Nonostante il #coronavirus Fairtarde chiuderà in modo sostenibile anche il 2020. Perché?

Giugno 2020. 320 milioni di euro è quanto gli italiani hanno speso nel 2019 per acquistare prodotti contenenti almeno un ingrediente Fairtrade. A fronte di tale spesa è corrisposto un trasferimento di 2,5 milioni di euro sotto forma di Premio alle organizzazioni di Asia, Africa e America Latina: il Premio rappresenta infatti un margine di guadagno che organizzazioni di agricoltori e lavoratori ricevono per avviare progetti di emancipazione delle comunità o per investimenti produttivi. In sostanza rispetto ad ogni prodotto Fairtrade acquistato, una percentuale viene corrisposta alle organizzazioni sotto forma di Premio. A ciò si aggiunge il Prezzo Fairtrade, ovvero le organizzazioni del circuito beneficiano di un prezzo stabile per le vendite dei loro prodotti, indipendente dalle fluttuazioni di mercato, che funge da rete di salvataggio in caso di crollo del mercato delle materie prime sul mercato internazionale.

La grande crescita del cacao. Il 2019 ha visto una notevole espansione delle vendite di fave di cacao (+40% sul 2018 pari a 6.086 milioni di tonnellate), e il suo utilizzo in diverse tipologie di prodotti, con un significativo ampliamento della gamma. Importante a questo proposito l’impegno di Coop Italia che già negli anni ha esteso l’uso del cacao alla gran parte del cioccolato a suo marchio, crema spalmabile, cereali per la prima colazione, preparati per dolci, e che con la fine del 2019 ha avviato il progetto di conversione di numerosi prodotti come biscotti, wafer, prodotti da ricorrenze e merendine a Marchio di Ingrediente Fairtrade. Notevole anche l’impegno che Lidl Italia sta portando avanti da diversi anni su un assortimento che vanta decine di tavolette e cioccolatini, ma anche cereali e referenze legate alle ricorrenze pasquali e natalizie.

Banane primo prodotto per volumi; il caffè resiste. Le banane si confermano il primo prodotto per volumi (15.962 tonnellate): +2% sul 2018, ma se si considerano gli ultimi 5 anni le vendite sono raddoppiate. Il canale retail copre l’85% della loro distribuzione. Per quello che riguarda invece il caffè, le 871 tonnellate di caffè verde vendute nel 2019 fanno registrare un +3% sul 2018. Ad oggi preoccupa la situazione per i primi mesi del 2020, vista l’importanza che ricopre il settore dei consumi fuori casa.

“Il 2019 conferma una crescita solida dei prodotti Fairtrade, in linea con quanto avvenuto negli anni precedenti. Anche in questi mesi particolarmente difficili la crescente consapevolezza e solidarietà dei consumatori, le solide partnership con le aziende e con la distribuzione italiana, ma soprattutto un modello economico e commerciale che valorizza il ruolo fondamentale degli agricoltori e delle buone pratiche agricole, ci consentono di guardare con ottimismo al futuro” ha dichiarato Thomas Zulian, Direttore commerciale di Fairtrade Italia.

Fairtrade lavora per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Nel report si analizza anche un campione di circa 100 produttori Fairtrade di cacao, zucchero e banane, fornitori delle filiere italiane, per indagare come è stato utilizzato il Premio. Su un valore complessivo di quasi 41 milioni di euro di Premio Fairtrade (che tuttavia è ricavato dalle vendite in tutti i mercati, non solo quello italiano) emerge che circa due terzi degli investimenti rientrano nel quadro dell’Obiettivo 2 “Fame zero” delle Nazioni Unite, Obiettivo che comprende la promozione dell’agricoltura sostenibile. Con ciò si intende che gli agricoltori hanno utilizzato il Premio per investimenti nelle organizzazioni, come la realizzazione di strutture per il controllo qualità, l’installazione di impianti per lavorazioni aggiuntive, risorse umane, e altri servizi ai soci. Un altro 25% degli investimenti del Premio rientra invece nelle attività legate all’Obiettivo 2 “Povertà zero”, rispetto al quale Fairtrade ha offerto pagamenti ai soci per affrontare emergenze o disastri naturali, o ha aumentato il prezzo riconosciuto agli agricoltori.

Cresce il numero degli operatori e delle referenze. Infine, sale il numero degli operatori in Italia (aziende e trader) che fanno parte del circuito: dai 130 del 2014, nel 2019 se ne registrano 234. Altrettanto ad oggi si contano all’incirca 1900 tipologie di prodotti che recano uno dei Marchi Fairtrade.

“Focalizzare l’attenzione sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in corrispondenza del nostro lavoro mette in luce come il nostro sistema rende nel concreto le filiere più resilienti. E questo è un grande vantaggio sia per i produttori, che possono beneficiare di migliori trattamenti, sia per le aziende, perché lavorare con organizzazioni più strutturate significa lavorare meglio, anche in tempi di crisi globale come quella che stiamo vivendo ora. A nostro avviso è proprio da qui che è necessario ripartire per pensare il futuro dell’economia” ha dichiarato Paolo Pastore, Direttore generale di Fairtrade Italia.

Il prezzo dei prodotti di Faitrade risponde a questi concetti:

  1. Innanzitutto al Cost of sustainable production, e significa:
  2. Prezzo all’origine sul campo,
  3. Prezzo del mercato di riferimento,
  4. Prezzo delle materie prime,

ma anche:

  1. Prezzo del prodotto premium,
  2. Prefinanziamento alle comunità di riferimento,
  3. Distinzione delle aree di produzione (forbice fra coltivazione in montagna versus coltivazione in pianura),
  4. Valore della produzione,
  5. Salute delle persone delle comunità.

Quindi il prezzo è una articolazione della sostenibilità

Eros Casula

Lavora nel mondo IT da quasi 22 anni, dal 1998 al 2002 ha lavorato per multinazionali IT e caseari ricoprendo il ruolo di project manager, dal 2002 a oggi è libero professionista.

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