Alice Pizza rappresenta un format interessante, capace di crescere rapidamente nonostante le criticità tipiche della ristorazione in Italia. Visitiamo un punto vendita del brand, a pochi passi dal Duomo, per realizzare una delle nostre Store Review.

Le origini dell’insegna risalgono al 1989, quando Domenico Giovannini apre il primo punto vendita a Roma, nell’area di San Pietro. Il concept si fonda sulla pizza al taglio romana, proposta a peso e caratterizzata da impasti ad alta idratazione e lunga lievitazione, con una forte attenzione alla varietà. Nel corso degli anni, il brand si consolida nella Capitale e, a partire dai primi anni Duemila, avvia un percorso di espansione più strutturato che culmina con lo sviluppo del franchising, leva decisiva per la scalabilità del format.
I numeri raccontano una crescita significativa. La rete conta oltre 200 punti vendita in Italia e una presenza internazionale ancora limitata ma in espansione, con alcuni locali all’estero. Del brand, comunque, abbiamo già parlato nell’articolo “Perché Alice Pizza non è nel Paese delle Meraviglie?“, all’interno del quale, ad un’analisi delle prestazioni di bilancio, affiancavamo una riflessione sulle prospettive della catena.
Clientela target
Dal punto di vista dell’offerta, Alice si distingue per un assortimento ampio e fantasioso di pizza, nonché per un modello di consumo flessibile adatto per tutti coloro che vogliono fare un break veloce e gustoso. Il prodotto mantiene una connotazione artigianale, ma viene inserito in un sistema replicabile, che consente aperture rapide e una presenza capillare nei centri urbani e nei centri commerciali. Visitando il punto vendita di Milano-Duomo, abbiamo però notato alcune criticità in-store che riportiamo di seguito.
Alice Pizza: Store Review punto vendita Milano Duomo
Ci siamo recati nel raccolto punto vendita a due passi da Piazza Duomo, proprio tra ODStore e All’Antico Vinaio, vicinissimo al nuovo POP di Gino Sorbillo (fast food dedicato alla pizza). L’esperienza, purtroppo, è stata abbastanza deludente.


Nulla da dire sulla cortesia e simpatia del personale, sorridente e molto gentile, ma alcuni altri elementi lasciano un po’ a desiderare. Per esempio, il forno nel quale vengono scaldate le pizze appariva abbastanza sporco al momento della visita (c’erano diversi residui di prodotto). Lo spazio, dietro il banco, dove si muoveva il personale, risultava poi un po’ disordinato, aspetto che può non avere un impatto positivo sulla percezione dei clienti.

All’ingresso, inoltre, compaiono immediatamente i tavolini che si stagliano nell’area dedicata a chi fa la fila per ordinare, pagare e aspettare la propria pizza. In questo spazio, dove troviamo anche dei bidoncini per la raccolta differenziata, diventa quindi scomodo sostare. Sicuramente, vista la dimensione ridotta del locale, è necessario fare dei compromessi ma, nel caso specifico, una migliore organizzazione eliminerebbe, quantomeno in parte, il disagio riscontrato.


Esteticamente, l’arredamento risulta un po’ freddo e impersonale, con pareti piastrellate di bianco e decorate con sticker neri rappresentanti ingredienti di vario tipo (mortadella, acciughe, olio, salsiccia). A dare allegria e un aspetto “pop”, poche installazioni al neon con frasi come “Mangia con le mani” o “Che gusti vuoi” o ancora “#Pizza Lovers“. Comodo il corner, direttamente su strada, per il take away.
Com’è la pizza di Alice Pizza

La pizza ordinata non è stata consumata sul posto per esigenze logistiche. Assaggiato però ancora caldo, il trancio gusto margherita si rivelava piuttosto duro e secco, oltre a risultare bruciato in alcuni punti. Nel pezzo fiori di zucca e alici, invece, purtroppo queste ultime coprivano completamente il sapore di tutti gli altri ingredienti.


Il prezzo è abbastanza in linea con il mercato: abbiamo preso circa 110 g di margherita al costo di 2.16 euro (19.67 €/kg) e di pizza con alici e fiori di zucca a 2.75 euro (25.03 €/kg). In una delle vie adiacenti, tuttavia, ha aperto POP di Gino Sorbillo dove con 9.90 euro il cliente può acquistare un menu composto da pizza tonda intera, fritti e bibita.
Il nostro outlook su questo format, almeno per quanto riguarda il punto vendita visitato, è tendenzialmente negativo. Ci sono, infatti, catene di pizzerie che riescono a garantire un livello di servizio più elevato. Continueremo, comunque, a monitorare Alice Pizza per verificare gli sviluppi dell’azienda in termini di aggiornamento ed evoluzione del formato di vendita.

