Gli italiani sono preoccupati per la piega che sta prendendo l’ambiente. Parola di Nielsen

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Settembre 2020. Una recente indagine condotta da Nielsen (“Sustainble Shoppers Report”) ha rilevato come la maggioranza assoluta degli italiani abbia a cuore il tema dell’impatto ambientale delle proprie abitudini alimentari, mostrandosi (estremamente o molto) sensibile a temi quali lo spreco alimentare, il packaging non eco-sostenibile dei prodotti, l’uso eccessivo di pesticidi nei processi produttivi (citati dal 60% degli intervistati tra le principali preoccupazioni in tema ambientale).

LA SENSIBILITÀ ECOLOGICA condiziona in misura significativa le aspettative degli italiani circa il presente e, ancor più, il futuro dell’offerta agroalimentare nel nostro Paese, che dovrebbe prioritariamente garantire un’offerta di cibo salutare, orientare i processi produttivi verso soluzioni sostenibili, migliorare la gestione delle risorse naturali, favorire lo sviluppo dell’agricoltura biologica e la protezione di piante e animali.

SIA DAL PUNTO di vista della domanda che dell’offerta i margini di miglioramento risultano tuttavia ancora significativi: basti pensare che solo il 16% dei brand propone al momento prodotti e soluzioni “green”, mentre l’offerta sugli scaffali degli stessi prodotti rimane piuttosto limitata tanto da portare la maggioranza assoluta dei consumatori(59% del totale) a considerarli

difficilmente reperibili. Pur di acquistare un prodotto considerato sostenibile, gli italiani sono disposti a rinunciare ad altre caratteristiche. Il 47% al design, il 46% al packagin e il 40% al brand.

PERSISTE, INOLTRE, UNA disomogeneità di offerta di prodotti eco-sostenibili tra i diversi comparti merceologici, in primis in termini di incidenza sul totale del volume d’affari dagli stessi generato: maggioritaria nella cura della casa (55% delle vendite), tutto sommato elevata nel comparto dei gelati/ surgelati e nella drogheria alimentare (rispettivamente 23% e 19%); decisamente minoritaria in tutti gli altri (15,7% nella cura della persona, 13,2% nelle bevande, 10,9% nel fresco, 10,6% nell’ortofrutta, 0,6% nel pet care).

I CONSUMATORI NON chiedono una rivoluzione, ma un percorso graduale e ragionato che consenta di perseguire risultati concreti. Il tutto, accompagnato da una comunicazione trasparente, che permetta al consumatore di essere informato riguardo alle caratteristiche e alle ricadute ambientali e sociali dei prodotti che decide di acquistare. Gli italiani, in sostanza, chiedono ai produttori (e ai distributori) di svolgere un ruolo di guida ed indirizzo dei comportamenti di spesa in una direzione maggiormente sostenibile. E di adeguare coerentemente l’offerta.

Fonte: italiani.coop

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