Ancora su Auchan-Conad: ci vuole più trasparenza, soprattutto dopo il #coronavirus

Luglio 2020. La questione Auchan-Conad si sta avviando lentamente verso la fine, ma in modo amaro e sempre più nervoso.

  1. Improvvisamente, dopo mesi di silenzio, rientrano sulla scena FilcamsCgil e UilTucs che avevano lasciato la visibilità alla sola Cisl, unica firmataria degli accordi ministeriali con Margherita Distribuzione. In Sicilia, come in altre piazze, i rapporti sindacali Margherita-Os non sono idilliaci, anzi. Cgil e Uil locali avevano chiesto un incontro, denunciando irregolarità da parte di Margherita, ma sono state stoppate dal ricorso dei Nazionali al Ministero del Lavoro. Probabilmente l’incontro non ci sarebbe stato, ma la scorciatoia per il Ministero, ha tagliato la strada ai rappresentanti siciliani. Con ogni probabilità si stanno sviluppando inquietudini con ripercussioni sul lavoro, che i sindacati farebbero bene a tenere sotto controllo, sia nelle riconversioni delle reti sia nell’attesa che i singoli negozi siano convertiti o ceduti. Di certo queste inquietudini non possono arrivare ai clienti dei negozi, fornendo un servizio sottotono o addirittura nullo…
  2. Nel frattempo Fisascat Cisl ha reso noto che un centinaio e più di persone fra rete e sedi saranno integrati nelle cooperative Conad. Questa la disponibilità: 10 posti in Cia, 31 in Conad Centro Nord, 10 in Conad Nord Ovest, 9 in Conad Adriaticoe 47 in Pac2000a.

Pac2000a è la più munifica. Ovviamente sono già partiti i primi mugugni: saranno i soliti raccomandati, li scelgono uno per uno, e via dicendo. Probabilmente alcune di queste persone sono già entrate nelle cooperative, ma non fa nulla. 100 persone da ricollocare sono poche, forse meno del 10% di quel che dovrebbero. Bisognerebbe fare un ragionamento più ampio e rassicurare una platea di lavoratori più numerosa. Ma comunque bisognerebbe rendere pubblico l’elenco dei 100. È un problema di trasparenza. Perché non viene fatto?

  1. Il problema vero, al di là delle battaglie fra sigle sindacali, come in Sicilia, è che in mezzo ci sono i singoli lavoratori e le loro famiglie, sia quelli che hanno sottoscritto gli accordi per uscire (cosa faranno, poi?), sia quelli che stanno aspettando. Sono lavoratori preoccupati, minati nel loro orgoglio di lavoratori. Il lavoro, soprattutto in presenza di una crisi vigliacca come quella che ci sta investendo, è tutto. Lo è sempre stato, ma ancor di più oggi.
  2. Purtroppo l’incorporazione di Auchan da parte di Conad è avvenuta nel peggiore dei momenti, con l’esplosione del #coronavirus e la chiusura dei negozi non food, che hanno dovuto rinunciare a lavorare e fatturare. Ovviamente molti retailer hanno scartato l’ipotesi di assorbire parte dei lavoratori ex Auchan. Ovviamente. Come vanno conteggiati questi lavoratori? Come si chiamano, esuberi?
  3. Abbiamo più volte detto che in tutta l’operazione è mancata trasparenza, purtroppo questa mancanza continua. L’azienda ha chiesto la proroga della cassa integrazione: dovrebbe rendicontare ai lavoratori, oltre chè ai sindacati, perché e per che cosa e qual è il futuro che aspetta i singoli lavoratori, sia nelle sedi sia nelle reti. La struttura di Conad è fatta di migliaia di singoli retailer-imprenditori: l’informazione dovrebbe arrivare a ogni singolo imprenditore e quindi a ogni singolo lavoratore, per il buon nome del gruppo Conad e della sua storia e dei suoi valori.
  4. L’incorporazione di Auchan avrà degli strascichi anche dopo agosto, fino alla fine dell’anno e forse anche in futuro. Gli strascichi vanno prevenuti con la trasparenza e con l’ascolto delle persone e con le giuste misure. Gli avvocati della PWC non bastano in questa vicenda, ci vogliono anche persone di buon senso che sanno scegliere il giusto equilibrio.
  5. Unica nota di colore, un po' buffa: un sindacalista mette i like alle aperture di nuovi negozi che Conad sta facendo. Forse più che lo spettatore e il consumatore dovrebbe fare il sindacalista…
Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

1 commento
  1. Purtroppo i singoli da Lei citati perderanno lo status di lavoratori ed andranno ad ingrossare le fila dei disoccupati. Da quel momento diventeranno invisibili. Non tutti ovviamente ma una parte consistente. Basta spostare il punto di ripresa della telecamera ed ecco che ciò che dai più è visto come sacrificio necessario diventa dramma della persona e della sua famiglia.
    Grazie per la costanza a mantenere i riflettori accesi.

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