A Spinaceto (Roma), un ex punto vendita Decò affiliato è recentemente diventato EuroSpin. Si tratta di un caso isolato oppure è un segnale che qualcosa, nel mercato, sta cambiando?
A luglio la redazione di RetailWatch è stata impegnata in una Retail Road Trip romana per visitare una quarantina di punti vendita con l’obiettivo di raccontare ai lettori gli aspetti salienti notati durante il giro. Da questo lavoro, è nato l’articolo “Abbiamo visitato 40 punti vendita romani: Cosa c’è di importante da notare?“.
Ci siamo poi ripromessi di tornare nella Capitale per approfondire ulteriormente alcune dinamiche di natura commerciale. La seconda settimana di settembre, infatti, ha rappresentato l’occasione ideale per riprendere da dove avevamo lasciato.

Da Decò ad EuroSpin
Durante il nostro viaggio ci siamo imbattuti nel nuovo EuroSpin di Spinaceto. Si tratta di un punto vendita che conosciamo bene, di circa 1.000 mq netti, visitato più volte dalla nostra redazione quando batteva ancora l’insegna Maxistore Decò.

Se però quando il negozio era un semplice supermercato l’affluenza, almeno durante le nostre visite, sembrava decisamente moderata, con EuroSpin la storia è cambiata in modo evidente.


Il discount, come si può vedere dalla foto qui sopra, era infatti pieno di clienti che riempivano i carrelli e facevano la fila alle casse. Inoltre, risultava difficile trovare un posto per parcheggiarsi in corrispondenza dell’ingresso principale visto l’elevato numero di automobili presenti.
Il quadro competitivo
Nello stesso bacino d’utenza dell’ex Decò ci sono vari supermercati, tra i quali troviamo un SACOPH (GROS) ed un Superstore Oasi aperto recentemente, entrambi ad un chilometro circa dalla location in questione. Che il Maxistore Decò potesse trovare delle difficoltà nello sviluppo della cifra d’affari, quindi, è abbastanza normale.

Vedremo altre operazioni del genere in futuro?
Il caso di Spinaceto è emblematico: un imprenditore affiliato, in un bacino d’utenza abbastanza presidiato da supermercati concorrenti, ha deciso di cambiare franchisor, affidandosi ad un forte discounter. L’EuroSpin di cui parliamo in questo articolo, infatti, è gestito da un franchisee.
È molto probabile che, nel prossimo futuro, assisteremo sempre più spesso a questi “cambi di casacca”. Il perché è molto semplice: gli imprenditori affiliati cercheranno, laddove possibile, format più remunerativi per quei bacini che vedono una crescente saturazione relativa al formato super tradizionale.
In uno scenario di mercato in cui i bacini d’utenza dei singoli supermercati tendono a restringersi per via del sovraffollamento delle superfici di vendita, sarà inoltre normale vedere molti store sotto-performanti chiudere. Con ogni probabilità, dunque, il futuro ci riserva una pesante razionalizzazione delle reti, orientata ad eliminare o riconvertire le superfici inefficienti.

