Di recente stanno nascendo collaborazioni peculiari che riguardano due universi molto differenti: skincare & caffé. Ne è un esempio Yepoda che, nello store di Milano, ha pensato a un corner per gustare il caffè coreano tipico e tradizionale.


Il caffè in Italia sta cambiando volto
Ne abbiamo già ampiamente parlato: il caffè in Italia ha cambiato volto e soprattutto ampliato il proprio bacino d’utenza, con le stesse aziende nostrane che strizzano l’occhio a trend internazionali ormai consolidati. Dall’avanzare dello specialty coffee allo sviluppo, seppur difficoltoso, di catene come Starbucks e 12Oz, stiamo assistendo ad un’apertura cosmopolita senza precedenti.
Milano è la piazza più fertile da questo punto di vista: in città troviamo torrefazioni, caffetterie di fascia alta, come la nuova Nespresso Boutique, e iniziative di grandi brand nazionali. Lavazza, ad esempio, ha ormai conquistato quasi tutto il piano terra del negozio Eataly Smeraldo.
In centro, tra Corso Garibaldi e Cairoli, troviamo poi uno store decisamente interessante: il noto e virale brand di skincare coreano Yepoda ha qui The Yepoda Haus, ovvero un negozio dove i prodotti e la consulenza estetica rimangono protagonisti, ma vengono affiancati da una deliziosa e peculiare caffetteria coreana.
Un format, questo, capace di unire bellezza e gastronomia. L’idea è semplice ma efficace: accostare alla proposta cosmetica un piccolo spazio dedicato alla pausa caffè in stile coreano, trasformando la visita in negozio in un’esperienza più ampia e immersiva. Il risultato è un ambiente che richiama l’estetica minimal e curata tipica del brand, dove i clienti possono scoprire i prodotti skincare e allo stesso tempo concedersi un break con bevande e dolci ispirati alla cultura gastronomica coreana (e dell’azienda).
Il corner caffetteria Yepoda: skincare e coffee experience

All’interno dello store milanese, Yepoda ha integrato un angolo caffetteria che rappresenta la naturale estensione della filosofia del marchio. Accanto alla linea di prodotti per la cura della pelle, i visitatori possono infatti assaggiare un caffè coreano tipico, accompagnandolo con dessert vegani e senza glutine, pensati per rispecchiare i valori di un brand orientato al benessere e ad ingredienti selezionati.


In questo modo la pausa caffè diventa parte integrante del percorso in negozio. Non solo acquisto, quindi, ma anche esperienza, socialità e scoperta culturale. Nel menu il caffè coreano viene declinato nelle ricette più tipiche, sicuramente poco conosciute in Italia. Vediamo, ad esempio, lo Yuzu Iced Coffee: un infuso freddo a base di bucce di Yuzu (agrume simile al limone) ridotte quasi in marmellata e miscelate successivamente con il caffè espresso. Ne acquistiamo un bicchiere da circa 300 ml al costo di 3.90 euro.


Nel locale si possono consumare anche item classici della caffetteria italiana (caffè 1.50 euro e cappuccino 2.50 euro), insieme ad altre proposte internazionali come il matcha alla fragola e la maracuja con il caffè.
Il cibo come ponte tra brand e cliente
L’operazione di Yepoda mostra come il food possa diventare un potente strumento di storytelling per le aziende. Integrare una proposta gastronomica all’interno dello store permette infatti di creare un legame più immediato con il pubblico, trasformando il consumo in condivisione. Il caffè, nel caso analizzato, rappresenta il linguaggio universale che facilita questo dialogo: in un Paese come l’Italia, dove la cultura della tazzina è profondamente radicata, proporre una variante internazionale della famosa bevanda diventa un modo per incuriosire i consumatori, ampliandone gli orizzonti del gusto.
Non è un caso che sempre più brand stiano esplorando la via del food, cercando connessioni tra settori apparentemente lontani per costruire esperienze di marca più complete.
Dal caffè alla cosmetica: le contaminazioni nel marketing
La strategia di Yepoda si inserisce infatti in un filone di collaborazioni e contaminazioni tra food e beauty che negli ultimi anni sta prendendo corpo in modo importante. Due esempi recenti riguardano il mondo del caffé italiano: da un lato, Kimbo ha collaborato con un brand di cosmetica, dimostrando come anche un prodotto iconico del segmento food, ovvero il classico espresso, possa dialogare con l’universo della cura persona.

Dall’altro Caffè Vergnano ha lavorato in sinergia con Clarins per aprire gli Energy Beauty Bar. Questi corner sono stati posizionati nel mese di marzo in punti strategici di Milano (Chiosco Brera, dal 20 al 22) e di Roma (Piazza Americo Capponi, dal 27 al 29). Essendo caffè e benessere argomenti che attualmente vanno a braccetto, in questi Energy Beauty Bar entrambe le aziende si sono potute presentare al meglio: Vergnano offrendo una degustazione della miscela 1882 Original, Clarins proponendo una skincare con ritocco make up.

Queste iniziative mostrano come i confini tra settori stiano diventando sempre più permeabili. Il cibo, grazie alla sua dimensione sensoriale e quotidiana, si presta particolarmente bene a costruire connessioni con altri ambiti del lifestyle. Il caso di Yepoda è un esempio di come il retail contemporaneo possa evolvere verso format ibridi, capaci di raccontare il brand attraverso esperienze multisensoriali e interculturali.

