Arcaplanet dice addio al colore nero?Il caso BariBlu

Data:

Il colore nero viene associato ad eleganza e prodotti premium ma, nel tempo, è stato abbandonato da molti retailer a favore di tonalità più luminose, maggiormente in grado di valorizzare le superfici commerciali. Analizziamo il caso Arcaplanet.

Tempo fa, su RetailWatch, è uscito un articolo dal titolo “L’arredamento nel Retail: funzionale o ad effetto? Il caso Silpo“. In tale contesto, spiegavamo come lo stile degli store può essere molto lineare, semplice e basato su colori neutri come, ad esempio, il bianco oppure, in alternativa, presentare delle caratterizzazioni peculiari per stupire la clientela.

Tra gli stili che ricadono nel mondo della semplicità ce n’è da sempre stato uno, molto in voga soprattutto fino alla prima metà degli anni 2010, che vede il colore nero come protagonista incontrastato del negozio. Questo approccio nasceva dal fatto che il colore in questione, nell’immaginario collettivo, si è sempre legato a contesti premium, caratterizzati da esclusività e qualità.

Ricordiamo, ad esempio, molti dei Despar di Roma, poi ceduti alla Coop, i quali presentavano scaffali neri ed ambientazioni tendenzialmente scure.

I problemi del nero nei punti vendita

Se da un lato, in effetti, l’utilizzo del nero può dare alle strutture commerciali una nota di eleganza importante, dall’altro tale colore cela delle problematiche le quali, nel tempo, hanno fatto sì che lo si impiegasse in modo minore, magari accompagnandolo a tonalità più chiare.

Ad esempio, quando si usa il nero ed i negozi diventano più bui, spesso è necessario aumentare la presenza di luce all’interno delle superfici commerciali. Ciò comporta un conseguente incremento delle spese energetiche che abbattono, almeno in parte, la profittabilità degli store.

Inoltre, esiste un tema legato alla percezione del consumatore il quale, il più delle volte, associa visivamente il nero a marchi costosi. Infatti, spesso succede che un supermercato venga considerato caro, semplicemente per il fatto che il suo arredamento tenda allo scuro e, in particolare, al nero. Va da sé che questo aspetto non giova a quelle insegne che, invece, vogliono assicurarsi di essere percepite quali garanzia di convenienza.

Una nuova idea di premium e il caso Arcaplanet

Dalla seconda metà degli anni 2010 a questa parte, la tendenza è stata quella di virare verso colori che, mantenendo una connotazione di eleganza, riescono a rendere lo store maggiormente luminoso. Parliamo di tonalità come sabbia, crema, marrone, verde chiaro e grigio, legate al mondo della natura e solitamente accompagnate da elementi in legno.

Queste sono le tinte che ha selezionato Arcaplanet per il suo negozio sito all’interno del centro commerciale “Bari Blu”, a Triggiano (BA), che la nostra redazione ha visitato l’11 giugno scorso. Si tratta di una scelta in controtendenza rispetto ad un passato in cui l’impiego del nero, all’interno degli store dell’insegna, era assolutamente preponderante.

Un giro dentro il negozio di Triggiano

Nel negozio di BariBlu, gli scaffali sono grigi e vengono arricchiti da elementi in cartoncino sui quali prevalgono i colori elencati sopra, molto naturali e familiari.

Il pavimento è di colore grigio chiaro e si abbina in modo gradevole con gli elementi in legno, utilizzati per nobilitare lo scaffale. Rispetto al vecchio concept Arcaplanet, questo risulta più luminoso, maggiormente impattante e visivamente rilassante.

I cartelli sui quali troviamo le famiglie merceologiche sono decisamente più caratterizzati rispetto al passato e, venendo realizzati in cartoncino, risultano in linea con una strategia orientata alla sostenibilità.

Il legno viene poi ripreso spesso all’interno del negozio, non solo per rivestire gli scaffali ma anche per realizzare strutture apposite. Nella foto qui sopra vediamo, ad esempio, uno stand dedicato alla vendita degli snack.

Un cambio di rotta

Fino a qualche tempo fa, lo slogan di Arcaplanet era “Pet Store, Pet Stories“. Oggi, invece, sull’insegna e all’interno del negozio visitato leggiamo “Pets, People, Planet“. È chiaro, dunque, che l’azienda abbia deciso di far evolvere il proprio format con l’obiettivo di renderlo maggiormente apprezzabile agli occhi dei clienti, comunicando al contempo il concetto di sostenibilità attraverso uno stile rinnovato.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sei umano? *

Condividi:

Popolari

Articoli simili

Viral Friday: Yogurt Greco

I social media sono recentemente stati invasi da un trend culinario che sta conquistando gli utenti di Instagram e TikTok: la cheesecake allo yogurt greco in versione virale. Questa variante del celebre dolce è diventata un fenomeno di condivisione e imitazione in poche settimane, spingendo milioni di utenti a replicarla nei propri video brevi e Reels.

Aldi delude in Viale Monza: la nostra Store Review

In Viale Monza, a Milano, Aldi gestisce un punto vendita disposto su due piani con spazi poco ottimizzati, una comunicazione forse un po' datata e criticità già riscontrate in altri negozi della rete. È forse tempo che il retailer cambi strategia per vincere la sfida italiana?

La chiave per soddisfare tutte le esigenze espositive: Intervista a Sergio Lupi, Co-Founder di Retail Modeling

L'Italia è "coperta" da più di 25.000 negozi alimentari, un'infinità se paragoniamo il dato con quello di altri Paesi europei. Per questo motivo è sempre più importante sapersi distinguere, sfruttando al meglio gli spazi espositivi ed incrementando di conseguenza le performance del proprio store. Lo sa bene Retail Modeling che, da anni, supporta le aziende della GDO in tale processo.

Esselunga evolve l’MDD con il Vertical Farming?

Esselunga ha recentemente introdotto sugli scaffali una linea MDD di ortaggi a foglia verde coltivati con la tecnica del Vertical Farming, segnando un importante passo verso prodotti più sostenibili nel reparto Ortofrutta. Chi c'è dietro le referenze a marchio Naturama in questione? Scopriamolo andando all'interno del punto vendita.