Caffé: abitudine e rito, con amici e familiari

Data:

Caffé: abitudine e rito, con amici e familiari                                                   

Luglio 2013. Un gesto che sa di casa, di famiglia, di calore, affetto e benessere, che fa parte delle nostre tradizioni e della nostra cultura. L’aroma inconfondibile con cui ci si sveglia la mattina. Un modo per chiudere in bellezza un buon pasto, un piacevole momento di pausa e una piccola carica di energia nel corso della giornata. Il caffé è tutto questo e molto altro ancora. È la prima cosa che si offre agli ospiti e agli amici, ma è anche il profumo e il fascino dei luoghi lontani da cui proviene. Così da semplice commodity acquista valore aggiunto, diventando esperienza emotiva.
Il posizionamento delle marche leader tende a polarizzarsi tra unicità (illy, caffé di qualità per eccellenza; Hag, sinonimo di decaffeinato; alcuni prodotti radicati nei gusti locali, che possono contare su una clientela fedelissima, come il caffé Quarta di Lecce) e profondità dell’offerta (Lavazza, le private label della distribuzione, Kimbo, Segafredo Zanetti…).       La penetrazione nelle famiglie italiane supera il 90% e i consumi sono ormai stabili. Da alcuni anni il mercato retail è sostenuto dal costante sviluppo del segmento a maggior valore aggiunto delle cialde e delle capsule monoporzionate. Il comparto si caratterizza per la notevole concentrazione, la forte concorrenza nell’area del consumo tradizionale, l’elevata frammentazione, la fortissima brand loyalty, in base a gusti e preferenze personali. Nonostante un grande affollamento nella fascia intermedia, profondità e ampiezza dell’offerta vanno a soddisfare tutti i gusti, tutte le tasche e tutte le modalità di preparazione, e anche il ventaglio dei prezzi sugli scaffali della gdo è molto ampio.
I fattori critici di successo sono il rapporto qualità prezzo (molto più del prezzo in sé), una distribuzione capillare, la leva promozionale e forti investimenti pubblicitari, a sostegno della reputazione e del valore della marca. La sfida all’eccellenza tra i brand leader di mercato si gioca sempre più nel campo della comunicazione, della cultura, dell’arte e del design. La comunicazione on pack può invece rafforzare l’immagine del prodotto in termini di tipologia e qualità organolettiche della miscela, metodo di lavorazione e paese di provenienza. Solo in qualche caso si cita esplicitamente il fattore prezzo: Suerte Prezzo Amico; Caffé Kosè Buono e Conveniente; Carrefour Discount…       
Le confezioni hanno per lo più la stessa forma e lo stesso peso (mattonella da 250 gr, singola o multipack): come mai almeno i prodotti più pregati non prevedono anche un formato ridotto ? Per esempio, i single affezionati alla moka sono costretti a usare un caffé aperto da parecchi giorni, oppure a buttarne una parte. I colori raramente si discostano dai classici abbinamenti tra oro, rosso, marrone, nero, bianco, blu e azzurro (blu e azzurro soprattutto per i decaffeinati). Così, in uno scaffale dove prevale l’ effetto ‘muraglia’, si fanno notare soprattutto le aziende che puntano sulla profondità dell’offerta e le private label della distribuzione, a cui viene di solito riservato molto spazio. Tra gli elementi di differenziazione, oltre a un packaging distintivo, ci sono richiami alla varietà e alla provenienza della materia prima, oppure la certificazione equo-solidale, attribuita da enti riconosciuti a livello internazionale (del resto, il caffé è il prodotto alimentare più venduto tra quelli del commercio equo e solidale).

Domani, solo per gli abbonati a RW, prenderemo in considerazione tutti i brand, uno per uno: Illy, Lavazza e i suoi sub brand, Kimbo e i suoi sub brand, Kosè, Segafredo, Pellini e i suoi sub brand, Splendid, Vergnano, Hag, Dolce Gusto, Carrefour, Conad, Esselunga, Simply. E anche Nespresso.
Di ciascuno analizzeremo, posizionamento, punti di forza e debolezza, comunicazione, merchandising in store. Metteremo poi a confronto tutti i marchi descritti e analizzeremo, confrontandoli Forza del brand, Significato semantico, Significato merceologico, Posizionamento, Portafoglio offerta, Innovazione, Pricing… e molto altro ancora

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sei umano? *

Condividi:

Popolari

Articoli simili

Le tartare di pesce Fish&Fine & la qualità targata Sicily Food

Il Gruppo Mancuso è una realtà imprenditoriale siciliana che unisce due ambiti produttivi apparentemente molto distanti in un progetto comune di qualità, tradizione e innovazione. Oltre alle linee di gelati e dessert freschi, dal 2002 l'azienda ha infatti intrapreso la strada della produzione ittica con la nascita di Sicily Food: salmone, tonno, polpo e pesce spada vengono trattati artigianalmente, trasformandosi anche in fantastiche tartare disponibili presso gli scaffali della GDO.

Proteine da bere, alimenti funzionali e gusti “fricy”: quali trend aspettarsi nel 2026?

Negli ultimi anni l’industria alimentare ha visto un’evoluzione verso prodotti che non si limitano a fornire nutrienti di base ma, piuttosto, arricchiscono l'organismo di elementi specifici. Vediamo, ad esempio, un crescente interesse per proteine da bere e alimenti fermentati. Dal Regno Unito, poi, arriva una tendenza interessante.

Quello del Pontino è il Conad più bello d’Italia?

All'interno del Parco Pontino c'è un Conad Superstore che vale davvero la pena visitare. La sua ricetta è semplice: grande attenzione al fresco, forte caratterizzazione dei reparti, ordine e assortimento di valore nei banchi serviti, tante produzioni in house. Scopriamo insieme perché questa superficie merita una menzione speciale.

Le scommesse di Pewex sulla carne: il caso Ultramercato

Pewex, attraverso il suo format "Ultramercato", punta a valorizzare i reparti freschi in modo particolare, dalla macelleria alla pasticceria per arrivare all'angolo della pasta fresca, prodotta In Store. Facciamo un focus sulle carni per vedere come il retailer implementi il metodo POS nella gestione del banco servito.