Il Piemonte punta sulla pasta: il caso Bossolasco

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A Savigliano (CN), è nato un pastificio che ha l’obiettivo di far conoscere l’eccellenza del grano, della qualità e della filiera piemontese. Con uno stabilimento nuovo di zecca e valori chiari, Bossolasco punta a crescere con i partner giusti e, soprattutto, in modo sostenibile. Vediamo insieme come, intervistando il fondatore dell’azienda.

Guardavo gli scaffali dei supermercati, pieni di pasta di Gragnano“, ci dice Emanuele Bossolasco, giovane imprenditore piemontese e, proseguendo, afferma: “mi sono detto che è stupendo poter nobilitare un luogo con un prodotto di alta qualità, familiare come la pasta. È così che ho deciso di fare lo stesso con il nostro territorio, creando il Pastificio Agricolo Bossolasco“.

Nell’articolo di oggi, lo intervistiamo per capire come, da un’idea, sia nata l’impresa che adesso dirige con l’obiettivo di farla crescere in modo sostenibile, valorizzando persone, luoghi e filiera.

Dove e come nasce l’azienda Bossolasco?

Il Pastificio Agricolo Bossolasco ha sede a Savigliano, nel cuneese, e nasce da una visione imprenditoriale che unisce produzione agricola e trasformazione. Fin dalle origini, abbiamo scelto di presidiare l’intera filiera – dalla semina al prodotto finito – per garantire qualità costante, piena tracciabilità e un forte radicamento nel territorio.

Quali processi caratterizzano la vostra produzione?

Crediamo in una filiera corta e verticalmente integrata. Utilizziamo semola di grano duro coltivato da noi, lavorata con metodi artigianali:trafilatura al bronzo, essiccazione lenta a basse temperature ed un ciclo produttivo organizzato per piccoli lotti. Questo ci permette di tutelare le proprietà organolettiche della pasta e di offrire uno standard qualitativo costantemente elevato.

Si parla spesso di origine delle materie prime. Da dove proviene il vostro grano?

ll grano duro che utilizziamo proviene principalmente dalle nostre coltivazioni e da terreni accuratamente selezionati in zone vocate. La nostra priorità è la qualità della materia prima, ottenuta attraverso scelte varietali mirate e pratiche agricole sostenibili, anche a scapito della resa produttiva.

Operate sicuramente in un mercato competitivo, quali obiettivi di crescita avete?

Non puntiamo ad una crescita indiscriminata dei volumi, ma ad uno sviluppo strutturato e graduale. Le leve su cui facciamo affidamento sono il controllo della filiera, l’identità territoriale, la qualità percepibile e una narrazione autentica del prodotto. Parallelamente, curiamo la selezione dei partner commerciali e sviluppiamo la presenza nei canali più in linea con la nostra strategia e con quanto richiede il mercato.

Ad oggi operate con due marchi: Granò e Bossolasco. Come differenziate queste linee?

Le due linee si rivolgono a segmenti diversi. Bossolasco è la nostra espressione più alta: filiera agricola certificata, forte identità territoriale, essiccazione ultra-lenta e distribuzione nei canali premium del retail specializzato e dell’HORECA. Granò mantiene elevati standard qualitativi ma si orienta alla GDO. Facciamo test continuamente per verificare il riscontro dei consumatori relativamente alla nostra pasta e siamo felici di constatare che entrambe le linee sono estremamente apprezzate presso la ristorazione di livello che ci richiede il prodotto con costanza.

Molti pastifici esportano una porzione significativa della propria produzione all’estero. E voi?

L’Italia rimane il nostro mercato di riferimento, in particolare attraverso i canali specializzati e la GDO selezionata. L’export è però una priorità strategica: lo affrontiamo con selettività, concentrandoci su mercati che valorizzano la pasta di filiera e il vero Made in Italy.

Di recente avete investito in un nuovo stabilimento molto moderno. Perché questa scelta?

Il nuovo stabilimento centra due nostri obiettivi: in primis migliorare efficienza produttiva e qualità dei processi e, in aggiunta, costruire le basi per una crescita equilibrata nel tempo. È un investimento coerente con la volontà dell’azienda di strutturarsi industrialmente, senza perdere identità.

La strategia commerciale rimane sempre fondamentale. Quali canali di vendita vi danno maggiore soddisfazione?

Presidiamo retail specializzato, GDO selezionata, HORECA di qualità ed e-commerce. Ogni canale ha una propria offerta e politica commerciale dedicata, per garantire coerenza e proteggere il valore del brand. Tutti i segmenti di mercato si stanno rivelando estremamente promettenti. Per quanto riguarda la GDO, abbiamo cominciato con l’approcciare alcuni player di medie dimensioni i quali volevano differenziare la loro offerta, garantendo ai propri clienti un prodotto di qualità che valorizza il territorio. I primi test a scaffale hanno avuto esiti decisamente positivi e, quindi, nel tempo siamo entrati stabilmente all’interno degli assortimenti di molti supermercati.

Il nostro Paese è stretto, lungo e molto variegato. A quali territori siete più interessati per lo sviluppo?

Dopo aver consolidato la presenza in Piemonte e Liguria, puntiamo ad espanderci lungo lo Stivale. L’obiettivo è quello di identificare dei partner distributivi per ogni regione o macro area che vogliano differenziare il proprio assortimento di pasta, attraverso prodotti che hanno l’obiettivo di alzare l’asticella qualitativa, riqualificando allo stesso tempo il territorio.

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