Internet in Feltrinelli

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Internet in Feltrinelli

Gennaio 2012. Visita effettuata alle 12 e 35 del 16 gennaio 2012
Quando andavo all’Università Statale di Milano nella seconda metà degli anni ’70 se mi serviva un libro andavo alla Feltrinelli in via dell’Arcivescovado. Oggi non c’è più. Ma allora uno scorbutico libraio(un omone grosso, con occhiali spessi)  che proferiva poche parole, soddisfaceva alle mie richieste, anche le più lacunose: senza sapere titolo, autore e editore lui ala fine mi portava il libro e mi guardava con fare di superiorità. Ma a me non interessava questo sistema, mi interessava arrivare ad avere il libro. Oggi i librai sono in parte sostituiti da internet. È con questo convincimento che vado nella Feltrinelli dietro casa, in corso Buenos Aires, e domando: “Ho visto nella trasmissione di Fazio che il meteorogolo..”. Il commesso mi interrompe: “Quale metereologo?”. Un’altra commessa sente e risponde per lui: “Luca Mercalli?”. “Si proprio lui”. “E come si chiamava il libro”. Suggerisco e prego: “Provi a guardare su internet…”. Lo fa. Passano circa dieci minuti ma non si arriva a capo. “Il computer si impalla…”. Mentre serve un altro cliente me ne vado.
Consulto a casa internet e ritorno nel pomeriggio con autore, titolo, editore. Una commessa, diversa da quelle del mattino ascolta la mia richiesta, anche se ha una pigna così di libri in mano, consulta la posizione a scaffale e correndo va a prendere il libro e me lo porta e mi ringrazia.
Due considerazioni:
– internet è una necessità vista l’ampiezza dei cataloghi di libri e la sbadatezza dei clienti come me, non sarebbe ora di farlo funzionare con una connessione adatta?
– una trasmissione che molte volte presenta libri e musica, come Che tempo che fa, va vista e dalla centrale di Feltrinelli, con una e mail, andrebbero segnalati i libri suggeriti dal Fazio di turno, qualche cliente si farà avanti, accetto scommesse.

Rimane il rimpianto per il libraio di via dell’Arcivescovado, quello grosso e scorbutico. Lui la trasmissione l’avrebbe vista (perché aveva fiuto) e il libro lo avrebbe trovato.

Siete curiosi di sapere il libro che ho chiesto? Spencer Wells, Il seme di Pandora, Codice edizioni. Come facevo ricordarmi il tutto se stavo mangiando?

1 commento

  1. Passione e competenza erano due delle caratteristiche che accomunavano i librai di un tempo. Ora c'è la tecnologia (non sempre, come testimonia il racconto), ma altra cosa è sentire dalla via voce del libraio una breve recensione di un libro, oppure avere dei consigli dopo aver semplicemente descritto i propri gusti o quelli della persona cui si vuole regalare un libro… Ricordi di un nostalgico e lontano tempo che fu? No, compro decine di libri ogni anno, spessp online, altre volte in grandi bookstore, o ancora in alcune piccole librerie che soppravivono negli angoli delle città. Sono però personalmente convinto che la tecnologia possa aiutare a migliorare l'esperienza d'acquisto- in effetti muoversi nelle immense librerie di oggi può essere estremanente difficile- ma non per questo possano essere chiamate a sostituire la competenza e la passione delle persone che un sistema informatico per quanto evoluto e intelligente (nemmeno il famoso Genius di Apple) potrà, a mio avviso, mai replicare…

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