Jollibee experience: cosa aspettarsi dal fast food asiatico a Milano

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La catena asiatica di fast food Jollibee è arrivata in Italia con tre store, di cui uno a Roma e due a Milano. Ci siamo recati nel punto vendita più longevo del capoluogo meneghino (nonché primo aperto in Europa), a due passi dal Duomo: ecco com’è stata la nostra esperienza tra fruibilità, location, menu e prezzi.

Jollibee nasce nel 1978 nelle Filippine ed è stata fondata da Tony Tan Caktiong, a partire da una gelateria trasformata in ristorante di fast food. La sua specialità è il celebre Chickenjoy, pollo fritto extra croccante, accompagnato da pietanze come i Jolly Spaghetti. Nel 2024, il marchio contava circa 1.700 locali distribuiti tra Filippine, Asia, Medio Oriente, Nord America ed Europa ed è stato riconosciuto come il secondo marchio di ristorazione in più rapida crescita al mondo.

Il primo ristorante Jollibee in Europa è stato inaugurato il 18 marzo 2018 a Milano, in Piazza Diaz, posizione strategica vicinissima al Duomo. L’apertura ha subito catturato l’attenzione della comunità filippina e dei milanesi, facendo registrare lunghe file per assaggiare i classici del menu. Il secondo punto vendita italiano è stato aperto a Roma, via Ottaviano, nel 2020. Nel luglio 2025 è stato infine inaugurato il terzo ristorante a Milano, in Corso 22 Marzo, realizzato in franchising. Come si legge su retailfood.it, Jollibee Group (il cui CEO è Ernesto Tanmantiong) ha annunciato una strategia di espansione mirata in Italia, con l’obiettivo di arrivare a 20 aperture nei prossimi cinque anni scegliendo un modello multi-franchising. La strategia è quella di operare ad un ritmo sostenibile e differente rispetto ad altri player come KFC, che puntano a coprire velocemente il mercato.

Store, totem e menu

Abbiamo scelto lo store italiano (ed europeo) aperto da più tempo ovvero quello a Milano in Piazza Diaz proprio adiacente al Duomo. Centralissimo, molto comodo anche per la vicinanza di ogni mezzo tra metropolitane e tram, abbastanza grande. Questa sede, tuttavia, ha un enorme difetto strutturale: i primi totem sono posti a 1 metro dalle porte di ingresso e, nonostante la poca affluenza di una tarda mattinata di agosto, questo ha comportato il formarsi di blocchi di persone.

Inoltre, alcune parti del banco (con le casse) non sono state posizionate nell’atrio principale bensì nel retro del negozio, e per arrivarci è necessario attraversare un corridoio scomodo, simile a quelli che conducono alle toilette nei centri commerciali. I posti a sedere sono piuttosto numerosi ma mal organizzati, divisi appunto in due zone distinte a causa dei limiti del locale. Infine, l’attesa di chi ha ordinato ai totem è mal gestita: i clienti si accumulano davanti al banco, intralciando sia chi sta già consumando, sia il personale che trasporta i vassoi.

Ordinare al totem è molto semplice e la scelta è abbastanza ampia tra classici, prodotti singoli o combinati in menu di più formati e varianti, novità, contorni, dolci. Il menu è vario ma presenta delle pecche: anche chi non apprezza il pollo fritto può infatti scegliere alternative come gli spaghetti e contorni come il riso bianco, tuttavia le scelte vegetariane o vegane non sono segnalate. Tra l’altro, non riscontriamo nemmeno la presenza di un’insalata classica.

Un aspetto poco apprezzabile è il fatto che le liste ingredienti non siano liberamente consultabili in autonomia dal cliente. È necessario, infatti, rivolgersi al personale per conoscerne i dettagli. Come abbiamo notato presso KFC poi, anche qui purtroppo non ci sono indicazioni precise relativa alla piccantezza o aromaticità speziata di molti prodotti: le chicken strips, ad esempio, sono molto speziate e al limite del piccante ma il consumatore non viene avvisato preventivamente di questa loro caratteristica.

Prezzi

I prezzi non sono bassi, piuttosto li notiamo tendenzialmente in linea con i competitor. Per esempio, 2 pezzi di pollo fritto costano 5.80 euro mentre una porzione di Jolly Spaghetti viene 5.50 euro. Il riso bianco, scondito, costa 2.20 euro. Per l’ordine comprensivo di menu con chicken strips + patatine fritte + acqua, una porzione di pollo fritto e una di spaghetti, abbiamo speso 19.80 euro. L’attesa, tra l’inoltro dell’ordine e la consegna, è stata di circa 15 minuti.

Il pollo fritto e i Jolly Spaghetti: prova d’assaggio

Il menu completo è ben visibile sul sito web aziendale jollibee-italia.it, dove risulta presentato in maniera ben più affascinante di come sia in realtà. Online, infatti, e sui menu affissi negli store, pollo fritto e spaghetti hanno un aspetto appetitoso e invitante, familiare: ben diverso, purtroppo, l’impatto dal vivo. Le cosce di pollo fritte, sicuramente cotte bene e ben croccanti, sono molto irregolari e con una panatura spessissima.

Lo strato esterno, oltre ad essere come detto decisamente consistente, risulta piuttosto fragile tanto da staccarsi a blocchi. All’interno poi troviamo poca carne al netto degli scarti tra ossa e cartilagini. Pur comprendendo il successo di questa pietanza, e pur notando la delicatezza della carne ben cotta e succosa, è comunque difficile preferirla alle alternative già assaggiate.

Gli spaghetti della catena filippina sono spiazzanti, soprattutto se offerti in Italia. Senza giudicarne il sapore (agrodolce, grazie ad un condimento che ricorda il ketchup), è tuttavia difficile non commentarne la presentazione: gli spaghetti sono stracotti, sconditi sotto la mestolata di salsa, con formaggio sciolto di cui non si capisce la tipologia e rondelle che sulle prime sembrano carote e che in realtà sono fatte di un salume tipo wurstel.

Perplessità su ingredienti e filiera

Oltre agli ingredienti poco fruibili, colpisce anche che una catena fondata prevalentemente su un menu a base di pollo non fornisca chiaramente dettagli su tale alimento. Il consumatore non ha informazioni sul pollo cotto presso gli store, né in termini di filiera né relativamente all’origine della materia prima. Delude che nemmeno il sito web ufficiale contenga una sezione dedicata.

Sito web poco utile

A proposito di sito web ufficiale, le uniche informazioni che l’utente può ottenere sul pollo sono nella sezione “Chi siamo”, che riporta tale testo: “Jollibee serve il pollo fritto più croccante e succulento che ci sia, e lo accompagna a un vasto menù che comprende burger di carne e di pollo, hotdog, patatine fritte, dessert e bibite. Il nostro piatto forte è il Chickenjoy, pollo fritto servito extra croccante fuori e marinato per essere super succulento all’interno“. Proviamo la sezione delle FAQ, confidando in una maggiore chiarezza, ma oltre a restare a bocca asciutta, notiamo anche informazioni obsolete non aggiornate dal lockdown a questa parte.

La nostra personale pagella, per lo store visitato: 5/6 per i prodotti (non necessariamente per il sapore ma per la ricetta relativa al contesto italiano), 4 per l’assenza di informazioni, 5 per l’accessibilità nel punto vendita, 7 per i prezzi. Il sito web ufficiale, invece, non raggiunge la sufficienza.

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