Conad spiega i numeri della ristrutturazione di Auchan. RetailWatch aggiunge qualche interrogativo.

Ottobre 2020. Si è svolto oggi al MISE, con le Sottosegretarie Alessandra Todde (MISE) e Francesca Puglisi (Lavoro), l’incontro tra Margherita Distribuzione (MD), Conad e le Organizzazioni Sindacali per la prevista verifica, a 14 mesi dall’avvio dell’operazione, dell’andamento del piano di salvataggio dell’ex Gruppo Auchan proposto e condotto da Conad.

I rappresentanti di MD e di Conad hanno presentato lo «stato avanzamento lavori» del Piano a fine settembre 2020, tracciando un primo bilancio sia delle attività e degli interventi del 2020, presentando anche una sintesi dei risultati già raggiunti.

Ricordato che i principali obiettivi del Piano erano la messa in sicurezza della rete commerciale Auchan e la gestione dell’impatto occupazionale legato al grave stato di crisi del Gruppo in Italia, il bilancio dei risultati raggiunti al 30 settembre 2020 è stato così sintetizzato:

1)    248 punti vendita su 270 dell’ex rete Auchan sono stati messi in sicurezza in Conad e in altre reti di primari operatori del mercato;

2)    Il numero delle persone in esubero, pari a 6.200 a settembre 2019, è già stato ridotto a 795 e sono in corso attività per ridurlo ulteriormente.

Nello specifico, sono entrati nella rete CONAD 147 punti vendita dell’ex rete commerciale Auchan, con quasi 8.500 dipendenti, mentre 101 punti vendita sono entrati nella rete di altri primari operatori di mercato, con più di 2.500 dipendenti.

Sono solo 22 i punti vendita sui quali si è ancora al lavoro per soluzioni che permettano, entro il 30/11/20, la loro messa in sicurezza, tenuto conto delle valutazioni dell’Antitrust su alcuni di essi.

Per quanto riguarda la gestione del personale, sino ad oggi le misure previste per la «salvaguardia dell’occupazione» hanno consentito:

1)    circa 2.000 uscite su base volontaria ed incentivata (che hanno interessato la sede e la rete);

2)    circa 3.100 interventi di ricollocazione, per la gran parte (circa 2.700 persone) nella rete e nelle sedi CONAD e per la rimanente parte (circa 400 persone) nella rete di altri operatori;

3)    quasi 300 conclusioni di rapporto per effetto del normale turnover.

Per i 795 Lavoratori ancora in esubero, si continua a lavorare per una soluzione entro la fine del 2020 nell’ambito delle misure già previste: Cassa integrazione, uscite su base volontaria ed incentivata, ricollocazione, anche attraverso le “politiche attive” del lavoro sui territori (con Regioni e Istituzioni locali).

Ai Lavoratori in CIGS/CIGD durante il periodo di attuazione degli interventi del Piano sulla rete commerciale e sulle sedi dell’ex Auchan, Margherita Distribuzione ha anticipato, da aprile a settembre 2020, trattamenti di cassa per circa 3,6 milioni di euro.

A completare il quadro dei risultati del Piano di salvataggio, sono stati presentati anche gli interventi di risanamento avviati, con lavori di ristrutturazione di gran parte degli ipermercati della ex rete Auchan (28 punti vendita, con poco più di 4.500 addetti), per i quali è stata trovata una nuova formula commerciale attraverso un radicale ripensamento del format, che ha previsto la riduzione delle superfici e la separazione delle attività commerciali tra alimentare ed extra alimentare.

Dallo sviluppo delle superfici per attività extra alimentare potranno arrivare nuove opportunità commerciali e nuove opportunità occupazionali per il reimpiego del personale ancora in eccedenza , attraverso il coinvolgimento di altri primari operatori di mercato di vari settori, come nel caso del primo contratto firmato con OVS, per l’apertura di 18 store nelle superfici libere degli ex ipermercati della rete Auchan in ristrutturazione, che potrebbe già portare a un recupero occupazionale stimabile ad oggi in circa 130 unità.

Anche gli interventi sui «poli logistici» dell’ex rete Auchan, che, pur essendo sotto la responsabilità gestionale di Società terze, hanno visto Margherita Distribuzione farsi promotrice indiretta di progetti alternativi e dell’applicazione di misure di «salvaguardia occupazionale» analoghe a quelle applicate alla rete (CIGS/FIS, uscite volontarie ed incentivate, ricollocazione). Questi interventi hanno permesso di trovare una soluzione, ad oggi, per circa 900 lavoratori su 1.280 addetti, mediante interventi di ricollocazione e uscite su base volontaria e incentivata.

