Barbieri-Futurebrand: il packaging è in divenire

Data:

Barbieri-Futurebrand: il packaging è in divenire

Novembre 2013. Per Silvia Barbieri e Anna Zavagno ci sono nuove regole da rispettare per conquistare il consumatore attraverso il packaging.
È un trend positivo dovuto a più fattori:
. Alla modifica delle politiche di produzione aziendali in seguito scandali che hanno influenzato il comportamento del consumatore,
. Alle normative nazionali e internazionali a tutela del consumatore, dell’ambiente e della società,
. Ma anche all’azione di gruppi di pressione.
Il consumatore medio oggi sceglie sempre un prodotto-servizio per una serie di fattori tra cui l’attrattività, il prezzo, la funzionalità. E la componente etica non è il discriminante.

Innumerevoli ricerche fanno pensare che il consumatore consapevolmente etico sia una realtà. Ma il consumatore etico sembra essere più un mito: uno studio americano durato 10 anni in diversi paesi del mondo (tra cui Usa, Europa, Cina, India), rivela che sebbene la maggior parte degli intervistati si dichiari sensibile alle tematiche etiche non vi sia un riscontro proporzionale in termini di mercato.
In Gran Bretagna un terzo dei consumatori si dichiara interessato alle tematiche legate al consumo ittico, mentre solo il 3% del mercato è dedicato il consumo etico.

 Perché il comportamento del consumatore continua a seguire le dinamiche del consumismo classico? È il contesto che determina la scelta e la fascinazione che la scelta esercita in termini di riconoscimento sociale.

Come ben sappiamo il consumatore oggi è troppo informato, si scambia informazioni e genera informazioni.  Siamo convinti che la rete sia libera e che i commenti siano veri e giusti. Ma chi scrive? Che credibilità ha  quanto condivide i nostri gusti? Quanto è disinteressato dall’influenzare le nostre decisioni? Chiedono Barbieri e Zavagno.

 Una prima conclusione: il consumatore si dichiara etico, ma la componente etica non è discriminante al momento dell’acquisto. Il consumatore a disposizione moltissime informazioni, ma limitata capacità critica.
Noi preferiamo parlare oggi di fascinazione, che nel lungo termine costruisce maggiore consapevolezza comune, e che le aziende devono tenere ben presente. Fascinazione che si esprime attraverso determinati codici di comunicazione, riconoscibili anche attraverso il packaging design.

Il packaging oltre l’identità

Ecco una serie di casi e di concetti che stanno trasformando il pack  dei prodotti.

Bisogna poi ricordare l’Authenticity: una identità visiva calda, umana, artigianale, che racconta un mondo che si muove con la virtuosa lentezza dei prodotti fatti a mano. Comunicando qualità, sostanza, unicità, imperfezione e origine.

Segue il De-Packaging, dove il tema della sostenibilità ha indubbiamente un impatto forte sul packaging, che si evolve dal concetto di bene over-packagegd a bene under-packaged,  mentre si ricercano materiali eco-friendly.  Trasparenza, immagine auto esplicativa, alta qualità, naturalità, responsabilità, armonia sostenibilità sono le parole chiave.

Un’altra tendenza è rappresentata dal  Modern-tales. Una storia può essere razionale o di pura fascinazione. I consumatori sono sempre più alla ricerca di informazioni con il loro desiderio di sapere la storia che sta dietro ad ogni prodotto: da dove viene, la qualità, che il produttore, valutando il contenuto etico insieme all’unicità del prodotto.

Anche il Vintage è una tendenza emergente. Heritage,  tradizione e quindi unicità:  avere una storia aiuta a raccontare qualità, con un tocco di nostalgia.

Nel Made in  i codici parlano di regionalista e localismo, per sottolineare una cultura specifica versus la globalizzazione dominante. Piccoli brand per connoisseurs, che cercano un tocco speciale d’esclusivo, che si allontana dallo standard reperibile ovunque.

La relazione di Barbieri e Zavagno  è stata presentata al convegno di CDV-RetailWatch  sull’evoluzione del packaging.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sei umano? *

Condividi:

Popolari

Articoli simili

La nuova piramide alimentare negli States: RFK Jr. e le implicazioni per mercato e consumatori

Negli Stati Uniti è in corso un cambiamento storico nelle raccomandazioni nutrizionali ufficiali: l’amministrazione federale ha pubblicato nuove linee guida per il periodo 2025-2030 che ribaltano in modo significativo la tradizionale piramide alimentare e spingono verso una dieta ad alto contenuto di proteine, carne e grassi “reali”. A guidare questa rivoluzione è Robert F. Kennedy Jr., Segretario alla Salute e ai Servizi Umani.

È possibile vendere le Uova di Pasqua a Natale? Sì secondo Danilo Ronsivalle, Direttore Acquisti ARD

ARD compete contro colossi commerciali come EuroSpin e Lidl nel Centro-Sud Italia. Dialogando con il Direttore Acquisti dell'insegna vediamo come il retailer stia differenziando la propria offerta, ricorrendo anche ad iniziative molto originali.

Marca 2026:Qualcosa è cambiato

L'MDD nel nostro Paese sfonda il 30% di quota a valore, dato comunque ben lontano da quello delle vicine Spagna, Germania e Francia. Quali sono i numeri più recenti relativi ai prodotti a marchio in Italia e cosa emerge in modo particolare dal Marca 2026?

MDD test, ceci in scatola: Il Gigante vs Bennet

Abbiamo testato i ceci in scatola, prodotto presente praticamente in ogni dispensa casalinga, molto versatile e apprezzato soprattutto in inverno. I brand MDD oggetto della valutazione sono "Bennet" e "Il Gigante". Come sempre, nell'articolo inseriamo anche una pagella finale dettagliata. Quale dei due marchi avrà accumulato un punteggio più alto?