Le shopper a marchio del supermercato sono diventate nel tempo un elemento molto più strategico di quanto si possa pensare. Analizzando l’origine di questi prodotti emerge un dato sempre più evidente: una quota rilevante della produzione è concentrata in Vietnam e Cina.

Shopper della GDO: in molti casi sono prodotte nel Sud-Est Asiatico
Per la GDO, la shopper è anche uno strumento di comunicazione. Logo, colori, claim e messaggi evocativi trasformano un oggetto quotidiano in un mezzo pubblicitario a basso costo ma ad altissima visibilità. L’importanza di tale oggetto spiega dunque perché, nonostante il valore unitario contenuto, la scelta del fornitore e del Paese di produzione sia sempre più strategica. Qualità di stampa, resistenza del materiale e coerenza con il posizionamento dell’insegna sono elementi che incidono direttamente sulla percezione del brand da parte del consumatore finale.


Sono vendute alle casse, possono essere di plastica o tessuto e si presentano in vari formati: le shopper a marchio del supermercato sono un prodotto ormai essenziale per l’identità dell’insegna. Infatti, non si tratta più soltanto di un supporto funzionale per il trasporto della spesa ma di un vero e proprio punto di contatto tra retailer e consumatore. Approfondendo la provenienza delle shopper in questione, abbiamo riscontrato che molte di queste sono prodotte nel Sud-Est Asiatico per essere successivamente importate in Italia da aziende con residenza nel Paese.
La produzione asiatica
La necessità di approvvigionarsi nel Far East nasce sicuramente da esigenze di tipo economico. I grandi volumi richiesti dalla GDO, uniti alla pressione costante sui prezzi, spingono infatti le insegne a rivolgersi a mercati in grado di garantire costi competitivi e capacità produttive elevate. Vietnam, Cambogia, Indonesia e, in parte, la Cina continuano a rappresentare poli industriali chiave per la produzione delle tanto famose shopping bag. Oltre alla plastica ed al TNT, troviamo sempre più spesso prodotti realizzati con materiali riutilizzabili o a ridotto impatto ambientale.



Dal punto di vista industriale, il Vietnam si è affermato come uno dei principali hub di produzione delle shopper grazie a una combinazione di fattori. Il costo del lavoro rimane competitivo, ma soprattutto il Paese ha sviluppato negli anni una filiera strutturata per la lavorazione delle materie plastiche e dei tessuti sintetici, oltre ad una logistica ormai rodata verso l’Europa.
Distributori e intermediari europei con la sostenibilità

La produzione è solo una parte del processo. Altrettanto centrale è il ruolo dei distributori e degli intermediari europei che fungono da ponte tra i produttori asiatici e le catene della GDO. Queste aziende si occupano tanto dell’importazione quanto della progettazione delle shopper (nonché dello sviluppo grafico, della selezione dei materiali e della conformità rispetto alle normative locali, comprese quelle ambientali). In molti casi, il retailer non acquista direttamente dalla fabbrica asiatica ma si affida a fornitori europei che coordinano l’intera filiera, riducendo complessità operative e rischi.


La sostenibilità è un driver determinante anche per le shopper dei supermercati. L’introduzione di normative che limitano l’uso delle plastiche monouso ha spinto le insegne a ripensare materiali e modelli di utilizzo. Questo ha avuto un impatto diretto sulla produzione nei Paesi asiatici, dove le fabbriche si sono attrezzate per realizzare shopper più resistenti, riutilizzabili e spesso realizzate con materiali riciclati. Per il retail, comprendere la filiera delle shopper, dalla produzione alla distribuzione in Europa, significa avere uno sguardo completo sulle dinamiche che influenzano uno degli elementi quotidiani dell’esperienza di acquisto In Store.
In RetailWatch seguiremo gli sviluppi di questa tipologia di prodotto per verificare se ci saranno cambiamenti negli schemi di approvvigionamento e nelle scelte dei singoli retailer.

