In Viale Monza, a Milano, Aldi gestisce un punto vendita disposto su due piani con spazi poco ottimizzati, una comunicazione forse un po’ datata e criticità già riscontrate in altri negozi della rete. È forse tempo che il retailer cambi strategia per vincere la sfida italiana?
Durante lo scorso anno ci è capitato di muovere alcune critiche verso il noto discounter tedesco all’interno degli articoli “Aldi fa meno paura del previsto?” e “Come se la cava Aldi nella prossimità?“. Dopo aver visitato lo store di Milano, in Viale Monza, torniamo oggi a parlare dell’insegna per segnalare alcuni elementi che ci accorgiamo essere distonici rispetto a quanto ci si aspetterebbe di vedere in un negozio di questo tipo.

Il punto vendita si innesta in un mini centro commerciale poco frequentato al momento della visita (intervallo pranzo) e dove alcune attività sono state dismesse, lasciando vetrine non allestite e zone poco manutenute ad accogliere i clienti.

Stupisce vedere come il LayOut del negozio lasci ampi spazi completamente vuoti. Camminando per il punto vendita, infatti, si vedono dei veri e propri slarghi privi di scaffali o di qualunque altro elemento espositivo.



Lo spazio è mal organizzato perché, probabilmente, il negozio è semplicemente troppo grande. Dato che molte categorie merceologiche vengono spostate al piano S1, a livello della strada troviamo ciò che ricorda un discount dei primi anni “90: ampio utilizzo del colore rosso per cartelli con scritte a caratteri cubitali che segnalano i prezzi bassi, esposizione della merce a bancale e tante ceste dedicate ai prodotti in offerta. Tra tutti, il cartello che più ci riporta al passato è quello che recita “% Outlet-Tantissime Offerte“.

Anche scendendo al piano inferiore vediamo gli slarghi già citati che interrompono il percorso di spesa disorientando il consumatore. Tra l’altro, come riscontrabile dall’immagine qui sopra, in alcune parti dello store il controsoffitto risulta danneggiato e la grafica rossa apposta sulle pareti si stacca, piegandosi su se stessa.

In Viale Monza notiamo infine alcune delle problematiche viste in altri negozi Aldi come, ad esempio, il fatto che, in diversi casi come quello in foto, manchino i frontalini relativi ai prodotti esposti.
Ultima chiamata per Aldi Italia?
A livello globale, spesso Aldi riesce a battere Lidl in termini execution. Un caso su tutti è quello del mercato USA dove Lidl, a differenza del competitor, non riesce ad ottenere i risultati sperati e quindi, negli ultimi anni, ha affrontato una crisi di governance abbastanza significativa.
Eppure, Aldi nel nostro Paese in qualche modo non sfonda: il fatturato al mq è lontano da quello del concorrente teutonico, lo sviluppo non si spinge oltre il Nord e, in generale, la sensazione è quella che l’insegna non sia commercialmente così minacciosa per gli altri player discount come inizialmente si pensava.
Data la potenza di fuoco di questa azienda dal respiro mondiale e stante il fatto che bastano poche mosse per invertire il trend sopra descritto, in RetailWatch guardiamo al futuro di Aldi Italia con grande fiducia. È anche vero che il mercato è molto competitivo e, quindi, bisogna agire con una certa velocità. Continueremo, dunque, a monitorare da vicino i prossimi passi del gigante commerciale tedesco per approfondirli e commentarli.

