Kadewe insiste sulla multisensorialità ma con il mercato

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Kadewe insiste sulla multisensorialità ma con  il mercato

Ottobre 2012. L’acronimo Kadewe sta per Kaufhaus des Westens (Magazzino dell’occidente), il nome è rimasto nonostante la caduta del Muro e del Check Point Charlie. Rappresenta un mondo, un pezzo di storia visto che è stato inaugurato nel 1904 ma ha riaperto nel 1950, dopo che un aereo durante la Guerra lo distrusse. Il miracolo economico era alle porte e la nuova imagine del grande magazzino comprendeva una sala dedicata alla gastronomia. Nei giorni del 1989 che seguirono alla riunificazione, KadeWe fu invasa da un vero e proprio fiume di visitatori, affamati di occidentalità: fu il picco storico di visitatori. Nel 1994 Kardstadt Quelle subentra al gruppo Hertie. L’ultimo rinnovamento è del 1996, quando alla gastronomia furono dedicati due interi piani, il sesto è il Feinschmeckeretage o "piano dei buongustai".

Trentadue ristoranti
Lavorano su questi due livelli circa 110 cuochi e 40 fra pasticcieri e panettieri con 32 piccoli banchi-ristorante dove è possibile mangiare. Con più di 1.000 posti a sedere su questo piano, KaDeWe è il più grande ristorante della città. Con un calcolo approssimativo possiamo dire che i posti a sedere (non si può parlare di tavoli) ruotano almeno 4 volte durante il sabato con uno scontrino medio di 23 euro (fatturato di circa 40   mio di euro per i soli ristoranti).
“Se non ce l’abbiamo, probabilmente non esiste” è il payoff di Kadewe, ma questo vale anche per Harrods a Londra o a Galerie Lafayette a Parigi, diciamo che cercano di mantenere una promessa forte nell’epoca di globalizzazione dove è sempre più difficile destare sorpresa in un consumatore che ha visto ormai tutto.

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