Piccolo ha aperto un supermercato dove, nel lontano 2021, Auchan ha chiuso definitivamente il proprio ipermercato. Rispetto all’ “era francese” il Centro Commerciale in questione sembra rinato: tantissimi gli avventori, sia in galleria che dentro i negozi. Durerà?
Il Centro Commerciale Vulcano Buono di Nola (NA) l’abbiamo visitato circa sei anni fa, poco prima che il gruppo francese Auchan lo abbandonasse definitivamente, il 1° gennaio 2021. In quell’occasione il parcheggio risultava praticamente deserto, così come la galleria negozi. D’altronde, diverse caratteristiche della struttura potevano essere collegate alle mancate performance commerciali, ovvero:
- La scarsa visibilità dalla strada statale: il centro è infatti inserito all’interno di una collina artificiale che funge da simil vulcano;
- L’assenza di abitato nelle immediate vicinanze;
- Il fatto che l’ipermercato non ha un accesso diretto su strada;
- La scomodità degli ingressi alla struttura, incastonati nella già citata collina.

Per questi motivi, quando siamo tornati nuovamente presso il centro, in una domenica di marzo 2026, non avevamo grandissime pretese relative alla recente apertura del supermercato dell’azienda Si.Di Piccolo la quale, prendendosi un rischio potenzialmente significativo, ha deciso di investire nel luogo.
L’Area Esterna
Arrivando verso le 15:00, abbiamo visto diverse auto parcheggiate ma, comunque, moltissimi posti ancora liberi. Allo stesso tempo, il flusso di macchine in ingresso era abbastanza sostenuto, prova ne è che, quando siamo usciti dal centro dopo circa un’ora e mezza, il numero di posteggi disponibili era calato notevolmente.


Per arrivare all’ingresso Ischia siamo passati davanti all’Hotel Voco by IHG. La presenza di un’entrata riservata all’albergo ha storicamente creato confusione in quanto il rischio è quello di scambiarla per un porta d’accesso al centro commerciale.

D’altra parte, visto che gli accessi al centro sono nascosti dalla collina artificiale (come visibile nella foto sottostante) è normale che chi viene per la prima volta possa avere qualche difficoltà a trovarli.

Entrando nel Centro
Appena entrati notiamo un’affluenza molto importante e concentrata nell’ area food, dove troviamo molte tra le principali catene nazionali ed internazionali di ristorazione, davanti al supermercato Piccolo ed in corrispondenza del punto vendita Action adiacente.

Del modello di business di Action abbiamo parlato, ad esempio, all’interno dell’articolo “Action vs Amazon: alla conquista del mondo” per chi volesse approfondire. Sta di fatto che la catena di discount store no food nata in Olanda si è dimostrata un partner ideale per il retail alimentare in quanto capace di attrarre masse considerevoli di clienti, pronti ad acquistare prodotti simpatici e accessibili.
Ricordiamo che Action fa parte dei format DILP, acronimo che sta per Despecialized Items with Low Prices, ovvero negozi i quali, non specializzandosi in categorie specifiche, trattano un assortimento molto ampio ma poco profondo che spazia su più ambiti merceologici.

Nelle immagini di seguito vediamo l’accesso all’Area Food Amalfi ed il McDonald’s che si trova in uno spazio più ampio, sempre all’interno della food court.


Sebbene siano le zone citate quelle dove, almeno durante la nostra visita, abbiamo riscontrato il traffico maggiore, in alcune aree dedicate all’abbigliamento era possibile imbattersi in diversi avventori. In questo caso, però, non se ne vedevano molti entrare nei singoli negozi. Il piano superiore del centro, poi, risultava decisamente meno frequentato.


All’interno della struttura è inoltre presente un cinema The Space. In merito a ciò bisogna ricordare che, nonostante a livello Italia le sale cinematografiche abbiano registrato un calo di circa il 25% in termini di presenze rispetto al periodo pre-Covid, i cinema rimangono una leva attrattiva interessante, soprattutto nei casi in cui si prestino anche ad ospitare eventi formativi, accademici o aziendali.

L’ingresso nel Supermercato Piccolo
Durante la nostra visita il supermercato era letteralmente “preso d’assalto”, sebbene non tutti i reparti fossero frequentati allo stesso modo.

Accanto al negozio, Piccolo ha aperto il proprio bistrot, pratica sempre più in voga e riscontrabile sia presso le reti Sole365 che Famila. La tendenza poi, è quella di dedicare un marchio autonomo alla parte di ristorazione, cosa che invece Piccolo non fa per dare sempre più valore al brand della propria insegna.

Entrando, ci imbattiamo in un’ortofrutta a parete, continuamente trattata con acqua in un modo simile a quello visto presso i negozi della catena Banco Fresco-Il Mercato del Gusto operanti in Nord Italia. Per le bancarelle centrali, invece, Piccolo utilizza un sistema espositivo a due livelli, molto classico e semplice.


