Crisi? UniCoop Firenze lancia i corsi di cucito

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Crisi? UniCoop Firenze lancia i corsi di cucito

Ottobre 2013. È boom per i corsi di taglio e cucito Coop: la crisi porta in auge il “riuso”.

Gli “eletti” sono una sessantina, ma in lista di attesa sono già un centinaio. La partecipazione ai corsi di taglio e cucito organizzati dalle sezioni soci Coop di Ponte a Greve, Empoli e Cascina Navacchio ha registrato un boom di iscrizioni. È un vero e proprio fenomeno di costume perché imperativi come “riusare”, “ricucire”, “riciclare” – dimenticati dalla forsennata corsa al consumo degli anni d’oro – stanno diventando nuovamente d’attualità in tempi di crisi.

Al Centro*Ponte a Greve di Firenze (due corsi da 15 persone e 38 in lista per gennaio) le donne, grazie alla tramvia, sono arrivate un po’ da tutte le parti della città. Le macchine da cucire le ha prestate la Singer, ma qualcuna se la porta addirittura da casa. Sono giovanissime e meno giovani, tutte insieme per dieci lezioni della durata di due ore e mezzo, a imparare questa manualità finita nel dimenticatoio. «Oggi non si sa più neanche come attaccare un bottone – dice la presidente della sezione soci Coop Gabriella Iacopini – e invece la crisi sta ponendo con determinazione il problema del riuso delle cose». Le più giovani dicono: «non sappiamo fare nulla, vogliamo imparare». Le più mature vorrebbero un attestato, magari per farlo valere sul mercato. Ma i corsi Coop non servono a questo. Si potrebbe riassumere la loro funzione con uno slogan: “Scopri il sarto che è in te”, come dice Angela Corsani, sarta e maestra di taglio e cucito. «Nei corsi insegno tre cose principalmente: rimettere in taglia, fare il restyling e correggere l’usura o difetti di un capo» spiega Angela. C’è molta più attenzione al recupero di quanto non fosse negli anni passati, continua: «oggi quando e “se” si compra, si cerca di acquistare le cose migliori e che durano di più». Per questo Angela insegna merceologia del tessuto, spiega le caratteristiche dei materiali, le fibre. E poi insegna i piccoli interventi anche solo per…recuperare l’uso delle mani: «Insomma, cerco di rimettere in moto quel piccolo saper fare di cui era ricca la nostra zona».

Le partecipanti apprezzano e stanno in questa “stanza delle donne” anche per socializzare, chiacchierare, “attaccar bottone”, un’espressione che ha la sua origine proprio in queste pratiche sociali tutte al femminile. Con qualche eccezione però. Perché a lezione in questi giorni è arrivato anche un uomo. Resisterà in un luogo in cui si parla di reggiseni, punto vita e biancheria? «Lui reagisce tranquillo – racconta Angela -, altri se ne sono andati alla terza lezione, ma lui no»! Perché giustamente non ci vede niente di strano. Anche lui vuole fare orli, riparazioni, essere autosufficiente: questione di pari opportunità. E poi, se proprio vogliamo ritrovare una tradizione anche al maschile, è già pronta: «Una volta la madre insegnava i piccoli segreti femminili al figlio che andava a fare il militare per essere in ordine e non sfigurare». Oggi si riscopre anche questo.

Il ricavato dei corsi di taglio e cucito sarà devoluto in solidarietà alla Fondazione Il Cuore si scioglie.

Sempre UniCoop Firenze organizza a Montelupo l’ultima domenica del mese “Giro di stile”. Le persone portano abbigliamento e accessori da dismettere ricevono in cambio bottoni: serviranno per acquistare i capi di altre persone. Si sceglie con l’aiuto di personal shopper che aiutano a ricostruire il visual personale anche in tempi di crisi. Senza ricorrere al denaro.

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