Cosa preoccupa la business community, IDM e GDO. Perché il futuro è complesso.

Settembre 2020. Rem, l’Istituto economico dell’Università di Piacenza, diretto dal professor Daniele Fornari, ha interrogato un numero significativo di manager delle imprese di IDM e GDO per prevedere cosa succederà nei prossimi tre-cinque anni.

A parte la crescita dell’e.commerce e annessi, comuni ai due blocchi del comparto, IDM e GDO, conviene vedere l’attuale cantiere di lavoro che proseguirà nel tempo.

Nell’ordine, in generale:

  1. Crisi delle grandi strutture,
  2. Rilancio della prossimità,
  3. Crescita delle MDD, le marche del distributore,
  4. Crescita del discount.

Per il retail e anche per i brand:

  1. Downgrading degli acquisti,
  2. Meno shopping mission,
  3. Meno tempo nel pdv,
  4. Maggiore pressione promozionale,
  5. Riduzione prodotti premium,
  6. Rivedere gli assortimenti,
  7. Meno profondità assortimenti,
  8. Alzare i margini commerciali,
  9. Ridurre i prezzi a scaffale,
  10. Più drogheria,
  11. Meno acquisti di impulso.

De segnalare:

  1. Integrarsi a monte (per i retailer),
  2. Integrarsi a valle (per l’IDM).

Entrambi questi punti sono importantissimi e se si verificassero sarebbe una bella novità per il settore perché, ad oggi, l’unico retailer che si è integrato a monte è stato Esselunga che di fatto è anche un produttore a tutti gli effetti.

Rimane il fatto che la fotografia-scenario fatta da REM segnali ancora una volta l’importanza del pdv, delle operazioni e soprattutto delle scelte da prendere, alcune delle quali sono solo abbozzate.

Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

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