Come creare valore guardando i dati con DIL Solutions

Data:

Negli ultimi anni si è parlato spesso di “data hangover”, ovvero dell’ubriacatura di dati: troppe informazioni che, in fin dei conti, non sempre si riescono a sfruttare appieno per prendere le giuste decisioni operative e, soprattutto, strategiche. Ne parliamo con DIL Solutions, analizzando alcuni temi legati alla potenzialità che i dati hanno nel retail.

I dati, negli anni, sono diventati talmente preziosi da essere spesso chiamati “il nuovo petrolio”. Ciò a patto però che vengano ben utilizzati. È importante, infatti, sapere quali guardare e come guardarli, per evitare di prendere decisioni operative basate su presupposti errati, nati magari da una cattiva interpretazione delle informazioni disponibili.

Oggi, grazie alle tecnologie più avanzate, i dati sono sempre più strutturati, integrati e perciò utilizzabili per analizzare nel dettaglio, in tempo reale, ogni aspetto del business.

Con DIL Solutions, azienda di cui abbiamo già parlato in articoli come “DIL Solutions ha una soluzione per incrementare i profitti di GDO & Industria?” e “Report DIL Solutions: Dove cercare i recuperi nell’attività di Profit Recovery?“, approfondiamo alcuni dei temi legati all’analisi dei dati.

Fonti integrate, insight immediati

Le fonti da cui “pescare” sono spesso molteplici: sistemi di Loyalty e CRM, Proximity e Location-Based Marketing, conteggio persone, video analytics e sensori 3D. Questi ed altri programmi non solo raccolgono informazioni, ma offrono anche dashboard e insight da analizzare con attenzione.

  • Sfida attuale: trasformare questa abbondanza di dati in sintesi utili per accrescere il know how dell’impresa.
  • Domanda chiave: quanto del potenziale informativo viene realmente sfruttato per generare valore?

Attraverso il suo intervento, DIL Solutions punta a completare con successo la sfida descritta qui sopra, rispondendo innanzitutto all’interrogativo chiave, il tutto con l’obiettivo di sfruttare al massimo le potenzialità del dato.

Certificare e rendere omogenea l’informazione come fa DIL Solutions è fondamentale quando le fonti da cui attingere sono diverse. In realtà, infatti, l’optimum sarebbe avere un unico database con cui ogni strumento informatico possa dialogare ma, molto frequentemente, questo non è il caso.

Più spesso, invece, si crea una ridondanza di informazioni, con dati ospitati su varie piattaforme che, se interrogate relativamente al medesimo KPI, restituiscono risultati tra loro difformi a causa di una serie di criticità da risolvere con l’aiuto di operatori come DIL.

Dal dato alla decisione operativa

DIL Solutions si propone come partner strategico per aiutare le aziende a compiere un salto di qualità: trasformare la complessità dei dati in azioni concrete e misurabili. L’ approccio della società si fonda su due pilastri operativi:

1. Costruzione di metriche integrate

  • Aggregazione di dati da fonti eterogenee (marketing, operations, vendite, supply chain etc).
  • Superamento dei silos informativi.
  • Creazione di KPI condivisi e trasversali.

2.  Personalizzazione degli strumenti analitici

  • Analisi dei bisogni informativi specifici per ogni ufficio e business unit.
  • Definizione di indicatori chiave su misura per ogni funzione (marketing, acquisti, logistica etc.).
  • Sviluppo di modelli di lettura orientati a semplificare e velocizzare il processo decisionale.

Dati come leva per la marginalità

Attraverso l’integrazione di dati su vendite, traffico, comportamento dei consumatori e performance operative, aiutiamo le aziende a:

  • Identificare le attività da realizzare in modo prioritario per la generazione del valore.
  • Ottimizzare la gestione dei fornitori e degli accordi commerciali.
  • Calibrare l’assortimento e pianificare la domanda con maggiore precisione.

Risultati attesi:

  • Miglioramento della marginalità.
  • Decisioni più rapide e strategiche.
  • Riduzione degli sprechi e aumento dell’efficienza operativa.

Analisi comportamentale per ottimizzare lo spazio

Nei progetti retail, DIL Solutions utilizza tecnologie avanzate per analizzare le interazioni dei consumatori con il punto vendita. L’obiettivo non è soltanto installare un hardware (dei sensori di ultima generazione) ma anche e soprattutto quello di arrivare a leggere ed interpretare correttamente i dati raccolti.

È vero, infatti, che se il dato non si trasforma automaticamente in conoscenza ed azioni operative, non svolge la funzione per la quale viene immagazzinato e analizzato.

Azioni concrete:

  • Monitoraggio del flusso dei visitatori e dei percorsi più battuti.
  • Analisi della correlazione tra tempi di permanenza davanti allo scaffale, tassi di conversione passaggi/vendite e stile espositivo.
  • Identificazione degli assi di miglioramento relativamente alla redditività degli spazi.

Benefici:

  • Ottimizzazione del layout e dell’assortimento.
  • Promozioni più efficaci grazie a test A/B mirati.
  • Miglioramento dell’esperienza cliente e della redditività.

La redazione di RetailWatch ha visionato spesso sistemi informatici utili ad approfondire i temi sopra riportati. La sfida è comprendere quali, tra queste soluzioni, risultano più adatte ad intercettare i bisogni di un mercato che, molte volte, possiede tanti dati senza riuscire a sintetizzarli per prendere, grazie ad essi, le giuste decisioni strategiche.

Certamente monitoreremo chi, nel futuro, avendo una visuale più chiara sulle informazioni derivanti da hardware e software, riuscirà ad accumulare un vantaggio competitivo importante rispetto alla concorrenza.

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