È stato il figlio, c’è ancora

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È stato il figlio, c’è ancora

Giulio Rubinelli per il film Luigi Rubinelli per gli abbinamenti food

È stato il figlio
di D.Ciprì

Lunedì 16 Settembre
SKY Cinema Passion
Ore 21.00

Il film non restituisce un quadro onorevole della mentalità meridionale se non del cittadino italiano in genere. Difficile dire se sia stato inteso dal regista come una critica, dati i toni (sia drammaturgici sia tecnici) fiabeschi.
Quel che ci viene restituito è un ritratto crudo e cinico del nostro rapporto con il denaro.
È interessante, nonostante la vicenda sia ambientata nella Sicilia degli anni ’70 (rifacendosi a una storia realmente accaduta), guardare questo film con l’occhio cosciente e esperto di chi ha vissuto la crisi economica degli ultimi anni.

Una famiglia palermitana tira a campare, in serena povertà, con i proventi del riciclo di metalli di scarto.
Fatalmente la più piccola delle figlie un giorno viene uccisa da un proiettile non a lei destinato. Dopo lo shock, il padre viene a sapere di un cospicuo risarcimento statale per le famiglie dei morti per mafia.
I soldi tarderanno ad arrivare e intanto il piccolo nucleo familiare si riempirà di debiti con un usuraio senza pietà. Ecco, finalmente i soldi e invece di risolvere tutti i loro problemi ed assicurarsi un futuro sereno, la decisione del padre è quella di spendere l’intero importo in un’auto, un’auto di lusso.

Ignoranza, materialismo, mentalità gretta e parassitaria, antico matriarcato ed egoismo hanno la meglio in un mondo piccolo e arcaico che pur ancora esiste.

Davvero sorprendente il finale che ovviamente non vogliamo rivelare e che in extremis stravolge la trama e il percorso dello spettatore.

Lode alla fotografia sui generis e alla magistrale interpretazione di un Toni Servillo sempre in forma, trasformista e, in questo caso, caratterista di grande impatto.

GENERE: Commedia con accenni di grottesco e tanto cinismo celato da una fotografia quanto mai francese e gradevolissima.

VELOCITA’: I primi 20 minuti del film possono risultare lenti, ma non vi preoccupate, i colpi di scena compenseranno.

TEMPERATURA: Sicilia in agosto. Avete un’idea?

QUALITA’: Componenti di gran qualità, dalla recitazione alla già nominata fotografia (che ha ricevuto il debito riconoscimento alla scorsa edizione del Festival di Venezia). Divertente e particolare la sceneggiatura (cavallo di battaglia del regista).

DA VEDERE CON TUTTI.

Gli abbinamenti food

. Vini. In omaggio al soggetto del film tentiamo un vino siciliano di sicuro interesse: Grillo Rocce di Pietralunga della Cantina Centopassi (Libera-Don Ciotti) di San Giuseppe Jato (Pa), un vino ampio e con sentori di agrumi molto accentuato ma anche acido, quasi quanto il film. Centopassi è una cantina da seguire sia per il suo impegno politico e sociale sia, certamente, enologico, senza togliere nulla alle altre cantine siciliane, che riprenderemo in futuro.

. Formaggi. Rimaniamo in Sicilia per parlare del Pecorino Siciliano, fatto con latte di pecora fresco, con stagionatura da 4 a 12 mesi, ovviamente assaggiate quello di più ampia stagionatura visto che dovete degustare anche il Grillo Rocce. E se proprio volete un produttore, oltrechè al Consorzio, potete bussare al Caseificio Cangemi di Partanna e chiedere dello stagionato, visto che lo fa ed è buono.

. Cioccolato. Siciliano anch’esso: il Cioccolato di Modica, nella val di Noto, provate a cercare quello al pepe bianco, al pistacchio o allo zenzero, così, tanto per abbinare a vino e formaggio. Assaggiate quello di Casa Don Puglisi, il prete assassinato vigliaccamente dalla mafia.

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