri “, ma non credo che saranno mai svelati….
    Solo il fatto che se misurassimo i volumi pubblicitari di Conad sulle reti Rai ci verrebbe da riflettere , ci può far capire che non sarà certo l’emittente pubblica a svelarci i punti bui della vicenda…..
    Purtroppo i manager italiani di Auchan non sono stati all’altezza.
    E Conad non ha esperienza di gestione di aziende multicanale centralizzate.

    È una cooperativa di soci….

    Pertanto prima che i dipendenti ed i clienti, come dice la pubblicità , vengono i soci…

    Non è un delitto, è lo stato delle cose.

    Non dobbiamo scandalizzarci, solo prendere atto che il mondo economico di oggi, tende a giustificare chi, come un avvoltoio sulla sua preda tende naturalmente a trarne il massimo beneficio, cosi Conad farà prima i suoi interessi e non quelli dei dipendenti.
    In una società del profitto è naturale….

    Specialmente se i sindacati rivestono un ruolo prettamente politico e di reale tutela sindacale dei lavoratori, ormai da anni sono palesemente distanti….

    Ma tanto, tranne che agli ex 18000 dipendenti Auchan , a chi intetessa questa vicenda ????

    Grazie della franchezza , dott. RUBINELLI !

  14. Onore a Lei Rubinelli per quanto ha scritto, purtroppo questa vicenda racchiude i principali difetti , ormai incancreniti, dello scenario economico italiano:

    Prevalenza di Prenditori e non imprenditori, abituati a socializzare le perdite e privatizzare i profitti;
    Sindacati scandalosi e disuniti;
    Stampa servile e/o perlomeno poco attenta;
    Governo assente o quasi.

    Auguri Italia…

  15. Grazie Dr. Rubinelli,
    per tenere sempre acceso un lume su questa brutta storia, è l’unico che lo fa con attenzione e imparzialità.
    Ormai è chiaro che al resto della carta stampata e delle tv non interessa, troppi interessi in ballo.
    Tante domande che ci siamo posti anche noi senza risposte.
    Ancora tanti dubbi che, dopo un anno di incontri, dovevano ormai essere spariti.
    Eppure sono li e rimangono sulla carta, possibile che chi è al “tavolo” non li ha?
    Chi dopo un anno dovrebbe battere i pugni e spingere sull’acceleratore continua ad andare a passo d’uomo, logorando lo stato d’animo di tutti i lavoratori senza un futuro e con costi a carico delle casse pubbliche almeno per 24 mesi.
    E si dimenticano di tutti i lavoratori, in bilico, dei pdv già trasferiti alle cooperative/consorzi Conad, agli imprenditori locali, a terzi e la crisi dell’indotto, ma questi numeri non vengono più conteggiati perché non più sotto Margherita Distribuzione.
    Chiaro il disegno dell’azienda che si “nasconde” dietro alla cigs e alla cigd annunciando che saranno prolungate.
    Deludente che non si pretende una mappatura di tutte le superfici e delle riduzioni degli iper (causeranno per logica nuovi esuberi). Assente al tavolo la parte immobiliare di BDC, rimasta sempre dietro le quinte ad incassare gli affitti, nessun impegno serio per il ricollocamento presso queste aziende che andranno ad occupare gli spazi liberati.
    Sconfortante gli interventi delle istituzioni nazionali e regionali, ancora oggi sottovalutata questa operazione, cosi pure l’assenza di diversi Comuni.
    Eppure stiamo parlando di un’importante crisi occupazionale.
    Troppi silenzi da troppo tempo, troppo di tutto
    Una bruttissima pagina aziendale, sindacale, politica.
    Grazie per essere presente, cordialmente.
    Burini

  16. Oggi è il 15-6. Di cose ne sono successe molte.
    Nessun aggiornamento? Tutto ciò che scrive Dell’orefice è aria fritta. Non si è verificato niente di ciò che diceva il 28-5.

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