Chi della GDO soffrirà di più Amazon Italia food?

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Chi della GDO soffrirà di più Amazon Italia food?

Settembre 2015. Amazon Italia ha aperto alla fine di Luglio il suo supermercato on line. RetailWatch ha dato conto di quanto sta accadendo in diversi articoli. Per il momento l’assortimento è incentrato sullo scatolame e sul chimico casa persona. Non ci sono i freschi. Alcuni reparti sono deficitari e non tengono conto delle specificità territoriali, come il vino. Altri come i verdi o il pesce non hanno la profondità di un superstore o di un ipermercato, ma il tempo lavora per Amazon e i suoi up grading come Prime.
 
Nella tabella qui sotto sono elencate le reti del food, divise per tipologie di vendita. Quali sono le più e quelle meno minacciate?
 
Ipermercati                                            378
Superstore                                             492
Supermercati                                         8.096
Superette                                               13.872
Discount                                                4.830
 
Gli ipermercati hanno da anni come competitor Amazon, anche se il retailer pure on line mira agli specialisti dall’assortimento largo e profondo. Da quest’anno anche l’assortimento food è oggetto di competizione con il sito di Bezos.
 
Se funzionassero i diversi bottoni di Dash si potrebbe allargare il confronto fra una tecnologia molto spinta e il retail tradizionale perché si vedrebbe bene la forbice della differenza nell’operatività lato cliente.
 
I superstore, specificamente quelli di Esselunga hanno un assortimento ampio e profondo che varia, come i prezzi praticati, da zona a zona, cosa che non fa Amazon. È necessario poi ricordare che Esselunga vende on line, come Carrefour e se sapranno usare la leva della territorialità (sia dei prodotti, sia dei freschi) avranno meno grattacapi in futuro.
 
I supermercati di attrazione sono esposti alla concorrenza di Amazon. Il cliente in genere deve recarsi in questi punti di vendita con l’auto, gli assortimenti sono più ridotti che negli ipermercati e i prezzi relativamente più alti.
 
Le superette di stretto vicinato teoricamente non dovrebbero avere problemi a patto che sappiano esprimere assortimenti e servizi adeguati. Oggi i prezzi sono troppo elevati per reggere il confronto con Amazon.
 
I discount (Lidl ma anche Eurospin e Md) stanno lavorando per allargare il loro assortimento specificamente nei freschi. In diverse categorie sono stati inseriti i brand internazionali e nazionali tipici degli altri canali del largo consumo, in diversi casi con formati di prodotto differenti, ma i prezzi a volume rivelano che la forbice fra il discount e gli altri canali e adesso anche versus Amazon è sempre più ristretta. Stando così le cose avranno anch’essi qualche problema.
 
Amazon nel frattempo perfezionerà la tecnologia per poter comprare con un click su qualsiasi dispositivo in qualsiasi location, costringendo i retailer tradizionali a rincorrerla su questo terreno con investimenti importanti e non previsti.
 
Intanto ecco i risultati del sondaggio di RetailWatch, grazie ai lettori che hanno partecipato.
 
Amazon Italia lancia il sito per la vendita on line del food e del chimico:
 
Farà accordi con altri retailer
50%
Non ha il fresco, aspettiamo a giudicare
15%
Darà del filo da torcere a supermercati e ipermercati
15%
Darà del filo da torcere a superette e discount
3%
Darà filo da torcere ai Category killer
3%
Sarà un insuccesso
12%
 

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