Billa ha un concept corporate. Che lo differenzia

Data:

Billa ha un concept corporate. Che lo differenzia

Marzo 2013. Questo negozio Billa ha una storia particolare: è stato completamente sommerso (si articola su due superfici, uno spazio a livello 0 e soprattutto a livello -1) durante l’alluvione del novembre 2011. Il danno è stato rilevante, la forza dell’acqua è stata talmente devastante che ha spostato le casse contro i banchi frigoriferi, sfondandoli. L’investimento di ristrutturazione è ammontato a poco meno di 2 mio di euro (stima RetailWatch). È stato chiuso, ristrutturato e riaperto dopo un anno.

. La location. Via Cesarea è in una zona centralissima di Genova a due passi da via XX Settembre, nella parte bassa. È stata chiusa al traffico con un buon riflesso sulla sostenibilità della zona.

. Il layout. Billa occupa una superficie di circa 1.200 mq di vendita distribuiti su 2 livelli. Il primo è a livello strada dal quale si accede al negozio e con una scala interna al piano interrato (-1). Take away al livello strada, reparti a servizio e libero servizio food-non food al livello -1. Da rilevare alcuni aspetti peculiari del concept corporate: il pavimento grigio (forse assorbe troppa luce), la nuova comunicazione, le informazioni, il layout con le gondole della sala parallele e non perpendicolari alle casse. Presidio e accoglienza a vista alla fine del layout. Molti di questi elementi verranno adottati nella ristrutturazione della rete.

. L’offerta. Al livello 0 troviamo, entrando sulla sx, la panetteria con pasticceria a libero servizio e a servizio (il pane è disponibile anche al livello -1 con un apposito spazio adiacente alla gastronomia), estensione importante sulla pizza e la focaccia. In estensione, subito dopo, uno spazio di cibi caldi take away.
Di fronte un lineare, refrigerato, di take away segmentato per: Pronti da scaldare, Tramezzini e piadine, Insalate, Dessert e spremute, con una scala prezzi accentuata che parte dalle Selezioni che poi si sviluppano in tutti i reparti, dai freschi ai prodotti confezionati. Con la scala a due mandate si scende al livello -1 e il negozio riparte con l’ortofrutta, a seguire sulla sx il banco servito del pesce e la gastronomia-formaggio serviti (le riserve di quest’ultima sono in una teca trasparente, con un buon effetto ottico). Carne a libero servizio. Da segnalare: nell’ortofrutta, sulla sx, un lineare di 8 mtl con confezionati misti: frutta e verdura, 4° e 5° gamma, di nuovo piatti pronti da scaldare. Sulla dx sciolto e poi di nuovo confezionato. Da cercare le confezioni “Prelibatezze” e da notare gli sticker con il prodotto italiano in evidenza. Nelle banane il prodotto Billa ha sostituito Chiquita.
Nella gastronomia a libero servizio palette di colori diversi nelle vaschette dei pack a indicare visivamente una scala prezzi articolata. Pescheria da manuale (bisogna ricordare che siamo a Genova, dove in un pdv Billa ha un presidio di eccellenza). Billa nella sala sta imponendo il suo store brand al quale si aggiungeranno presto nuove referenze bio.
Interessanti alcune sottocategorie nel non food, con nome di fantasia, che fanno parte di un progetto internazionale.

. Comunicazione. È stata rivista in profondità e finalmente è lineare e congruente al posizionamento dell’insegna, sia negli elementi generali sia in quelli particolari. Billa vuole differenziarsi sia all’interno del canale supermercati, sia dai discount. RetailWatch ritiene che ci stia riuscendo.

Punti di forza
Take away, Reparti a servizio, Layout e gondole parallele anziché perpendicolari

Punti di debolezza
Pavimento grigio per l’assorbimento della luce

La sostenibilità di Billa Genova

Impatto ambientale    3
Solidarietà    3
Legami con il territorio    4
Naturalità    4
Organic-bio    3
Artigianalità    3

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sei umano? *

Condividi:

Popolari

Articoli simili

Aldi delude in Viale Monza: la nostra Store Review

In Viale Monza, a Milano, Aldi gestisce un punto vendita disposto su due piani con spazi poco ottimizzati, una comunicazione forse un po' datata e criticità già riscontrate in altri negozi della rete. È forse tempo che il retailer cambi strategia per vincere la sfida italiana?

La chiave per soddisfare tutte le esigenze espositive: Intervista a Sergio Lupi, Co-Founder di Retail Modeling

L'Italia è "coperta" da più di 25.000 negozi alimentari, un'infinità se paragoniamo il dato con quello di altri Paesi europei. Per questo motivo è sempre più importante sapersi distinguere, sfruttando al meglio gli spazi espositivi ed incrementando di conseguenza le performance del proprio store. Lo sa bene Retail Modeling che, da anni, supporta le aziende della GDO in tale processo.

Esselunga evolve l’MDD con il Vertical Farming?

Esselunga ha recentemente introdotto sugli scaffali una linea MDD di ortaggi a foglia verde coltivati con la tecnica del Vertical Farming, segnando un importante passo verso prodotti più sostenibili nel reparto Ortofrutta. Chi c'è dietro le referenze a marchio Naturama in questione? Scopriamolo andando all'interno del punto vendita.

MDD Test, preparato per budino alla vaniglia: Unes vs Eurospin

Abbiamo testato il preparato per budino gusto vaniglia Eurospin-Dolciando mettendolo a confronto con quello a marchio u! di Unes. Come sempre, in fondo all'articolo inseriamo la nostra pagella finale che tiene conto di ingredienti, rapporto qualità/prezzo, packaging e gusto dei prodotti. Quale, tra le due referenze, avrà accumulato un punteggio più alto?