Chi sono e cosa stanno facendo le web soft company nel mondo e in Italia secondo Mediobanca

Ottobre 2020. Mediobanca ha pubblicato uno studio esauriente sulle web company nel mondo e nel nostro Paese. Ecco un primo sguardo generale. Più sotto potete scaricare la ricerca completa.

Quadro generale e impatto #coronavirus

  1. Nel 2019 l’aggregato dei 25 giganti WebSoft ha segnato vendite per €1.014 mld e utili per €146 mld, occupando più di 2,2 milioni di persone nel mondo.
  2. Mercato sempre più concentrato: nel 2019 i prime tre player, Amazon, Alphabet e Microsoft rappresentano circa la metà dei ricavi aggregati WebSoft; Amazon, in prima posizione dal 2014, ne rappresenta da sola un quarto. Nel 2015-2019 è aumentato il gap tra i primi cinque operatori e gli ultimi cinque: nel 2015 la differenza di fatturato era poco superiore ai €285 mld, nel 2019 è più che raddoppiata a oltre €595 mld.
  3. Quota delle WebSoft sul totale delle multinazionali industriali mondiali nel 2019: pari all’8% del giro d’affari e al 7,1% della forza lavoro, ma sale al 15,6% degli utili e addirittura al 24,2% del valore di Borsa. Rispetto al 2015 tali incidenze sono aumentate e la variazione più rilevante ha riguardato proprio il valore di Borsa: +8 p.p. sul 2015.
  4. I giganti del WebSoft si distinguono per:

- fatturato: crescita a ritmi oltre 10 volte superiori a quelli della grande manifattura (+118,3% nel 2015-2019 rispetto al +10% delle multinazionali manifatturiere). Ulteriore accelerazione del +17% nel 1H 2020, rispetto alla contrazione del -11% della grande manifattura. La crisi provocata dalla pandemia ha influenzato in modo diverso i ricavi delle delle WebSoft: e-commerce +31,3% nel 1H 2020vs2019, Fintech +26,1%, sottoscrizione di abbonamenti +24,6% e offerta di servizi cloud +22,2%; di contro si registra una riduzione dei ricavi legati alla Sharing Mobility (-22,6%) e alle vendite online di viaggi e prenotazioni di alloggi (- 50,8%)

- occupazione: +90,6% nel 2015-2019 rispetto al +3,8% delle multinazionali manifatturiere, pari a più di un milione di occupati, quasi il doppio delle consistenze del 2015, in gran parte per crescita esterna (acquisizione di società di minori dimensioni)

- profitti netti: +24,1% l’incremento medio annuo nel 2015-2019 rispetto al +0,6% della grande manifattura; nel 2019 ogni gigante WebSoft ha mediamente prodotto circa €16 milioni di utili netti al giorno, per un totale di €480 mld di profitti cumulati nel 2015-2019. Ulteriore accelerazione dei profitti del +16,6% nel 1H 2020, con il record di €18 milioni di utili netti al giorno rispetto ai €5 milioni della grande manifattura

- valore in Borsa: +20,1% incremento medio annuo nel 2015-2019; a fine 2019 i giganti del WebSoft valevano oltre otto volte l’intera Borsa italiana e quasi il triplo di quella tedesca

  1. Redditività industriale: nel 2019 ebit margin al 16,3% rispetto al 10,9% della grande manifattura, ma in calo di 1,6 p.p. sul 2015. Nel 1H 2020 ebit margin al 16%; riduzioni in particolare per Expedia (-42,9 p.p.), Booking (-36,3 p.p.), Rakuten (-28,2 p.p.), passate in territorio negativo, e Facebook (-12,9 p.p.).
  2. Liquidità: a fine 2019 i giganti del WebSoft detenevano oltre €520 mld di liquidità, pari a circa un terzo del totale attivo (un decimo per la grande manifattura). Nel 1H 2020 la liquidità ha continuato ad aumentare a un ritmo medio di +€11 mld al mese, raggiungendo €589 mld a fine giugno 2020; parte di queste risorse (€325 mld), pari al 18% del totale attivo, è investita in titoli a breve termine, valore di gran lunga eccedente la media di una multinazionale manifatturiera (3%)
  3. Top3 growth per ricavi 1H 2020vs2019: Nintendo (+71,5%), Amazon (+33,5%) e Salesforce (+29,5%). Seguono 3 cinesi: Alibaba (+28,6%), JD.com (+28%) e Tencent (+27,9%).
  4. Redditività industriale nel 1H 2020: Oracle guida la classifica per ebit margin (39,4%), seguita da Nintendo (36,4%) e Microsoft (36,1%). Rispetto al 2019, Facebook perde la prima posizione scendendo al quarto posto (32,6%).
  5. Occupazione: Amazon, regina indiscussa per ricavi, è anche il primo «datore di lavoro» (798mila occupati nel 2019), seguita a distanza da JD.com e Microsoft Nintendo, senza debiti finanziari, è la più solida patrimonialmente a fine giugno 2020; seguono Meituan Dianping, Alphabet e Facebook Nintendo è anche la più liquida, con diponibilità al 63,6% del totale attivo a fine giugno 2020, davanti a Baidu, Booking e Microsoft.

Le filiali italiane

  1. La presenza in Italia dei giganti del WebSoft avviene tramite controllate ubicate in gran parte nelle province lombarde di Milano e Monza – Brianza, con l’eccezione di 3 società con sede a Roma (Booking.com (Italia) s.r.l., Frezza.net s.r.l. e HomeAway Italia s.r.l.), 2 con sede nella provincia di Biella (Bonprix s.r.l. e Getaline s.r.l.) e la genovese Plat.One Lab s.r.l.
  2. L’aggregato 2019 delle filiali italiane ha un fatturato di oltre €3,3 mld (pari allo 0,3% del totale WebSoft) e occupa oltre 11mila unità (pari allo 0,5% del totale WebSoft), oltre mille in più rispetto al 2018.
  3. Nel 2019 le filiali italiane dei giganti del WebSoft hanno versato al fisco italiano circa €70 mln, per un tax rate effettivo del 32,1%.

La corporate social responsibility

  1. Corporate Social Responsibility: ampia diffusione tra le WebSoft di Report dedicati alle tematiche di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
  2. Impatto ambientale: nel 73% dei casi le Websoft hanno ridotto le emissioni di gas effetto serra per dipendente nel biennio 2018-2019 (in media del -5,9%). Nel 2019 il 68,4% di energia utilizzata proviene mediamente da fonti rinnovabili.
  3. Diversity & Inclusion: quote rosa al 37,7%; più basse per le posizioni di leadership (30,1%) e per quelle tecnologiche e digitali (25,8%). Società americane: metà della forza lavoro complessiva è bianca, il 61,9% nei ruoli di comando. Nelle posizioni tecnologiche la maggioranza (52%) è di provenienza asiatica.

Scarica qui la ricerca completa di Mediobanca

Eros Casula

Lavora nel mondo IT da quasi 22 anni, dal 1998 al 2002 ha lavorato per multinazionali IT e caseari ricoprendo il ruolo di project manager, dal 2002 a oggi è libero professionista.

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