C’è chi allestisce spazi in negozio per i prodotti virali: il caso Sephora.

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Grazie ai social network, determinati prodotti nati magari dall’altra parte del globo, diventano famosi e richiesti anche nel nostro Paese. Alcune industrie riportano addirittura la dicitura “virale” sui propri packaging mentre nel retail c’è chi dedica alle referenze più popolari sul web un apposito spazio.

In RetailWatch siamo molto attenti ai prodotti “virali”, tanto da avergli dedicato una rubrica intera dal titolo Viral Friday. Parliamo di uscite come “La dicitura Virale compare sui prodotti alimentari“, “Friggitrice ad aria:da gadget a fenomeno virale“, “Il Matcha, da bevanda cerimoniale a elemento pop” o “Viral Friday:3 cose da sapere sul pistacchio“.

Questi prodotti, per fattori non sempre chiari, piacciono particolarmente agli algoritmi dei social network che, di fatto, ne incrementano la risonanza mediatica in modo significativo. Forse ciò dipende dalla popolarità che tali articoli acquisiscono inizialmente presso una cerchia ristretta di consumatori o dal numero di volte che vengono citati online o ancora dal tempo che gli utenti passano mediamente ad interagire con video e post in cui se ne parla.

Facciamo l’esempio della Dubai Chocolate, di cui abbiamo parlato anche nell’articolo “Dubai Chocolate:analisi del trend“. Questo prodotto, in realtà molto semplice e a base di cioccolata, crema di pistacchio, kadayif croccante e tahini, è diventato velocemente famoso in tutto il mondo, generando una domanda impressionante da parte dei consumatori.

Dalla referenza principale, ovvero la tavoletta di cioccolato ripiena, sono poi nate decine o centinaia di altre referenze Dubai Style come i panettoni venduti da Maina e Vergani, di cui parliamo in un articolo dedicato dal titolo “Panettone Dubai Chocolate:Maina vs Vergani“.

Ovviamente per certi versi “viralità” è un sinonimo di moda e, quindi, può essere anch’essa temporanea. È comune, infatti, che i prodotti diventati famosi dalla sera alla mattina si vendano bene per un periodo, tornando poi nel dimenticatoio nel giro di qualche mese. In altri casi, invece, i trend si consolidano, generando ottime opportunità per chi sa intercettarli al momento giusto.

E nel retail?

Nel retail i prodotti virali sono molto presenti, come la stessa Dubai Chocolate che, recentemente, sta prendendo sempre più spazio all’interno degli espositori posti davanti alle casse di molti supermercati. Tali articoli però non vengono evidenziati in modo particolare o separati dal resto dell’assortimento.

Visitando un negozio Sephora, invece, vediamo come il retailer specializzato nel beauty abbia deciso di creare un apposito angolo con tutti i prodotti Hot on Social Media, ovvero di tendenza sui social network. Questa scelta, nel comparto in questione, è intelligente perché:

  • Lo stand in foto comunica un concetto chiaro: “Questi articoli sono stati testati da migliaia di persone, ti puoi fidare“.
  • Usciti dallo scaffale e messi in risalto, i prodotti diventano appetibili per una platea più ampia, formata anche da chi non ne ha ancora sentito parlare.
  • I clienti, incuriositi dalla dicitura “virale” o “hot on social”, sono spinti ad approcciare categorie di prodotto per loro del tutto nuove.

Segnalare in store la viralità online di una referenza, dunque, è un fattore sicuramente positivo. Ovviamente, nel mercato del beauty ciò ha un valore maggiore perché si tratta di prodotti che “aggrediscono” la pelle e per i quali, di conseguenza, avere più feedback possibili da parte degli utenti è fondamentale.

Anche nell’alimentare però comunicare la popolarità di determinati prodotti può spingere i consumatori a provarli e magari inserirli nella propria spesa settimanale o mensile. In RetailWatch monitoreremo le iniziative di supermercati e discount che si muoveranno in tal senso, per verificare in quale modo sceglieranno di valorizzare le referenze capaci di “incantare” il pubblico del web.

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