Il panettone è diventato troppo caro?

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Negli ultimi tempi, il panettone premium è stato molto apprezzato dai consumatori, al punto che la GDO ne ha ampliato la presenza sui propri scaffali. Una recente analisi riguardante 30 brand mostra però che i prezzi di questi lievitati, nei passati 5 anni, hanno visto un’impennata importante.

Maiora Solutions, società specializzata in servizi avanzati di analisi e gestione dati, nel suo Osservatorio Panettone, giunto ormai alla sesta edizione, ha monitorato l’andamento dei prezzi di 30 tra i principali brand che commercializzano il famoso dolce natalizio, 14 dei quali industriali e 16 afferenti alle principali pasticcerie milanesi.

Rispetto all’anno scorso, l’indagine evidenzia un amento del 9% nei prezzi dei panettoni industriali e del 3% per quelli artigianali. Allargando lo spettro analitico agli ultimi 5 anni gli incrementi risultano poi ancor più significativi. Nel 2021, infatti, il prezzo medio al Kg di un panettone artigianale venduto a Milano era pari a €36.86 mentre quest’anno si sfiorano i 45 euro (44.74), un aumento pari al +21.4%. I panettoni industriali, invece, passano dai 5.53 euro medi del 2021 agli 8.58 euro del 2025, segnando un +55%.

Occhio alla svolta premium

Negli ultimi anni i panettoni di fascia alta sono entrati sempre di più negli assortimenti della grande distribuzione, così come ne è cresciuto il consumo presso le pasticcerie ed i ristoranti di chef i quali, grazie ai social network ed alla televisione, sono diventati delle vere e proprie star. Parliamo di professionisti come Carlo Cracco, Antonino Cannavacciuolo, Iginio Massari, Ernst Knam, Bruno Barbieri e via dicendo, ognuno dei quali ha, nel tempo, lanciato una propria versione del noto dolce di Natale.

La ragione della popolarità di questi panettoni premium probabilmente va ricercata nel gap qualitativo esistente tra la versione artigianale del lievitato e quella industriale largamente disponibile presso tutti i supermercati italiani fino a qualche anno fa.

Se è vero che il costo di quest’ultima tipologia di panettone all’epoca era nettamente inferiore rispetto alla media riportata da Maiora Solutions (8.58€), è anche vero che spesso e volentieri si trattava di prodotti dall’impasto tendenzialmente secco, ricchi di canditi a volte troppo duri o eccessivamente dolci e, nel complesso, di referenze che presentavano un gusto simile a quello delle merendine industriali.

L’interesse dei consumatori verso i panettoni di fascia alta, dunque, è stato un bene per l’industria che ha dovuto in molti casi elevare i propri standard per andare incontro alle nuove esigenze del mercato. Contrariamente a quanto accaduto in altri contesti infatti, oggi i clienti preferiscono consumare meno panettoni, a patto che siano estremamente qualitativi.

Il problema è che alcuni brand dell’IDM rischiano di alzare troppo l’asticella, portando i prezzi dei loro panettoni ad un livello che relegherà determinate referenze alla nicchia, inficiandone i volumi. Particolarmente interessante, invece, è il lavoro fatto sui panettoni a marchio della GDO i quali, seppur realizzati da grandi industrie, riescono ad assomigliare in tutto e per tutto a dolci artigianali, con il vantaggio del prezzo più competitivo.

Con ogni probabilità, laddove i prezzi dei marchi noti venduti presso i supermercati dovessero continuare ad aumentare, vedremo anche in questo frangente un forte incremento della quota occupata dagli articoli MDD. In RetailWatch continueremo a monitorare il fenomeno qui descritto, per verificarne e commentarne gli sviluppi.

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