Esattamente come fa, ad esempio, Coop a Napoli o Conad in alcuni suoi super store, Piccolo offre frutta e verdura fresca tagliata, un servizio che genera da sempre l’incremento del fatturato/mq di reparto.


I reparti serviti preferiti dai clienti
Alcuni reparti, almeno durante la nostra permanenza nel supermercato, non catturavano particolarmente l’interesse dei clienti. È il caso, ad esempio, della macelleria (in foto), pulita ed ordinata ma un po’ “silenziosa” per la mancanza di avventori.

Al contrario, il reparto pane/pizza servito era estremamente affollato, al punto che anche fare le foto risultava difficile. Piccolo è una di quelle insegne che investe molto nella produzione interna per fidelizzare i clienti, elemento evidente in questo come in altri store dell’azienda. L’odore di panificati appena sfornati caratterizzava infatti tutta l’area vicino al bancone.

Anche la pasticceria riscuoteva molto successo, presentando una vasta offerta di dolci monoporzione. Come abbiamo approfondito in articoli come “Quello del pontino è il Conad più bello d’Italia?“, “Iginio Massari per Iper, come Da Vittorio per Esselunga“, “Elisenda, l’alta pasticceria in Esselunga” o “Con l’Ultramercato Pewex conferma i suoi valori fondanti“, il comparto pasticceria è diventato un asset fondamentale per i supermercati che aspirano ad essere un punto di riferimento per la spesa settimanale.

Altro reparto con un’ottima presenza di clienti è quello della gastronomia, sempre più spesso chiamato “punto caldo”. È bene ricordare che questo settore del negozio, come facevamo presente nell’articolo “Cosa fanno i migliori nel Retail?“, in un mondo in cui i prezzi della ristorazione, rispetto al periodo pre-Covid, hanno subito rialzi anche pari al +80/100%, costituisce una leva di fidelizzazione potente.



Piccolo realizza preparazioni semplici, molte delle quali a base pasta o verdura, che siano gustose garantendo allo stesso tempo accessibilità. La sua politica gli consente infatti di raggiungere prezzi €/Kg medi molto competitivi se messi in benchmark con la concorrenza locale, comunque commercialmente aggressiva. L’inserimento del girarrosto va nella stessa direzione: offrire un prodotto gustoso e fidelizzante alla portata di tutti. Il pollo cotto, in particolar modo, genera visite ripetute da parte dei clienti e questo è un elemento che abbiamo riscontrato lungo tutta la Penisola in modo trasversale.

Piccolo, da più di dieci anni, punta fortemente sul take away della gastronomia, fattore non scontato nell’area di Napoli. Questa pratica gli ha permesso di riscuotere molto successo presso i clienti, anche con preparazioni diventate iconiche come il suo famoso sugo alla genovese.
Un punto sull’MDD
A differenza di quanto accade presso diverse centrali d’acquisto dove i soci o gli associati condividono la medesima MDD, in VéGé ogni catena socia si è organizzata in modo indipendente da questo punto di vista. Multicedi e Gruppo Arena utilizzano il brand insegna Decò per le proprie referenze in private label, Apulia Distribuzione opera con Rossotono, Coal con l’omonimo marchio e Piccolo non è da meno. I prodotti a marchio VéGé, comunque disponibili, sono infatti poco presenti sugli scaffali delle aziende facenti parte di questa centrale d’acquisto.


Visto che, per un fatto di volumi minimi, coprire un vasto numero di unità di bisogno con l’MDD non è semplice per un’azienda delle dimensioni di Si.Di Piccolo, i suoi articoli a marchio non sono molti. Bisogna dire però che l’insegna ci sta investendo concretamente, facendo un approfondito scouting di fornitori e segnalando a scaffale queste referenze in modo molto evidente, come visibile dalle foto qui sopra. La mancanza di un’offerta ingente di MDD, comunque, non sembra inficiare le performance di vendita del retailer campano.
Ancora troppo presto per parlare di successo?
Navigare le corsie del Supermercato Piccolo fa sorridere perché la forza di questa superficie è la stessa che i gruppi Auchan e Carrefour avevano all’inizio della loro esperienza italiana: la valorizzazione del fresco con produzioni interne e a vista che il cliente può associare ad una qualità superiore.
Questo elemento distintivo, inserito all’interno di una metratura più contenuta rispetto a quella dei vecchi ipermercati e, soprattutto, focalizzata sulla componente food dell’assortimento, sembra rappresentare un volano eccezionale per ottenere performance di livello.
Ovviamente, è troppo presto per decretare il successo del supermercato aperto recentemente presso il CC Vulcano Buono. In RetailWatch continueremo a monitorare questo store per verifica se, nel tempo, manterrà o meno i flussi di clientela odierni.

