I rifiuti urbani in Italia e in Europa. Si può fare di più

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I rifiuti urbani in Italia e in Europa. Si può fare di più

Settembre 2018. Nel 2016 la quantità di rifiuti urbani raccolti si attesta a 496,7 kg per abitante, con aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente dovuto in parte alla nuova metodologia di calcolo (che inserisce tra questi anche i rifiuti inerti prodotti da piccoli interventi nelle abitazioni, prima considerati rifiuti speciali). A livello territoriale, le maggiori quantità di rifiuti urbani si raccolgono nel Centro Italia; Emilia-Romagna e Toscana sono i primi produttori, con livelli oltre i 600 kg per abitante. In ambito europeo, il nostro Paese si colloca poco sopra la media, al decimo posto della graduatoria decrescente.
 
Meno in discarica
La quota di rifiuti raccolti e smaltiti in discarica continua a diminuire e nel 2016 sono 122,6 kg per abitante, e rappresentano meno di un quarto del totale dei rifiuti raccolti. Le migliori performance nella gestione dei rifiuti urbani spettano alla provincia autonoma di Bolzano, al Friuli-Venezia Giulia, alla Campania e alla Lombardia con una quota di smaltimento inferiore al 4,5% del totale dei rifiuti urbani raccolti. Nel contesto europeo, l’Italia é poco sopra la media sia per i rifiuti raccolti sia per quelli smaltiti in discarica (rispettivamente 495 e 123 kg per abitante in Italia, 480 e 117 kg per abitante per l’Ue). 10 La raccolta differenziata, fattore strategico per la corretta gestione dei rifiuti, nel 2016 raggiunge il 52,5%, 5 punti percentuali in più rispetto al 2015, pur confermando un andamento fortemente crescente l’obiettivo del 65% previsto per il 2012 resta ancora lontano. Le regioni più virtuose sono la provincia autonoma di Trento e il Veneto che, insieme a Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Bolzano, superano ampiamente l'obiettivo del 65%. Con il 15,4% la Sicilia si conferma la più lontana dai target europei.
 
Seguendo il protocollo di Kyoto
Nel secondo periodo d’impegno del protocollo di Kyoto (2013-2020), i paesi dell’area Ue hanno l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto al livello del 1990. Tra il 1990 e il 2015 l’Italia le ha ridotte del 16,7%, passando da 520 milioni di tonnellate di CO2 equivalente a 433; nella media Ue la diminuzione complessiva è stata del 23,7%. Nel 2017 si riduce rispetto all’anno precedente la percentuale di famiglie che percepiscono inquinata l'aria della zona in cui vivono (36,9%) e, anche se di poco, quella che segnala la presenza di odori sgradevoli (20,4%). Sull’inquinamento dell'aria sono le famiglie del Nord-ovest a segnalare maggiormente il problema mentre la percezione di odori sgradevoli interessa di più quelle del Mezzogiorno e, tra le regioni, Puglia e Campania (26,7% e 25,9% rispettivamente). Nel 2016 sono 5.518 le aree adibite alla balneazione in Italia, rappresentate dalle acque marino-costiere, di transizione e interne superficiali. Rispetto agli anni precedenti si conferma l’aumento delle acque con qualità eccellente che raggiungono il 90,8% (3,6 punti in più rispetto al 2013). A livello europeo, le acque eccellenti sono l’85,5%, con un incremento di 2,9 punti percentuali rispetto al 2013.
 
Fonte: Istat
 

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