Considerando che l’attuazione del Piano nel 2020 ha dovuto affrontare sia gli impatti dell’emergenza sanitaria Covid-19 sia della più generale crisi della distribuzione organizzata italiana, i risultati già raggiunti devono essere valutati molto positivamente.

Il parere di RetailWatch

Quello sopra è il comunicato stampa di Conad che riportiamo, per dovere, integralmente. Siamo felici delle ricollocazioni dei punti di vendita o di parte delle superfici degli ipermercati ad altri operatori. Un po' meno per i circa 2.000 lavoratori (sedi e reti) che, di fatto, sono stati costretti a uscire su base volontaria. Probabilmente si poteva fare di più: è chiaro che l’impegno economico per Conad sarebbe stato maggiore, ma come dice Papa Francesco: “Il profitto è utile all’azienda e alle persone, il profitto a tutti i costi no”. E, infatti, da tutti i dati esposti da Conad mancano i conti principali:

  1. Quanto è stato ricavato dai Mulliez dalla presa in carico di Auchan-Sma?
  2. Quanto è stato ricavato dalla cessione dei 101 punti di vendita ad altri operatori?
  3. Quali sono stati i benefici delle uscite volontarie?
  4. Le pompe di benzina a chi sono state cedute e con quali benefici?
  5. Gli immobili entrati nell’accordo a quanto ammontano? E il loro valore?

Non sono domande di poco conto.

Le comunicazioni pubblicitarie di questi giorni di Conad non sviluppano più i payoff della Comunità ma si sono concentrati sulla convenienza di prezzo.

  1. Il posizionamento basato sulla Comunità è stato abbandonato?
  2. Nonostante i pochi articoli sul socio di minoranza di Margherita Distribuzione, Raffaele Mincione, che non hanno mai ricordato (fatto davvero singolare) il suo impegno con Conad nella ristrutturazione di Auchan, c’è da augurarsi che prima o poi, vista la sua posizione con lo Stato del Vaticano e i fondi del Papa, una qualche decisione verrà presa. Ma anche di questo non si sa nulla e neppure del possibile imbarazzo di molti soci cooperatori del sistema Conad.
Luigi Rubinelli

Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere. È il direttore responsabile di RetailWatch.it. E’ stato fino a maggio del 2011 Direttore responsabile del mensile Mark-up che ha contribuito a fondare nel 1994. È ...

7 commenti
  1. Grazie Rubinelli, lei è uno dei pochi di questo settore che porta avanti il vero giornalismo , scrivendo cose vere e non solo quello che Conad vuol far sapere…… Ci sono molte, moltissime famiglie a casa non su base volontaria ma costretti da Conad! MD ha anche beneficiato degli aiuti dello stato, che paghiamo noi! Come scrive lei ci sono i profitti mai comunicati, un socio tenuto nell’ombra perché scomodo e tante altre verità non dette. Alla faccia del Cavaliere del lavoro, sua Maestà!

  2. Non è vero che le uscite volontarie sono state “costrette”, almeno per quanto mi riguarda!! Il mio punto vendita non sarebbe passato a Conad, bensì ad un altra insegna, quindi ho preferito optare per l uscita volontaria e nessuno mi ha puntato la pistola alla tempia!!!!

  3. MD ha messo in cassa integrazione dino a Dicembre… ma non dice quello che succederà a Gennaio per il personale non ricollocato.. il personale di Logistica e sedi, è stato “rubato” da altre persone, di solito cooperative, per il
    Minor costo…

  4. Io sono un Dipendente Ex-Auchan, in verità vi posso confermare che si in alcuni casi estremi come la mia sono stato messo in condizione di Dimettere la mia occupazione con Bonus Risorio, e posso solo Aggiungere che sono stato Dipendente per quasi 18 e mezzo e con una presenza quasi all 100% in tutto per tutto e quattro Giorni di Malattia che ho dovuto eccessariamente fare, mi fanno anche venire il Medico Fiscale…!! Ditemi se questo non e stata un Minaccia vera e propia…
    Non vogliamo piu queste ritorsioni lavorativi.

  5. Senza offesa se potessimo salvare l auchan con una raccolta firme io lo farei volentieri a Catania. Prezzi buoni prodotti buoni e vasto assortimento su abbigliamento e prodotti x neonato. Adesso appena uno entra sembra un campo di battaglia.. E onestamente non sono la sola a pensare di voler di nuovo l auchan.

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