I plinti sono la croce degli architetti e dei visual merchandiser. Guardate cosa fa Alì/Selex

Giugno 2020. Chi progetta o ristruttura supermercati (e tutte le tipologie di vendita, soprattutto in ambiente residenziale) ha una bestia nera che si chiama plinto. I plinti ci sono (forse non per Esselunga e la direzione che sovraintende al layout, che sa distribuirli) e non si possono ovviamente spostare. Nel disegno del layout sono loro a distribuire lo spazio. In genere sono visti come un ostacolo. Qualche retailer invece li vede come un ostacolo superabile e anche una opportunità.

Riguardavo il negozio di Alì-Trader Joe’s (Gruppo Selex) a Bologna e a come architetto e visual merchandiser hanno capito che era una opportunità.

Guardate il plinto vicino ai sughi nel supermercato di Bologna di Alì. È stata un’occasione per spiegare il prodotto, la produzione e le sue valenze merceologiche e nutrizionali.

Lo stesso ha fatto per altri plinti.

Guardate l’estensione del lineare delle spezie e la messa in scena dello zafferano.

È proprio la dimostrazione dell’assunto: un problema è anche una opportunità.

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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